#vivilitalia: la spiaggia di Piscinas in Sardegna

Ciao Valentina ci parli un po’ di te?

Ciao! Sono Valentina, una giovane sarda dall’animo vagabondo. Il mio blog, Travel Upside down, è un piccolo mondo colorato che rispecchia la mia visione della vita. Amo viaggiare, esplorare realtà che non conosco, perdermi nella natura, entrare in contatto con culture diverse dalla mia e scovare una nota positiva in ogni situazione.  Mi piace l’idea che ogni passo che compiamo possa lasciare un’impronta indelebile nelle persone che incontriamo ma soprattutto in noi. E’ bello scovare la diversità in qualsiasi forma si presenti perché i margini rappresentano qualcosa che allo stesso tempo ci divide e ci unisce. Le persone, i paesaggi, le esperienze ci rendono unici e rendono speciale la nostra vita.

sardegna del sud Ti va di dirci perchè hai deciso di partecipare a #vivilitalia?

Amo il mio paese. L’Italia è una miniera di bellezze naturali, artistiche, architettoniche e culturali inestimabili. Ogni regione è impregnata di profumi differenti, vibra su ritmi e danze spesso antichissime, e scandisce i mesi  con riti e tradizioni secolari. Ogni regione si orna di una natura ora selvaggia, ora composta, ora ordinata in campi o colture. Ogni regione rivive la propria storia attraverso l’arte disseminata in sculture, edifici, chiese, pitture, piazze, siti archeologici e musei in cui il passato non smette mai di pulsare. Vivitalia permette di rendere omaggio a tutta questa immensa bellezza, spesso sottovalutata e non conosciuta.

Da local expert di cosa ci parli oggi?

In questo articolo vi parlo della mia isola, e in particolar modo della spiaggia di Piscinas situata nel Sulcis Iglesiente, zona sud occidentale della Sardegna. Credo che quest’area sia poco conosciuta in quanto poco sfruttata dal punto di vista turistico.

Spiaggia-di-Piscinas Piscinas è un deserto lungo ben sette chilometri; un deserto situato sul mare e in un contesto naturalistico meraviglioso ed affascinante. Il modo più suggestivo per raggiungere questa spiaggia è un percorso attraverso le antiche miniere che conducono alla Costa Verde.

Percorso-per-arrivare-a-Piscinas Qualche indicazione stradale: si arriva al bivio per Guspini e si prosegue per Montevecchio, borgo che un tempo era centro direttivo delle omonime miniere. Si prosegue poi in direzione Ingurtosu, percorrendo ben dieci chilometri di strada non asfaltata. Il viaggio è lungo e si snoda attraverso montagne rocciose, macchia mediterranea e antichi impianti minerari (alcuni visitabili), testimoni del passato dell’isola. Questi luoghi, un tempo fulcro della vita lavorativa di migliaia di persone, sono ora silenziosi e decadenti, quiete rappresentazioni della storia della Sardegna. A fine percorso vi troverete davanti Piscinas e le sue dune dorate che si ergono soffici e silenziose verso il cielo.

Antiche-miniere Vi consiglio questa zona perché rappresenta tutto quello che amo della mia terra: il suo essere selvaggia e solitaria, immersa nella propria natura aspra, tra monti silenziosi e mari cristallini.

Concludo il mio consiglio con un passo tratto dal libro “Sempre caro” di un celebre scrittore sardo, Marcello Fois, passo che esprime secondo me, i sentimenti di molti italiani che vivono in zone economicamente fragili, ma allo stesso tempo meravigliose del nostro paese, come lo stesso Sulcis Iglesiente. 

“Ed eccomi seduto in cima al colle. Da quassù tutto sembra dolce e dolente. Ed eccomi ancora a ferirmi di tanta bellezza, quasi stordito, quasi annichilito. Che quest’immensità pare impossibile da raccontare: enormità contro pochezza. Sublime che colpisce al ventre e al petto. Spazio, spazio, spazio sotto al mio sguardo. Aspiro con le narici e mi pare che tutto quell’azzurro e quell’onda verde e quella sinuosità paglierina mi entrino in corpo e costruiscano versi. Parole come respiri e labbra che tremano appena accarezzate dai colori. Che questa terra è il mio penare e il mio gioire.

Insieme. E mi attrae e mi respinge. Insieme. E la maledico, la maledico poi l’adoro.

Donna crudele, madre avvolgente,amante esigente. Sterile e scomposta, buttata sul mare come una mondana fra le coltri. Galleggiante in mezzo al mare come un bastimento alla deriva. Terra come mare. Terra come mare limpido di smeraldo e tremolante d’oro. Imito il suo oscillare col busto come un folle ipnotizzato dalla scia spumosa che asseconda il fendente della carena e sia tentato di proiettarsi contro quel vuoto pieno. Farsi sostenere dal niente cromatico, sfuggire a quella stabilità basculante e affidarsi ai flutti. E il naufragar m’è dolce…”

Marcello Fois “Sempre caro” 

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14 commenti

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.