
Come viaggia la Gen Z? 5 modi di esplorare il mondo che i Millennials non capiscono
Quando abbiamo iniziato a viaggiare insieme, per me ed Elisa partire equivaleva a cercare connessioni con chi avremmo conosciuto, raccontare emozioni e custodire ricordi di coppia che ci cambiassero dentro e, allo stesso tempo, arricchissero la nostra storia. Oggi vediamo una nuova generazione che si muove nel mondo in modo nuovo, spesso guidata dai social, da video visti su TikTok o da foto scattate in location da sogno. È un modo più rapido, visivo, creativo di vivere il viaggio, eppure non per questo superficiale. Anche loro, come noi, cercano qualcosa da ricordare e da condividere. Solo che lo fanno con strumenti e linguaggi diversi rispetto a come si faceva prima e confesso che in parte ci sentiamo anche responsabili di questo cambiamento: chi fa il nostro lavoro come i travel blogger e i content creator, ha forse condizionato un po’ le abitudini di viaggio dei giovani?
Cerchiamo di capirlo esplorando cinque stili di viaggio della Gen Z che i Millennial non capiscono (o non hanno ancora scoperto).
1. TikTok travel planning
Addio guide cartacee: per la Gen Z è TikTok la nuova guida. Se non avete sentito parlare del TikTok travel planning, ve lo raccontiamo noi: si tratta di un format social della piattaforma, che permette di scoprire mete instagrammabili, itinerari low cost e angoli culturali con una semplicità visiva che i Millennial, spesso, non comprendono del tutto. Gli short video condensano luoghi, dritte pratiche e scenari memorabili per scattare fotografie, anche quelle di coppia. In caso vogliate scoprire la meta perfetta per la vostra estate, in pratica, probabilmente l’avete già intravista su TikTok.

2. Viaggiare per creare contenuti
Il turismo si arricchisce con lo storytelling: il nuovo obiettivo in viaggio è creare contenuti di valore. Spesso le destinazioni si scelgono in base all’impatto visivo che offrono, alla narrazione che si può costruire lì attorno, alle foto romantiche che si possono scattare insieme. Anche per noi ogni viaggio di coppia è un racconto condiviso: pensate per esempio a quando vi raccontiamo dei tramonti di Santorini o dell’alba a sud dell’isola.

3. Ostelli sociali
Un altro stile di viaggio che abbiamo notato sui social è quello legato ai soggiorni negli ostelli sociali. Questo è un modo che permette di risparmiare, certo, ma anche di scoprire luoghi di connessione autentica. Negli spazi condivisi degli ostelli sociali è possibile partecipare a cene comuni, eventi con altri viaggiatori e attività locali. Viaggiare in coppia in un ostello vuol dire aprirsi, conoscere persone, imparare tradizioni, scoprire nuove città attraverso volti che potrebbero diventare amici.

4. Viaggi ibridi e romantici
La Gen Z ama i viaggi che uniscono esperienze, ricerca del benessere e interazione umana. In sostanza, i nuovi viaggiatori cercano occasioni in tutto il mondo che scaldano il cuore, che permettono alle coppie di ritrovarsi e rigenerarsi. Anche noi riconosciamo il valore profondo di queste esperienze: sono momenti da vivere insieme, che non finiscono solo nel feed perché restano nel cuore.

5. Mete instagrammabili
E che dire di chi viaggia per una foto, all’inseguimento delle “mete instagrammabili”? Ad alcuni può sembrare incomprensibile, eppure queste destinazioni vanno oltre l’estetica, perché sono ambientazioni che emozionano chi le visita e chi ne guarda gli scatti: cave hotel illuminati al tramonto, vigneti sospesi sul mare, terrazze con luce dorata, sono soggetti perfetti per scatti pieni di significato. Gen Z e creator scelgono e visitano questi luoghi sia per la foto che riporteranno a casa con loro, sia per l’intensità del racconto intorno a quell’immagine. Inoltre, è chiaro che molti giovani stiano cercando uno sbocco professionale proprio nel turismo, per trasformare la passione per i viaggi in un progetto che permetta loro di guadagnare. Anche voi avete questo sogno? Iscrivetevi a vivere di viaggi e vi sveleremo come riuscirci.







