Carloforte: l’isola sarda dove ostinatamente si parla genovese antico

Buon mercoledì amici oggi vi portiamo con noi a Carloforte insieme a Marta che ama descriverei così: “Marta non è una viaggiatrice seriale, ma vorrebbe esserlo. Io amo il viaggio tanto quanto l’impazienza di partire, preparare il viaggio, quell’emozione quando in macchina leggo l’indicazione “aeroporto” e sento le farfalle nello stomaco. Amo qualunque tipo di viaggio, i viaggi relax e quelli dove torni più stanca di prima. Ma quello che amo più dei viaggi è come sono io, lontano da casa. Sono me stessa, amo quella sensazione di libertà, di spazio, di possibilità, di eccitazione. Quella sensazione quando ci si sveglia al mattino e non si è a casa, ma in un letto diverso e fuori dalla finestra c’è un luogo nuovo, oppure solo il mare, ma si è sempre sotto lo stesso cielo.” Potete leggere le sue avventure su pere e peperoncini il suo blog. 

Carloforte

Carloforte: l’isola sarda dove ostinatamente si parla genovese antico

Carloforte. C’è un isoletta, nel profondo Sud della Sardegna, che viene chiamata “l’isola nell’isola”.

Gli abitanti, però, non parlano il dialetto sardo, ma il “tabarkino”, un ligure molto antico.

Quello che a Genova conoscono solo gli anziani, i giovani non lo conoscono più.

Carloforte

E si cucina il pesto di basilico.

Si pesca il tonno di corsa.

E si tiene ogni anno la Sagra del Cous cous, che viene chiamato “cascà”.

Da Cagliari, in un ora di auto si arriva al porto di Portovesme, si sale su un traghetto che in una mezzora porta a Carloforte, scompigliandoti forte i capelli, come ad avvisarti che lì il maestrale non scherza.

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Ti accolgono piccole casette color pastello, una piazza immensa e la statua di Re Carlo che saluta e dà il benvenuto in questo piccolo gioiello del Mediterraneo.

“U’ paize”, così lo chiamano gli innamorati come me, il paese.

I suoi abitanti sono circa 6mila ma in estate triplicano e danno vita e fermento al paese e alle tante spiagge.

L’Isola di San Pietro venne colonizzata nel 1738 da liguri di Pegli che, dopo essere stati a Tabarka, chiesero al Re Carlo Emanuele III di Savoia un luogo dove poter vivere secondo le loro tradizioni, pescare il corallo e commerciare.

E’ grazie a queste molteplici influenze che deriva la cultura tabarkina.

La vita scorre lenta a Carloforte, il luogo di ritrovo è la “ciassa” (la piazza), si cena tardissimo e la pizza tonda è out, perchè si mangiano pizzette al taglio che sono la fine del mondo -bianca con lo stracchino, la mia preferita- e la farinata.

Carloforte

In spiaggia si va all’ora di pranzo perchè è irrinunciabile la passeggiata la mattina tra i “carruggi” a comprare la focaccina e il pane arabo, ma anche il pesce freschissimo direttamente dalla barca del pescatore e le “faccusse”, dei cetrioli tipici del luogo (sono squisiti!).

A fine maggio inizia la mattanza, l’unica tonnara al mondo ad essere rimasta “scelta”, perchè le reti vengono buttate solo vicino alla costa e si pescano solo i tonni di corsa “pronti” (parliamo di tonno rosso, non pinne gialle!) e si festeggia con il Girotonno, una manifestazione culinaria radicatissima e frequentatissima.

Carloforte

Si cucina il cous cous e, pur essendo un paese a fortissima vocazione marinara, è senza pesce ma con tanta verdura e tavolta con la carne, a seconda della tradizione di famiglia, ovviamente!

E’ un isola, quindi ci sono tantissime spiagge in cui andare, da quelle dorate di sabbia a quelle con gli scogli da cui tuffarsi, grotte da scoprire in barca e l’acqua azzurra come il cielo limpido tutto l’anno.

Carloforte è un paese da scoprire: spiagge cristalline per rilassarsi, posti meravigliosi da visitare, un centro cittadino dove vivere e passeggiare e tante tradizioni culinarie da assaggiare.

Carloforte

Carlofrote come arrivare: da Cagliari in auto o in navetta sino a Portovesme o sino a Calasetta, poi traghetto Delcomar.

Periodo migliore dell’anno: da maggio sino a ottobre inoltrato. I mesi di maggior affluenza sono luglio e agosto, ma anche durante il Girotonno. prolococarloforte.it

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Dove alloggiare a Carloforte: il paese offre molta scelta tra hotel e Bed&Breakfast, unico neo: bisogna prenotare per tempo, vanno a ruba!

Cose da non perdere: il tramonto alla spiaggia della Caletta, il Faro dall’altra parte dell’isola, le scogliere della Conca, le spiagge cristalline, le passeggiate sino a tarda notte nella piazza, il “pasticcio alla tabarkina”, tutto ciò che è tonno, le focaccine e la farinata, i gelati artigianali e i canestrelli, il cascà.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.