Educare i bambini all’autonomia? Il viaggio è un ottimo maestro!

Sul volo di ritorno dalla Bretagna ho visto una coppia di genitori con una bambina di almeno quattro anni che non ha mai toccato terra. In aeroporto era in braccio alla mamma, in aereo seduta sul sedile (dietro di noi), sul pullman che dall’aereo ci ha portati all’aeroporto in braccio alla mamma e subito dopo l’arrivo del passeggino sul rullo di consegna delle valigie, di nuovo sul passeggino.

Di contro Manina, due anni, le è passato vicino col suo trolly rosso fiammante camminando davanti a me e dietro a suo padre, scocciandosi alle mie domande “amore ti aiuto?“.

come educare i bambini all'autonomia in viaggio

Attenzione questo post è un punto di vista, il nostro, che abbiamo fatto della filosofia della genitorialità a contatto un modello di vita durante i nostri viaggi in famiglia e che potete leggere nella sezione appositamente dedicata dal titolo “in viaggio con Manina“. Quindi non vi diamo ricette, semplicemente vi parliamo della nostra esperienza.

“Educare significa fornire precocemente al bambino il massimo di autonomia”

Il viaggio è un’occasione perfetta per educare i bambini all’autonomia fin da piccoli. Lo abbiamo capito quando, per il compleanno dei due anni, mio fratello e sua moglie hanno regalato a Manina il suo primo trolley. Ha aperto il pacco, ha visto il trolley, l’ha preso tra le mani, lo ha messo a terra, ha alzato la maniglia e via verso l’infinito sotto lo sguardo divertito di tutti. Sembrava non aspettasse altro. Ora in viaggio il suo trolley non manca mai, lo riempie dei suoi giochi e lo porta sempre con sé, fiero di fare ciò che facciamo noi.

come educare i bambini all'autonomia in viaggio

Come educare i bambini all’autonomia in viaggio?

A questa domanda c’è una sola grande risposta “facendoli fare da soli, senza sostituirsi a loro“, ricordandosi sempre che i bambini non fanno le cose perché non vogliono farle ma perché spesso non sanno farle, ecco alcuni esempi pratici che vi faranno capire meglio cosa intendiamo.

facciamo la valigia insieme. Sì avete capito bene anche se, come nel nostro caso, vostro figlio ha solo due anni. Certo, ve lo dico subito, ci metterete il triplo del tempo, voi metterete dentro un abito e lui lo rimetterà nel cassetto, voi lo toglierete e lo rimetterete in valigia e lui lo prenderà e lo metterù nella sua. Certo ci vuole tanta, tantissima, pazienza e tempo quella cosa strana che ormai nessuno di noi più ha, ma che è fondamentale se vogliamo educare i bambini all’autonomia fin da piccoli.

facciamo scegliere a lui che giochi vuole portare con sé in viaggio. Ahimè anche se vuole quella palla che chiaramente sarebbe meglio lasciare a casa e se proprio non lo ritenete opportuno, parlategli del perché sia meglio non portarla con esempi pratici.

come educare i bambini all'autonomia in viaggio

lasciamo a casa il passeggino. Questa è tosta lo so. Ma noi il passeggino non lo usiamo da sempre e Manina a due anni passa la maggior parte del tempo in viaggio camminando. Quando è stanco il papà se lo carica sulle spalle o nel marsupio erogonomico. Ma vi assicuro vederlo conquistare il mondo con le sue gambine è un’immagine che scalda il cuore, anche se di nuovo ci vuole tempo e pazienza, siccome lui si ferma spesso, perso a contemplare ad esempio un palo della luce che ti chiedi “ma perché se ti abbiamo portato fino in Bretagna proprio il palo della luce sembra così interessante? .

facciamolo mangiare da solo. Diamogli la forchetta e invitiamolo a prendere i pezzi che gli tagliamo da solo nel piatto.

chiediamogli di riordinare le sue cose. Questa è nuova, l’ho capita da poco. Mi lamentavo perché Manina non rispondeva alla mia richiesta di riordinare i suoi giochi, poi ho capito, non lo fa semplicemente perché non sa come si fa. Non basta dirglielo, bisogna farglielo vedere, farlo insieme. Su questo tema ti consiglio anche di leggere il post Autonomia e libertà di mamma imperfetta.

