
Perché usare una VPN quando si viaggia
Cosa distingue un viaggiatore esperto da uno alle prime armi? Quando viaggiano pensano a tutto, assicurazione, noleggio auto, documenti, carte di credito, itinerario.
C’è però un errore che anche i più skillati fanno: quasi nessuno pensa alla sicurezza digitale. Inclusi noi, fino a che poi non abbiamo avuto un brutto episodio e ora ci pensiamo eccome!
Infatti, se ci pensate, oggi prenotiamo hotel dal Wi-Fi dell’aeroporto, controlliamo l’home banking seduti in un bar, carichiamo documenti di viaggio da una rete pubblica e (soprattutto) lavoriamo da remoto collegandoci a reti che non conosciamo. È qui che entra in gioco un tema che fino a qualche anno fa sembrava “da smanettoni”, ma che oggi riguarda chiunque viaggi: la VPN.
Se vi state chiedendo che cos’è una vpn, potete approfondire il significato tecnico, ma in parole semplici si tratta di uno strumento che protegge la vostra connessione internet, soprattutto quando utilizzate reti pubbliche o non sicure.
Cosa succede quando vi collegate a un Wi-Fi pubblico
Pensateci: quante volte vi siete collegati al Wi-Fi gratuito in aeroporto, in hotel o in un coworking? Spesso, soprattutto quando siete in giro per lunghi periodi o lavorate viaggiando.
Il problema è che le reti pubbliche sono, per definizione, meno sicure. Non sapete chi altro è connesso, non sapete se la rete è protetta correttamente e non avete controllo sui livelli di sicurezza.
In queste situazioni, i vostri dati (password, email, accessi bancari) potrebbero essere più esposti rispetto a quando utilizzate la rete di casa.
Una VPN crea una sorta di “tunnel protetto” tra il vostro dispositivo e internet, rendendo più difficile l’intercettazione dei dati. Non è paranoia: è semplice buon senso digitale.
VPN e prenotazioni online: un aspetto poco considerato
Quando organizziamo un viaggio passiamo ore a confrontare voli, hotel, assicurazioni, noleggi auto. E lo facciamo spesso da reti diverse: casa, ufficio, smartphone in roaming, Wi-Fi pubblico.
Alcuni viaggiatori utilizzano le VPN anche per verificare eventuali differenze di prezzo tra Paesi diversi o per evitare tracciamenti eccessivi durante la navigazione. Non è una garanzia di risparmio, ma può aiutare ad avere un controllo maggiore su ciò che accade mentre si naviga.
Inoltre, se state inserendo dati sensibili (numero di carta, documenti, dati personali), farlo attraverso una connessione protetta è sicuramente una buona abitudine.
Lavorare viaggiando: sicurezza prima di tutto
Sempre più persone oggi lavorano in viaggio. Nomadi digitali, freelance, imprenditori o semplicemente chi fa smart working qualche settimana all’anno.
Se anche voi, come noi, vi siete trovati a scrivere articoli o gestire email importanti da un appartamento in affitto o da un bar vista oceano, sapete quanto sia fondamentale una connessione stabile.
Ma oltre alla stabilità, serve sicurezza.
Accedere a piattaforme di lavoro, CRM, strumenti di pagamento o aree riservate dei clienti tramite reti pubbliche senza protezione può esporre a rischi inutili.
Molti servizi VPN, tra cui Surfshark, NordVPN o ExpressVPN (solo per citarne alcuni diffusi sul mercato), nascono proprio con questo obiettivo: offrire un livello aggiuntivo di protezione durante la navigazione.
Streaming e contenuti dall’estero
C’è poi un altro aspetto più leggero ma comunque interessante: i contenuti in streaming.
Può capitare di viaggiare all’estero e non riuscire ad accedere a determinati contenuti disponibili nel proprio Paese. Alcuni viaggiatori utilizzano le VPN per connettersi tramite server nel proprio Stato di origine e accedere ai servizi a cui sono già abbonati.
Anche in questo caso è importante informarsi sempre sulle condizioni d’uso delle piattaforme, ma è uno degli utilizzi più comuni tra chi si sposta spesso.
Privacy: non solo per chi “ha qualcosa da nascondere”
Quando si parla di protezione online c’è sempre chi pensa: “Io non ho nulla da nascondere”.
In realtà la questione non riguarda il nascondere, ma il controllare.
I nostri dati di navigazione, le ricerche, le preferenze di viaggio, le abitudini di acquisto sono informazioni preziose. Utilizzare strumenti che aumentano il livello di privacy significa semplicemente scegliere di avere maggiore consapevolezza digitale.
Soprattutto quando siamo in viaggio e utilizziamo dispositivi in contesti meno controllati rispetto alla routine quotidiana.
Vale la pena usare una VPN quando si viaggia?
Se viaggiate una volta all’anno, usate solo la connessione dati del vostro telefono e non accedete mai a servizi sensibili, forse l’esigenza è minore.
Ma se:
- vi collegate spesso a Wi-Fi pubblici
- lavorate da remoto
- gestite pagamenti online durante il viaggio
- vi fermate a lungo in un Paese straniero
- siete digital nomads o viaggiatori frequenti
allora può essere uno strumento utile da valutare.
Viaggiare oggi significa anche essere sempre connessi. Proteggere quella connessione è parte dell’organizzazione, esattamente come scegliere l’assicurazione giusta o controllare la validità del passaporto.
Noi, negli anni, abbiamo imparato che la libertà non è solo scegliere la prossima spiaggia o il prossimo quartiere da esplorare. È anche muoversi sapendo di avere sotto controllo ciò che conta, compresa la nostra vita digitale.
E forse, nel 2026, questo è diventato semplicemente un nuovo modo di viaggiare consapevoli!
Articolo scritto in collaborazione con Surfshark






