
Devo ammettere che ho sempre subito il fascino del van, a partire dai colorati furgoncini hippie fino agli esagerati mezzi da spedizione. Sarà l’idea di viaggiare in libertà e senza compromessi, sarà l’esigenza sempre più forte di stare a contatto con la natura, che alla fine abbiamo deciso di provare a realizzare questo sogno, comprando e allestendo un van tutto nostro per viaggiare. Ma questa è un’altra storia…
Corsica in van: perché sceglierla
Viaggiare in van in Corsica è stata un’esperienza che ha unito libertà, natura e paesaggi sempre diversi. L’isola ci aveva sempre affascinati, ma viverla su quattro ruote, con la possibilità di fermarci dove il paesaggio ci chiamava, ha reso tutto ancora più speciale.
La Corsica in van è perfetta per chi cerca una vacanza diversa dal solito: più lenta, più libera e molto più immersa nella natura. In poco tempo si passa dal mare alla montagna, da una spiaggia deserta a una strada panoramica che si arrampica tra i tornanti, e il viaggio diventa parte stessa dell’esperienza.
Come organizzare un viaggio in Corsica con van
Se state pensando a come organizzare un viaggio in Corsica con van, il consiglio più utile è partire con un’idea abbastanza chiara dell’itinerario, ma lasciando spazio all’imprevisto. L’isola sembra piccola sulla carta, ma le strade sono spesso tortuose e lente, quindi le distanze vanno sempre lette in modo diverso rispetto a quanto suggerisce una mappa. Questo si percepisce ancora di più arrivando in traghetto, che resta uno dei modi più comuni per raggiungere l’isola dal continente.
Arrivo in Corsica: la prima notte
Il nostro arrivo in Corsica è stato così: arriviamo che è buio, completamente buio, ma è meglio per la traversata in traghetto direzione Corsica. Il tempo di uscire dal porto e imbocchiamo una strada con pochi lampioni dalla luce fioca. La strada diventa più stretta, prima sale e poi scende, un tornante dopo l’altro, è talmente buio che non abbiamo la più pallida idea del paesaggio che ci circonda. Per fortuna abbiamo stabilito dove fermarci per la notte in precedenza e il luogo non dovrebbe essere molto distante. Siamo stanchi di un viaggio in nave col vento contro e sprofondiamo subito nel sonno.

Cap Corse e Nonza: Giorno 1
Al risveglio è colpo di fulmine: la Corsica ci dà il buongiorno vista mare. Dopo un inverno di lavori per allestire il nostro van, essere lì a bere una tazza di caffè fumante davanti all’acqua è una sensazione bellissima.
Tiriamo tardi passeggiando sulla spiaggia a piedi nudi, ci lasciamo baciare la faccia dai tiepidi raggi di sole di fine aprile, ascoltiamo la musica delle onde e fotografiamo i primi fiori che sbocciano con l’arrivo della bella stagione. Ci siamo solo noi e questo momento privato a contatto con la natura mi fa sentire in pace.
Il nostro on the road ha come prima tappa Nonza, un paesino arroccato che guarda il mare e la spiaggia di sabbia nera sottostante, una delle spiagge più grandi e particolari della Corsica. Ci addentriamo nelle sue stradine fino all’omonima torre che ospita un piccolo e particolare negozio di souvenir dove si può ascoltare e acquistare la musica corsa. La vista è mozzafiato, soprattutto in questa giornata di sole!
Proseguiamo verso nord per arrivare a Cap Corse dove vogliamo fermarci per la notte.
La Corsica ha un paesaggio particolare: in poco tempo si passa dal mare alla montagna e, per andare da una zona all’altra della costa, bisogna salire, seguire i tornanti e poi scendere. Non ci sono gallerie, bisogna seguire la montagna stessa.
Arriviamo a Tollare, dove ci sono poche case che in questo periodo sono completamente disabitate, probabilmente case di vacanza. Siamo noi, un paio di altri camper e una famiglia che prepara una grigliata in spiaggia. Prepariamo la nostra cena e ci godiamo il tramonto.

Verso il sud. Palombaggia e Golfo di Santa Manza: Giorno 2
Sveglia all’alba, iniziamo a cambiare i ritmi e seguire il tempo scandito dal ciclo solare. Oggi ci raggiungono dei nostri amici e insieme andremo verso sud. Percorriamo la costa fino alla zona della spiaggia di Palombaggia.

