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Miprendoemiportovia - Blog di viaggi

Con i posti segreti che non trovi su Google!

Tenerife non è solo l’isola dei resort all-inclusive e degli aperitivi a bordo piscina. È un’isola che ti spettina, nel senso letterale del termine, tra scogliere alte 600 metri, foreste primordiali, vulcani lunari e guachinche dove il vino costa meno dell’acqua. Se la cercate così, questo itinerario fa per voi.

Sette giorni, sette zone dell’isola, una coppia con voglia di perdersi davvero.

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Assicurazione di viaggio: Non partiamo mai senza la nostra assicurazione Heymondo: copertura medica, bagaglio smarrito e cancellazione inclusi. Un piccolo investimento per dormire sereni, col 10% di sconto se la attiverete dal nostro link!

Transfer aeroporto: Appena atterrati, l’ultima cosa che volete è aspettare un bus o contrattare con un taxi. Il consiglio è prenotare il transfer in anticipo, che vi porta direttamente in hotel o dove volete voi a partire da 7,50 euro. 

Noleggio auto: Oppure, meglio ancora per questo itinerario: noleggiate un’auto in aeroporto, senza infatti non arrivate a Masca, ad Anaga, né alle piscine naturali di Garachico. Noi usiamo Discovercars  per confrontare i prezzi e prenotare in anticipo, soprattutto in alta stagione.

Giorno 1, Sud di Tenerife: la prima impressione (e non è quella che ti aspetti)

Il sud dell’isola è il lato che conosce tutto il mondo: resort, palme, acquapark. Eppure, se vi allontanate di cinque minuti dal lungomare di Los Cristianos, la storia cambia radicalmente.

La mattina prendete la macchina e scendete verso Playa Duque, la spiaggia più glamour del sud, con i suoi stabilimenti bianchi e quella sabbia dorata che sembra quasi irreale. Da lì, spostatevi verso La Tejita, spiaggia naturista al cospetto della montagna Roja: ventosa, selvaggia, bellissima. E poi El Médano, la capitale del windsurf, dove i locali fanno il bagno anche a gennaio.

Per pranzo fate una sosta alle piscine naturali di Los Abrigos, vasche di roccia vulcanica che il mare riempie e svuota a ogni marea. E per cena non mancate all’El Cordero Guachinche: è qui che capite cos’è davvero un guachinche: una tavolata di famiglia, vino della casa versato senza cerimonie, carne alla griglia che arriva quando è pronta.

Scegliete un B&B nel sud di Tenerife per i primi giorni.

Giorno 2, Ovest: Los Gigantes e le spiagge nascoste

Oggi è il giorno delle scogliere. Los Gigantes è uno di quei posti che vi lascerà senza fiato anche se avete già visto mille foto: pareti di roccia lavica che scendono a picco nel mare per quasi 600 metri, il tutto con l’acqua turchese che riflette tutto. È spettacolo puro.

Dal porto, prendete una delle escursioni in catamarano verso le baie di Masca — irraggiungibili via terra — dove fare il bagno tra delfini e, se siete fortunati, qualche balena pilota. È una di quelle esperienze che finiscono dritte nell’album dei ricordi che tirate fuori tra vent’anni.

Consigliata qui: Escursione a Masca e Los Gigantes con avvistamento balene: Catamarano ecologico, pranzo incluso, pick up dagli hotel principali.

Nel pomeriggio, se avete ancora energie, cercate Playa Abama e Playa de los Morteros: due piccole baie quasi deserte, raggiungibili a piedi lungo sentieri un po’ impervi. La fatica viene ripagata.

Per cena, Ristorante Oasis: cucina canaria senza fronzoli, affacciato sul porto.

Giorno 3, Masca e Garachico: il lato romantico dell’isola

Masca dall’interno è un’altra cosa rispetto a vista dal mare. Il villaggio è arroccato in una gola tra le montagne, con case bianche e gerani alle finestre, stradine che non capite dove portino e un silenzio che si sente. Arrivarci in macchina è già un’avventura: la strada è stretta, panoramica e richiede nervi saldi. Ma ne vale ogni curva.

Poi scendete verso Garachico, il paese che l’eruzione del 1706 ha trasformato, fortunatamente senza distruggerlo del tutto. Le piscine naturali che si vedono dalla strada sono formate proprio dalla lava raffreddata: tuffarsi lì dentro dà una sensazione strana e meravigliosa allo stesso tempo. Poco distante, l’El Drago Millenario di Icod de los Vinos: il drago più antico e grande del mondo, un albero che sembra uscito da un film fantasy.

Per pranzo, Casa Riquelme a Garachico: pesce fresco, ambiente raccolto, tavoli sul vicolo.

tenerife scogliere

Giorno 4, Nord: Puerto de la Cruz, La Orotava e i guachinche del vino

Il nord di Tenerife è verde, umido, coloniale. È un’isola diversa rispetto al sud assolato.

Puerto de la Cruz merita una passeggiata mattutina: il lungomare, il porto storico, le piazze con le case color pastello. Poi salite verso La Orotava, il comune più alto della Spagna, con le sue Casas de los Balcones — dimore nobiliari con i balconi in legno intagliato che sembrano salire fino al cielo.

In zona c’è anche il Charco de La Laja, una piscina naturale in una grotta di lava: fredda, buia, indimenticabile. E la Rambla de Castro, un sentiero costiero tra la vegetazione subtropicale che porta a una spiaggia di ciottoli neri.

