L’altra faccia dell’India

Buongiorno viaggiatori oggi lasciamo la parola a Sofia Domino, autrice di “Come lacrime nella pioggia” (vi ricordate di lei? Vi abbiamo consigliato il suo libro in questo articolo: Letture per l’estete 2014). Abbiamo chiesto a Sofia di scrivere un pezzo sull’argomento del suo libro che accendere i riflettori sulle condizioni di vita delle donne in India e sulla loro forza.

Adoro scrivere e voglio dare una voce a chi non ne ha una. Dopo essermi imbattuta casualmente nelle fotografie che ritraevano alcune manifestanti indiane, che lottavano per i loro diritti, ho deciso d’indagare un po’ di più e mi sono ritrovata davanti a un’altra facciata dell’India, quella della violenza sulle donne, dell’infanticidio, degli aborti selettivi… fatta di realtà un po’ più “scomode”.

India violenza sulle donne

Non potevo rimanere indifferente davanti a tutto questo e a una realtà come la violenza che è, sfortunatamente, una tragicità mondiale. Non sono ancora stata in India ma sono in stretto contatto con associazioni e ragazze indiane che mi raccontano la loro vita in India e lo trovo molto importante e utile, anche per far arrivare in Italia delle realtà un po’ più nascoste (sul mio blog ho appena intervistato Bhavia, qui potete leggere l’intervista, ragazza indiana di 28 anni, che si è ritrovata al centro di vicende violente ma che ha deciso di non abbassare la testa lanciando messaggi a tutte le donne del mondo, anche vittime di violenza…il suo coraggio è molto importante).

L’India è un Paese molto complesso. Chiunque sia stato in India torna indietro con moltissime cose da raccontare, dalla meraviglia dei paesaggi alla cordialità degli abitanti, dal caos nelle strade ai forti odori che si perdono nell’aria.

Quello che poche persone sanno, è la condizione di vita di troppe donne indiane. Bambine, ragazze, donne e madri che vengono private di ogni diritto.

La violenza, sfortunatamente, è presente in ogni Paese del mondo, e in India si mescola a verità quali l’infanticidio e gli aborti selettivi. Recentemente dall’India sono arrivate nuove notizie di violenza, e una delle più recenti racconta di un uomo che ha ucciso la moglie e la loro bambina di meno di tre anni solo perché femmina.

Spesso la persecuzione per una bambina comincia ancora prima della sua nascita. Si stima che in India una donna sia violentata ogni 22 minuti e le Nazioni Unite hanno definito l’India il Paese peggiore in cui nascere donna (fonte humanrights.asia/)

ragazza-indiana

Lo stupro in India è un fenomeno che non accenna a diminuire ma che sembra, al contrario, in costante crescita. Le fonti indicano che dal 1990 al 2008 i casi di violenza sulle donne sarebbero raddoppiati.

Affinché tutto questo cambi non basta emanare nuove leggi, tanto meno pensarne di estreme. Il 3 febbraio 2013 ad esempio il presidente Pranab Mukherjee ha istituito la Commissione di Verma, codice penale in materia di violenza contro le donne, ma le attiviste indiane hanno riportato che:  “Da quel momento in poi in risposta alla pena capitale gli uomini abusanti si sarebbero orientati verso soggetti più vulnerabili e di casta inferiore, perché meno capaci di difendersi e di ottenere protezione” (fonte www.amnesty.it/).

Nonostante numerose donne indiane siano riuscite a trovare il loro posto nel mondo e nella società, molte vivono giornalmente nella paura. La violenza (anche nei confronti dei bambini) e i casi di stupro in India sono all’ordine del giorno, e manifestare contro tali atti diventa sempre più importante.

La cultura indiana è molto complessa e sicuramente per vedere dei veri e propri cambiamenti non è sufficiente cambiare delle leggi. Ci sono dei problemi alla radice, quali la mentalità ristretta della maggioranza degli uomini e il ruolo di sottomesse da parte di troppe donne. Solo da poco tempo, infatti, sempre più donne in India stanno capendo che alzare la testa è giusto e che rimanere in silenzio non migliorerà le cose. Alcune volte però parlare e dire no è un rischio per la vita. Sempre più vicende raccontano di vittime minacciate dai loro aggressori (fonte www.google.it/). Nonostante questo le donne indiane sognano un futuro migliore, sognano l’istruzione e sognano di sentirsi libere.

Libere di essere delle donne, libere di vivere a modo loro.

 “Come lacrime nella pioggia” è leggibile gratuitamente (per riceverlo basta scrivere a sofiaromanzo@yahoo.it) il libro supporta Amnesty International (che da 50 anni difende i diritti umani) e Change.org (sul quale l’autrice ha lanciato una petizione per aiutare le donne indiane).

 

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2 commenti

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.