In questa zona ogni strada ha l’accesso vietato e quelle che non sono sbarrate portano a residence privati. Riusciamo a vedere alcune spiagge solo raggiungendole a piedi: in questo periodo sono deserte e il mare è calmo e trasparente. Viene voglia di fare il bagno, ma l’acqua è troppo fredda.
Il tempo passa in fretta e non abbiamo ancora deciso dove fermarci per la notte. Proviamo una strada sterrata vicino a una cava: il percorso non è bellissimo e si addentra sempre più nella vegetazione fino a che ci troviamo completamente avvolti dalle piante, senza neppure lo spazio per fare manovra. Dobbiamo tornare indietro in retromarcia; forse ci siamo fatti prendere un po’ dall’entusiasmo, ma anche questo fa parte del gioco.
Proseguiamo e troviamo ancora strade sbarrate. Stiamo quasi per perdere la speranza di trovare un posticino tranquillo per la notte, fino a che, nei pressi del Golfo di Santa Manza, dopo un breve sterrato raggiungiamo una piccola spiaggia a ferro di cavallo. A destra la vegetazione arriva alla sabbia, a sinistra una parete di roccia a picco. È un posto fantastico e la temperatura è perfetta per mangiare all’aperto. Non possiamo che fermarci.

Prepariamo la cena e, tra una chiacchiera e l’altra, ripensando alla giornata appena passata con il rumore delle onde in sottofondo, viene a trovarci un cucciolo di volpe. È timorosa e curiosa allo stesso tempo, si fa vedere, si avvicina un po’ per poi nascondersi in un cespuglio. Pochi istanti ed eccola che ritorna a guardarci e così un po’ di volte, come fosse un gioco, una danza, finché decide di sparire di nuovo.
In questi momenti rimango lì a contemplare lo spettacolo col cuore che batte forte per l’emozione e, anche se in quel momento sono un semplice spettatore, mi sento assolutamente viva. Questi sono i magnifici regali che ci fa la natura quando viaggiamo in van.
Ospedale e cambio di rotta: Giorno 3
Ci dirigiamo a Bonifacio con l’idea di arrivare fino alla zona più a sud dell’isola, ma un imprevisto ci fa tornare a Porto Vecchio e quindi decidiamo di cambiare il percorso stabilito inizialmente e proseguire verso il centro dell’isola seguendo la strada D368.
Subito dopo il paesino di Ospedale incontriamo un lago artificiale e tutt’intorno la bellissima foresta di pini e faggi. Il paesaggio è troppo bello per non fermarsi e infatti incontriamo diversi viaggiatori in van come noi, anche due ragazze con un gatto.
È uno di quei momenti in cui capisci davvero perché la Corsica in van funzioni così bene: il paesaggio cambia in continuazione e il viaggio si riscrive da solo, curva dopo curva.

Cascata Piscia di Gallo e Plateau du Coscione: Giorno 4
Oggi vogliamo percorrere il facile trekking fino alla Cascata Piscia di Gallo, nella foresta dell’Ospedale, un’escursione conosciuta per il contesto boschivo e per la cascata spettacolare che precipita tra le rocce. Il percorso a piedi è alla portata di tutti, anche se l’ultima parte di discesa per vedere la cascata nella sua interezza è più ripida e richiede un po’ di attenzione. In totale calcolate circa un’ora e mezza andata e ritorno, una durata compatibile con le indicazioni riportate da diverse guide di escursionismo sulla zona.
Dopo pranzo decidiamo di salire ancora, così iniziamo a seguire una strada che non conosciamo seguendo le tracce GPS. La strada è solo in parte sterrata ma anche dove c’è l’asfalto è piuttosto disconnessa e la salita è lenta. Dove diavolo stiamo andando?
Proseguiamo imperterriti fino ad arrivare al Plateau du Coscione. Qui il paesaggio è particolare, rocce tondeggianti e vegetazione bassa fatta di cespugli verdi e muschio. Sulle cime c’è neve che sciogliendosi forma tanti rigagnoli e di conseguenza l’erba tutt’intorno è spugnosa.
E poi animali liberi al pascolo, cavalli, mucche e maiali neri caratteristici della Corsica. Questo paesaggio mi ricorda l’Islanda.
Il sole è calato e il termometro segna all’esterno 7 gradi. Stanotte dormiamo in montagna.

