The Gira: il primo giorno a bordo dell’Ape Calessino

Vi sto scrivendo dalla veranda dell’agriturismo Mandrarita, con vista sulle colline di Itri a pochi chilometri da Gaeta, in cui abbiamo trascorso la notte al termine del primo giorno di viaggio a bordo dell’Ape Calessino.

agriturismo mandrarita itri

agriturismo madrarita itri

Sono le 7:25 del mattino ed è già trascorsa un’ora da quando ci siamo svegliati. Non ce n’era motivo di alzarsi a quest’ora così mattiniera, visto che la sveglia era puntata alle otto. C’è solo una spiegazione logica, anzi chimica, e si chiama adrenalina. Il pensiero che tra poco torneremo a bordo del nostro Ape Calessino per una nuova giornata di avventura è davvero elettrizzante, incontenibile.

Ieri a quest’ora Alberto di The Gira è passato a prenderci all’albergo dove abbiamo dormito a Napoli e ci ha accompagnato a Gragnano, un piccolo paese nei pressi della costiera amalfitana, dove abbiamo ritirato il nostro Ape.

ape calessino

Incuranti del numeri di chilometri che ci separano da Milano, abbiamo deciso di puntare verso sud e visitare Amalfi e Positano.

Amalfi

ape calessino

Prima di arrivare sulla costa siamo passati dal piccolo paese di Agerola nel quale abbiamo salutato Elisabetta dell’agenzia di viaggi Puerto Svago, una nostra lettrice che ci aveva contattato per conoscerci e offrirci un caffè. Sorrisi e naturalmente selfie! Quando poi si è aperta la vegetazione e abbiamo visto il blu del mare è stato un vero tuffo al cuore. Sapevo che la Costiera amalfitana fosse uno dei più begli angoli d’Italia, ma esserci è tutt’altra cosa.

Viaggiare in Ape Calessino: meraviglie e imprevisti

Un viaggio on the road a bordo di un mezzo del genere si sa è costellato di meraviglie e imprevisti a quali far fronte. L’indicatore del livello della benzina segnava riserva così ci siamo messi alla ricerca di un distributore, che sembrava essere sempre a qualche chilometro. Fatto sta che chilometro dopo chilometro, ad un semaforo, l’Ape non ne ha voluto sapere più e ci siamo ritrovati a secco. Un’unica soluzione: chiedere a dei passanti in auto di accompagnarci a prendere un po’ di benzina. Io sono stato a guardia del nostro mezzo ed Elisa è partita in missione, a bordo di un’auto condotta da due anziani. Dopo un’ora è ritornata (grazie all’infinita gentilezza dello staff dell’albergo Due Torri di Maiori e del suo tuttofare) a bordo di uno scooter sventolando il sacchetto in cui erano contenuti le due piccole taniche. Primo imprevisto archiviato.

ape calessino

positano

Il ritardo accumulato ci ha obbligato a vedere rapidamente Amalfi e Positano, la seconda forse ancor più bella della prima, affollatissime di turisti. La tappa successiva era a Pompei, per salutare i ragazzi dell’agenzia delle Assicurazioni Generali, partner di questo viaggio. Imprevisto: la strada che collegava Positano a Sorrento risultava chiusa (il motivo dovrebbe essere un’incendio dei giorni precedenti). Abbiamo chiesto indicazioni ad un locale e la risposta è stata: “Ufficialmente è chiusa, ma si passa”. L’alternativa era percorrere un’infinità di chilometri attraverso il promontorio che sovrasta la costiera. Detto fatto, si passa. La strada non aveva nulla che sembrasse lontanamente pericoloso così siamo giunti a Pompei verso le quattro del pomeriggio. L’accoglienza è stata calorosissima, una sorta di ovazione, con una serie infinita di selfie scattati attorno al nostro bolide. Dopo mezz’ora era già ora di ripartire perché il sole stava calando e i chilometri da macinare ancora un centinaio.

Dopo qualche telefonata abbiamo trovato posto nell’agriturismo dal quale vi scrivo e quindi abbiamo impostato l’indirizzo sul tomtom. Una delle caratteristiche principali di questo viaggio è che con l’Ape Calessino si possano percorrere solo strade secondarie, escludendo le autostrade. Bene, selezionata la voce “Evita strade a pedaggio” siamo ripartiti. La strada più breve ci ha visto attraversare le peggio zone dell’hinterland napoletano. Imprevisto: il mezzo su cui viaggiamo è di una cilindrata bassa, un 200, con il quale non solo non è possibile percorrere le autostrade ma anche alcune superstrade (per intenderci tutte quelle strade in arancione su google maps). Qui devo censurare quello che è accaduto, ma vi dico solo che a momenti Elisa seduta sul sedile posteriore sveniva quando ha saputo quale strada stessimo percorrendo in quel momento.

Verso le otto di sera, nell’oscurità più totale, arrampicati sù per la montagna siamo finalmente giunti alla meta. L’ospitalità e la comprensione è stata tale che i gestori ci hanno preparato una gran cenetta in due minuti, anche se teoricamente la mezza pensione si poteva fare solo su prenotazione. Salame, formaggio, olive, peperoni grigliati, rucola appena colta, fichi e una bottiglia di ottimo merlot non potevano essere la miglior conclusione per la nostra prima giornata.

Ora vi devo salutare, c’è la colazione che mi attende e le valigie da caricare, si riparte!

ti è piaciuto quello che hai letto?

Condividilo

Ricevi i nostri racconti via email

* = campo richiesto!

Cosa ne pensi? Lascia un commento

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.