
C’è un Egitto che non è Sharm el-Sheikh, che non è il Mar Rosso con i resort all-inclusive e i buffet a bordo piscina. È un Egitto di silenzio, di sabbia, di palme e laghi salati — un posto in cui ti svegli la mattina, esci fuori e realizzi che stai guardando lo stesso paesaggio che Alessandro Magno vide nel 331 a.C. quando arrivò fin qui a consultare l’Oracolo di Amon.
Un Egitto in cui è ancora possibile vivere le vera anima di questo straordinario paese.
Quell’Egitto si chiama Siwa.
È un’oasi. Nel senso letterale: un’isola verde nel mezzo del deserto occidentale, a 560 km dal Cairo e a meno di 50 km dal confine libico, circondata da tutto il nulla del Grande Mare di Sabbia. Ci si arriva con fatica, ci si resta qualche giorno e ci si ritrova a non voler più partire.
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Assicurazione di viaggio: Per un posto come Siwa, remota, lontana da tutto, con un sistema sanitario locale non paragonabile a quello occidentale, l’assicurazione di viaggio non è un optional, è indispensabile. Usiamo Heymondo per la copertura medica, il rimborso del bagaglio e la cancellazione. Partiamo sereni e col nostro link vi offriamo un super 10% di sconto per farlo anche voi!
eSIM: L’Egitto è fuori dall’UE e il roaming può costare caro. Prima di partire attiviamo sempre un’eSIM locale con Airalo — niente schede fisiche da cercare in aeroporto, connessione attiva dal primo minuto.
Dove dormire: Siwa ha alcune delle strutture ricettive più particolari che abbiamo mai visto, eco-lodge costruiti con mattoni di fango e sale, camere illuminate solo da candele, viste sul deserto che non dimenticate più. Cercate su Booking o su Airbnb per trovare case tradizionali siwiane gestite da famiglie locali.

Indice dei contenuti
Siwa: dove si trova e come si arriva
L’oasi di Siwa si trova nell’estremo ovest dell’Egitto, nel cuore del deserto libico, a circa 25 metri sotto il livello del mare. Questa depressione geografica è la ragione per cui l’acqua affiora naturalmente, creando oltre 200 sorgenti di acqua dolce e una serie di laghi salati in mezzo alle dune.
Come arrivarci: la via più comoda è un bus notturno da Alessandria d’Egitto (circa 8 ore) o da Marsa Matruh (4 ore). Da Il Cairo si fanno circa 9-10 ore di strada, c’è chi lo fa in un’unica tranche, chi preferisce spezzare il viaggio con una notte ad Alessandria. Non esiste ferrovia né aeroporto commerciale. Noi abbiamo fatto il viaggio di notte partendo dal Cairo. All’andata su un van condiviso (esperienza davvero “strong”, non per tutti) mentre per il ritorno abbiamo optato per un transfer in auto con autista privato (decisamente meglio e ad un prezzo super abbordabile).
Se preferite un viaggio organizzato con trasferimento incluso da Il Cairo, ci sono tour di 3 o 5 giorni che partono direttamente dalla capitale: comodi soprattutto se è la prima volta che visitate l’Egitto.
Tour di 3 giorni all’oasi di Siwa da Il Cairo: Safari in 4×4 nel Grande Mare di Sabbia, visita al Tempio dell’Oracolo, notte nel deserto inclusa. Trasferimento da/per Il Cairo compreso.
Tour 3 giorni oasi di Siwa con lago salato e safari: Alternativa con pick up dall’hotel, guida privata, notte in campo beduino nel deserto.
Cosa vedere a Siwa
La fortezza di Shali
Il cuore storico dell’oasi è questa fortezza medievale costruita in kershef, un impasto locale di roccia salina, argilla e paglia che si modella come l’argilla ma si scioglie sotto la pioggia. Ed è esattamente quello che è successo nel 1926, quando tre giorni di pioggia torrenziale (evento rarissimo nel deserto) hanno eroso buona parte delle mura. Quello che resta è una rovina spettrale e bellissima, che al tramonto si colora di arancio bruciato. Non è un sito museale: è un villaggio fantasma nel cuore del paese, circondato dalla vita quotidiana.
Il Tempio dell’Oracolo di Amon
Alessandro Magno fece un viaggio di otto giorni nel deserto partendo da Alessandria, attraverso il nulla assoluto, solo per arrivare qui e chiedere all’Oracolo se fosse davvero figlio di Zeus. La risposta fu sì, e questo gli bastò per continuare la sua conquista del mondo. Il tempio è in rovina, ma l’atmosfera è intatta: pietre antiche, palme, silenzio e la sensazione nitida di stare su un pezzo di storia che conta davvero.
La Piscina di Cleopatra
Una vasca di pietra naturale alimentata da una sorgente sotterranea, in mezzo ai palmeti. L’acqua è tiepida, limpida, ricca di minerali. Si dice che Cleopatra ci facesse il bagno, ma non c’è nessuna prova storica di questo, ci si fa il bagno lo stesso e si capisce perché la leggenda sia nata! È uno di quei posti in cui stai in acqua e non hai nessuna voglia di uscire.