Du Cuccioni e ritorno verso la costa: Giorno 5
Siamo in corrispondenza del rifugio Du Cuccioni, di fianco c’è una strada che però è sbarrata, decidiamo così di percorrerla a piedi e camminiamo per questo splendido altopiano fino a dove la strada è bloccata causa neve. Passeggiamo per quasi due ore, poi decidiamo di tornare sulla costa per la notte.
È una giornata più silenziosa, quasi sospesa, in cui il viaggio rallenta ancora. Dopo il mare e la montagna, la Corsica continua a cambiare forma e a sorprenderci proprio quando pensiamo di averne capito il ritmo.
Filitosa, Liamone e spiaggia Arone: Giorno 6
La Corsica vanta diversi siti archeologici in cui si trovano i Menhir, grandi pietre erette in verticale risalenti alla preistoria, e Filitosa è uno dei siti più noti dell’isola, con frequentazioni che coprono un arco cronologico dal Neolitico fino all’età romana secondo diverse fonti divulgative e turistiche sul sito. Le statue-menhir scolpite e le strutture megalitiche sono l’elemento più riconoscibile della visita. Noi visitiamo proprio il sito di Filitosa.

Il paesaggio cambia nuovamente, dopo mare e montagna ora ci troviamo tra dolci colline, alberi secolari e particolari formazioni rocciose.
Dopo pranzo riprendiamo il nostro viaggio. La Corsica è un’isola che si presta davvero all’on the road, il paesaggio non è mai noioso e tra un tornante e l’altro si scorgono paesaggi unici.
Arriviamo al Golfo di Sagone, alla spiaggia di Liamone: oggi c’è vento e il mare è mosso, guardare le onde è uno spettacolo, potrei restare qui per ore. Ma la strada è ancora lunga, dobbiamo arrivare alla spiaggia Arone dove ci fermeremo per la notte.
Questa spiaggia è molto grande e si raggiunge passando da Piana per una strada panoramica assolutamente consigliata.
Le Calanques e il rientro: Giorno 7
Partenza rilassata, quasi non volessimo andare. È l’ultimo giorno, lo dedicheremo alle Calanques. Da Piana la strada prosegue lenta con un susseguirsi di curve e il paesaggio ci regala rocce rosse a strapiombo sul mare.
Proseguiamo fino a dove abbiamo dormito la prima notte e dove faremo anche quest’ultima. Domattina si riparte.
La strada che all’arrivo abbiamo percorso immersa nel buio si fa vedere di giorno in tutta la sua bellezza, le montagne disegnano un drago, ci sono cantine vinicole e panorami col mare a destra e sinistra del “dito”.

Si riparte con una bellissima giornata di sole, lasciamo la Corsica piano piano, la guardo dalla nave mentre ci allontaniamo e mi manca già, la sua natura selvaggia, il vento e il mare, gli animali liberi.
Ciao Corsica, ci rivedremo presto.

Consigli per una vacanza in van in Corsica
Per chi cerca una vera vacanza in van, la Corsica è una destinazione che sa essere intensa, imprevedibile e meravigliosa. Non è solo una meta da attraversare: è un’isola da ascoltare, da seguire curva dopo curva, lasciandosi guidare dalla luce, dal vento e dai cambi di paesaggio.
Se state cercando idee vacanza in Corsica con van, questo itinerario mostra bene quanto l’isola sia adatta a chi ama la libertà, la natura selvaggia e i viaggi senza programmi troppo rigidi. Tra mare, montagna e strade panoramiche, la Corsica in camper o in van regala uno di quei viaggi che restano addosso a lungo.
Per organizzare al meglio un viaggio in Corsica con van, conviene partire preparati, tenere d’occhio le soste e lasciare un po’ di spazio anche all’imprevisto. In fondo, è spesso proprio lì che il viaggio diventa indimenticabile.
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Allemandich
Bellissimo giro, e chissà che in un futuro anche noi andremo a fare un giro su quest’isola stupenda con il nostro caro “Merlino”
Enrica Garzaro
Ciao dove hai noleggiato il van? Grazie