La sera è dedicata al vino. Il Guachinche Los Gomez è il posto giusto per capire cosa si beve da queste parti — vini locali, tapas rustiche, nessuna pretesa. Se volete approfondire il discorso enologico, la Bodega El Monje è lì a due passi.

Consigliato qui: Tour gastronomico dei guachinche di Tenerife: Casa del Vino, guachinche tipico, Bodegas Monje, pick up dall’hotel incluso. Il tour più buono (letteralmente) dell’isola.

Dal giorno 4, scegliete un hotel nel nord di Tenerife. 

tenerife spiaggia

Giorno 5, Anaga e Nord Est: la foresta primordiale e la spiaggia d’oro

Il Parco Rurale di Anaga è uno dei posti più selvaggi e belli di tutta Europa. Una foresta di alloro, la laurisilva, che esiste da prima dell’ultima era glaciale, con sentieri che si perdono nella nebbia e viste sull’Atlantico che tolgono il respiro.

Consigliato qui: Trekking nel Parco Rurale di Anaga: Guida naturalistica, 3 ore di durata, gruppo piccolo.

Dopo il trekking, scendete verso Playa de las Teresitas: sabbia d’oro del Sahara (portata qui apposta negli anni ’70), palme, acqua calma. Una delle spiagge più belle delle Canarie, e praticamente frequentata solo dai locali. E se siete avventurosi, Benijo Beach — un pezzo di costa completamente selvaggia, niente ombrelloni, niente bar, solo scogli neri, onde e vento.

Il pomeriggio, tappa al Semaforo de Igueste e al Mirador Cruz del Carmen per i tramonti più belli dell’isola.

Giorno 6, Santa Cruz e Costa Est: mercati, paese dei cuori e pesce fresco

Santa Cruz de Tenerife è la capitale, e vale una mattinata: il Mercado de Nuestra Señora de África è uno di quei mercati che senti ancora ore dopo: spezie, frutta tropicale, carne, pesce, fiori. Poi La Laguna, la città universitaria Patrimonio UNESCO, con le stradine colorate e le librerie nascoste tra i palazzi coloniali.

Nel pomeriggio spostatevi verso Candelaria con la sua basilica e le sculture dei re Guanci, e poi via verso la costa est fino a San Miguel de Tajao, un paesino di pescatori dove il tempo si è fermato. Qui mangiate: Bodegón Tocuyo, Cofradía de Pescadores, o uno dei due guachinche del paese (Bibi y Mana o Don Trino). Pesce fresco pescato il giorno stesso, vino della casa, prezzi che non ci crederete.

E se avete ancora tempo, fate la deviazione a Bocacangrejo, il cosiddetto paese dei cuori: un piccolo borgo dipinto di murales romantici, perfetto per qualche foto di coppia.

tenerife villaggio

Giorno 7, Teide: il finale che non dimenticate

L’ultimo giorno è tutto per il Parco Nazionale del Teide. Il vulcano più alto della Spagna (3.715 metri), Patrimonio UNESCO, uno dei paesaggi più marziani che possiate vedere senza prendere un razzo.

Di giorno, il Mirador de la Ruleta regala una vista sull’isola che abbraccia tutto quello che avete visitato in settimana. Il parco si gira in macchina, fermandosi ai belvedere e camminando tra le formazioni di lava solidificata.

Ma il Teide di sera è un’altra cosa. Salire al tramonto, vedere il sole che sparisce dietro le isole vicine tingendo il cielo di arancio e viola, e poi alzare gli occhi sulla volta stellare più nitida che abbiate mai visto: è uno di quei momenti che giustificano l’intero viaggio.

Consigliato qui: Tour al tramonto e osservazione delle stelle al Teide: Pick up incluso, cena opzionale, telescopi professionali. Perfetto per le coppie.

tenerife strade vulcano

FAQ veloci su Tenerife

Quando andare? Tenerife è perfetta tutto l’anno. La primavera e l’autunno sono ideali per evitare la folla estiva. L’inverno è mite e ottimo per fuggire dal freddo europeo.

Serve la macchina? Sì, praticamente indispensabile per questo itinerario. Le distanze sono gestibili, ma senza auto molti dei posti che abbiamo descritto sono irraggiungibili.

Quanti giorni servono? Sette giorni sono il minimo per vedere l’isola come si deve. Con cinque, dovete fare delle scelte difficili.

È cara? Meno di quanto pensiate. I guachinche, in particolare, hanno prezzi incredibili per quello che offrono.

Siete mai stati a Tenerife? Raccontateci la vostra versione dell’isola nei commenti. E se questo itinerario vi ha convinto, mandatelo alla persona con cui vorreste partire.

Tenerife strade

Nell’articolo sono presenti link in affiliazione per migliorare la vostra esperienza di viaggiatori: il costo finale, in caso di prenotazioni o acquisti, per voi non aumenta, anzi, diminuisce nel caso dell’Assicurazione e contribuite a tenere vivo il progetto Miprendoemiportovia per fornirvi sempre guide di viaggio aggiornate.

Ciao siamo Elisa e Luca, due viaggiatori incalliti che hanno fatto della loro vita un viaggio senza fine. Ci siamo entrambi licenziati da un lavoro che ci piaceva ma che non ci permetteva di vivere la vita che volevamo. Abbiamo un cuore rock’n’roll che batte all’unisono e un’anima gipsy. Il nostro motto? I sogni nel cassetto fanno la muffa, quindi tiriamoli fuori che la vita è lì che ci aspetta!

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