L’Isola di Fatnas e i laghi salati
A pochi chilometri dal centro del paese, una piccola penisola si affaccia su un lago salato incorniciato dalle dune. Al tramonto, l’acqua riflette il cielo in un gioco di rosa, arancio e viola che è semplicemente uno dei tramonti più belli che vi capiterà di vedere in vita vostra. Portate il tè: i locali lo fanno sempre, ed è il modo giusto di stare lì.
Il lago salato nei dintorni è anche uno dei posti dove galleggiare senza fare niente, la concentrazione di sale è altissima, si sta a galla senza sforzo come nel Mar Morto, con il panorama del deserto tutto intorno.

Il Grande Mare di Sabbia: safari in 4×4 e sandboarding
Le dune che circondano Siwa fanno parte del Grande Mare di Sabbia, uno degli ambienti più ostili e magnifici del pianeta. Il modo più bello di esplorarle è su un fuoristrada 4×4 con un driver locale che le conosce a memoria su e giù per le dune, con soste ai laghi nel deserto, alle sorgenti calde di Bir Wahid e, se volete l’adrenalina, con una sessione di sandboarding sulle pendici più ripide. La giornata finisce con il tramonto sul deserto, un fuoco, il tè beduino, i datteri, le stelle. Non stiamo esagerando: le stelle a Siwa, lontano da qualsiasi inquinamento luminoso, sono una cosa che toglie il fiato.
Il Gebel al-Mawta (Montagna dei Morti)
Una collina bucherellata di tombe scavate nella roccia, risalenti all’epoca faraonica e greco-romana. Le decorazioni interne di alcune tombe, come quella di Si-Amon, sono sorprendentemente ben conservate. Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli abitanti di Siwa usarono queste tombe come rifugi antiaerei. Storia su storia su storia.
Dove dormire a Siwa: gli alloggi che vale la pena cercare
Siwa ha una delle offerte ricettive più originali d’Egitto. Dimenticate i resort plastificati di Sharm: qui si dorme in eco-lodge costruiti con materiali locali, senza elettricità di notte (solo candele e lanterne), con viste sui laghi salati o sul deserto che fanno venire voglia di svegliarsi prima dell’alba.
Adrère Amellal è il più famoso e il più esclusivo: costruito interamente in kershef (il mattone di sale locale) senza elettricità né aria condizionata, con porte e mobili in legno d’ulivo, candele ovunque e una vista sul lago salato che ha pochi eguali nel mondo. È un posto fuori dal tempo nel senso più letterale possibile.
Tanirt Ecolodge, Albabenshal Lodge (ricavato tra le rovine di Shali) e Siwa Shali Resort sono ottime alternative per chi vuole qualcosa di autentico senza arrivare agli estremi dell’eco-lusso.
Per qualcosa di più intimo e locale, Airbnb offre case tradizionali gestite da famiglie siwiane: un’esperienza completamente diversa dall’hotel, con colazioni a base di datteri, olive e pane fatto in casa.

Cosa mangiare a Siwa
La cucina siwiana è semplice, locale e buona. Datteri (Siwa produce alcune delle varietà più pregiate d’Egitto), olive e olio d’oliva, pane piatto, agnello e pollo alla griglia, zuppe di lenticchie. Al mercato locale trovate prodotti artigianali: cestini intrecciati, argento lavorato a mano, sale rosa e i datteri sfusi a prezzi che fanno pensare di stare sognando.
I ristoranti del centro sono economici e genuini. Chiedete sempre il piatto del giorno: quello che arriva dalla cucina locale è sempre meglio di quello scritto sul menu per i turisti.
Quando andare
Ottobre–aprile è la stagione ideale: temperature diurne tra i 20 e i 30°C, notti fresche (anche sotto i 10°C in inverno, portatevi qualcosa di caldo), zero umidità. D’estate il caldo supera i 40°C e rendere Siwa un posto difficile da esplorare. Novembre e marzo sono i mesi perfetti per il compromesso tra clima mite e poca folla.
FAQ veloci su Siwa
È sicura? Sì. Siwa è una delle zone più tranquille d’Egitto, lontana da qualsiasi tensione. La popolazione berbera locale è ospitale e abituata ai viaggiatori stranieri.
Serve il visto? Sì, come per tutto l’Egitto. Il visto si può acquistare online (e-visa) prima della partenza o all’arrivo in aeroporto.
Si parla inglese? Sì, non abbiamo mai avuto difficoltà nel farci capire, ovunque fossimo.
Si può visitare da soli o serve una guida? Il centro dell’oasi si gira autonomamente. Per le escursioni nel deserto (safari in 4×4, visita alle tombe, laghi lontani) è indispensabile affidarsi a un driver/guida locale, sia per orientarsi che per sicurezza.
Quanti giorni servono? Tre giorni minimi per vedere i siti principali e fare almeno un’escursione nel deserto. Quattro o cinque giorni se volete rallentare davvero, e Siwa si presta benissimo a rallentare.
L’avete mai sentita nominare prima di oggi? Scrivetecelo nei commenti — e se Siwa vi ha convinti, mandate questo articolo alla persona con cui vorreste perdervi nel deserto.

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