Gli esempi che ho scritto sono solo esempi, tocca a te trovare i tuoi modi per educare un figlio all’autonomia anche in viaggio, ricordando sempre una sola e grande verità, alla base di tutto c’è un solo messaggio “mi fido di te e so che puoi farcela da solo“.

p.s attenzione però prima di tutto chiedetevi “voglio davvero un bambino autonomo?” Un bambino autonomo ha idee autonome, sa come vorrebbe che andassero le cose per lui ed è portato all’indipendenza, insomma, ci rivediamo qui, su questo blog, fra una decina di anni quando Manina vorrà girare da solo l’Europa e io vorrò tenerlo ancora stretto accanto a me.

ti è piaciuto quello che hai letto?

Condividilo

Ricevi i nostri racconti via email

* = campo richiesto!

Cosa ne pensi?

6 commenti

  • Rispondi ottobre 5, 2015

    Silvia

    Gran bel post e condivido in pieno (da mamma girovaga con seienne al seguito). Anche noi siamo stati sempre anti-passeggino e pro esplorazione a piedi, anche perche’ viaggiando e spostandoci quasi sempre con mezzi pubblici e’ stata una scelta che era anche la piu’ comoda.
    Certo che, come scrivi anche tu alla fine, crescerli autonomi significa crescerli anche meno gestibili: sono abituati a far valere le loro opinioni, a scegliere criticamente, a discutere scelte che non condividono e ti rigirano che e’ una bellezza. Ma a noi piace cosi’! 🙂

    PS: perdono per gli apostrofi che ho dovuto usare al posto degli accenti ma con la tastiera UK ancora non ci ho fatto pace…

    • Rispondi ottobre 5, 2015

      Elisa e Luca

      cara Silvia hai proprio ragione, a noi piace così! Abitate in UK? Che bello!

  • Rispondi ottobre 5, 2015

    Mary

    Premesso che sono anche io mamma di una bimba di due anni e che sono anche io per l’autonomia fin dalla tenera eta’ ho trovato questo articolo di una leziosita’ e di una forzatura unica. I bambini son bambini. Amano le abitudini, l’amore per quei tipi di viaggi viene dopo, il passeggino e’ utile anche per dormirci ( non so per mia figlia il pisolino e’ fondamentale… ) e col cavolo che cammina per delle ore. Queste cose le volete voi genitori non i vostri bambini.

    • Rispondi ottobre 5, 2015

      Elisa e Luca

      Ciao Mary grazie per il tuo punto di vista. Noi non abbiamo mai usato il passeggino e per fare dormire Manina abbiamo usato altri “giacigli” passaci il termine. Viaggiare a contatto ci ha dato tantissimi vantaggi, non ultimo quello che appunto, cammina volentieri. Non ho detto che cammina per delle ore ma Manina cammina e quando si stanca ritorna nel marsupio ma, ti assicuro, cammina tanto e vederlo camminare da solo è bellissimo. Lui è un bimbo sereno e molto contento di viaggiare, non credo che lo vogliamo solo noi genitori. Forse la tua esperienza è diversa perché diverse sono le scelte che hai fatto come è giusto che sia. Ognuno decide per i proprio figli. Noi abbiamo notato che il viaggio è un ottimo maestro di autonomia e abbiamo semplicemente condiviso la nostra esperienza, senza voler dare lezioni a nessuno.

  • Rispondi novembre 20, 2015

    Paola

    Condivido in pieno la vostra lista e confermo con la nostra esperienza, le vostre idee. Anche mio figlio (4 anni) ha il suo trolley e se lo porta in su e in giù da solo e con molto orgoglio. Nei preparativi, prima lascio campo libero, poi analizziamo insieme cosa ha messo e gli spiego cosa è meglio lasciare a casa e cosa invece è utile portare. Anche noi abbiamo smesso quasi subito di portare il passeggino. Quando è stanco? ci fermiamo..rallentiamo..ci mangiamo qualcosa in un bar e poi..pronti per ripartire!

    • Rispondi novembre 20, 2015

      Elisa e Luca

      Siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda!

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.