Catania: posti insoliti alla scoperta dell’anima della città

Buon mercoledì viaggiatori oggi ospitiamo come special guest Melania, blogger di melaniaontheroad che ci porta nella sua amata Sicilia e in particolare a Catania per raccontarci un suo lato insolito proprio come piace a noi! Buona lettura.

Alternativamente Catania

Melior de cinere surgo“, “Rinasco dalla cenere più bella di prima”.

E’ scritto sulla Porta Garibaldi di Catania, era il motto della mitica fenice che rinasceva dalla sua cenere ogni volta più bella ed è una frase che può sintetizzare bene la storia di questa metropoli ai piedi dell’Etna.

Più volte distrutta dalla lava del vulcano o dai terremoti provocati dalle sue eruzioni, Catania è risorta come città che non delude nessun gusto, animata dal lunedì alla domenica, disseminata di monumenti che ne raccontano la storia dall’età antica, passando per il medioevo e arrivati sino al barocco, colorata dai molti mercati folcloristici e dalla sua indimenticabile tradizione eno-gastronomica. Una città unica e inimitabile.

Questa volta, però, non voglio parlarvi di questa bellissima e famosa città, ma di una sorprendente esperienza che ho vissuto visitandola, perdendomi, come spesso mi accade, tra vicoli e stradine alla ricerca di quel “non conosciuto” che stravolge le aspettative. È stato così, senza progetti premeditati, che ho scoperto uno dei quartieri storici che fanno parte della città catanese. Quello che, più di tutti, ne rappresenta le contraddizioni endemiche.

A soli tre minuti a piedi dal Teatro dedicato a Vincenzo Bellini, in pieno centro storico e a due passi dalla centrale Via Etnea, si trova il quartiere di San Berillo.  Senza che possiate fare niente per evitarlo, una volta entrati nel rione, sarete investiti da una Catania alternativa e inaspettata, diversa, atipica, una Catania piena di Street art, una Catania dai muri che narrano storie che meritano di essere ascoltate.

San Berillo è uno, come tanti, dei quartiere popolari che circoscrivono la città di Catania, ma è la dimostrazione e rappresentazione del quartiere che ha voluto rinascere e farsi portavoce di avanguardia, per questo motivo, da poco, è stato rinominato San Berillo District.

Catania insolita

Si tratta di uno storico quartiere di Catania, una volta densamente abitato e pieno di botteghe di artigiani, che nel tempo, a seguito di diverse vicende che hanno spostato il centro della città in altre zone, perse importanza fino a diventare profondamente degradato.

Dopo il terremoto del Val di Noto del 1693, si avvia la ricostruzione urbanistica della città orientando l’asse principale dell’abitato verso l’Etna.  Il quartiere, in virtù della sua centralità avrebbe potuto divenire zona nobile, all’interno del tessuto urbano, ma ciò purtroppo non avvenne. Furono costruite strade strette e senza alcun collegamento diretto con il luogo ove sarebbe sorta la stazione dei treni.

Negli anni trenta si sono susseguite diverse proposte di sventramento e risanamento di San Berillo, per favorire la circolazione di aria e di luce e sottolineare, isolandoli, la magnificenza dei grandi edifici e monumenti.

Tutti questi interventi, non vennero mai portati a termine e, piuttosto, con la distruzione delle tante attività e realtà artigianali, venne lasciato un vuoto ancora oggi visibile nel tessuto urbano.

Trascorsi svariati anni, finalmente, il quartiere e i suoi abitanti hanno deciso di rimettersi in gioco, di risorgere dalle ceneri che lo avevano seppellito e di reagire all’abbandono cui erano stati destinati. Dall’iniziativa di chi popola San Berillo si è dato avvio a momenti di incontro, attività, laboratori, documentari. Si sono abbelliti i suoi vicoli grazie all’arte e alla disponibilità e pazienza di chi ha seminato e cura le tantissime piantine sparpagliate tra barattoli, recipienti e contenitori improvvisati a vasi, in tutti gli spazi a disposizione.

Il quartiere, da solo, ha dato alla luce una storia incredibile di rigenerazione urbana, racconti di integrazione multiculturale e di rinascita tanto individuale quanto collettiva.

La Street art gioca un ruolo da protagonista, fa rivivere e anima i muri che erano decadenti, porta colore in un quartiere poco baciato dal sole, dove il grigiore dei palazzi dominava la scena: vi stupirete di quanto l’arte di strada sia ormai permeata in quello che una volta era un barrìo fatiscente.

Come dicevo, San Berillo ben rappresenta il carattere contraddittorio di Catania: elegante e volgare allo stesso tempo, dinamica e lenta, radiosa e scura, dove il Vuciare dei venditori si mescola al silenzio dei vicoli, e dove dall’abbandono possono nascere i fiori …. L’arcano fascino che da sempre fa della Sicilia un paradigma irresolubile.

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La collaborazione tra abitanti, associazioni, cittadini e attività mostrano la vera bellezza di questo luogo. Non solo attraverso i murales, ma anche rianimando la vita con eventi, incontri, aperitivi che l’hanno presto trasformata in uno dei più popolari luoghi di incontro dei giovani catanesi. La piazza centrale, una volta piazza delle Belle, è stata dedicata a Goliarda Sapienza, in omaggio alla scrittrice, cineasta e poetessa che, nata nel quartiere di San Berillo, visse le atrocità dei manicomi e una vita al limite. Qui si trovano le opere murali più belle.

È stato istituito anche un museo, il museo d’arte contemporanea ReBa, fortemente voluto dall’architetto Renato Basile, uno dei maggiori promotori della rinascita del quartiere di San Berillo, ospita numerose iniziative a sfondo culturale e artistico in questo piccolo gioiello nel cuore del quartiere popolare

Sembra di perdersi in una città diversa da quella famosa per il suo barocco, per i tantissimi monumenti delle varie epoche storiche disseminati in lungo e in largo per la città, o della Catania a ridosso sul mare, dalle splendide spiagge e dagli ottimi ristoranti dove degustare pesce freschissimo o, ancora, di quella Catania che si ci lascia alle spalle salendo verso il vulcano attivo più alto d’Europa.

Sembra di perdersi in una realtà separata, eppure, queste viuzze disordinate, a metà fra la stazione e il porto, queste opere murali coloratissime e le tantissime opere d’arte che si incontrano passeggiando, sono parte dell’identità di questa città, così come lo è il barocco di via Crociferi o la sontuosità di Palazzo Manganelli. San Berillo accoglie e valorizza la marginalità, mostra i vari volti di una stessa città e ha ispirato numerose espressioni artistiche.

Catania insolita

San Berillo è una piccola perla nascosta, concessa a tutti, ma conosciuta da pochi, un porto sicuro dove vi consigliamo di sedervi per godervi un pomeriggio di primavera o un’ottima birra nell’unico bar della piazza.

L’evoluzione velocissima e la crescita del quartiere sono da seguire passo passo perché sta nascendo qualcosa di incredibile a livello di cultura urbana e di riqualificazione.

Catania insolita

A San Berillo oggi si respira un’aria molto diversa rispetto a gli anni precedenti, ma il consiglio è quello di non prendere sempre le dovute precauzioni poiché il quartiere è, tutt’oggi, una delle realtà a luci rosse più antiche d’Europa e non essendo controllata da regolamenti istituzionali o pattugliamenti, può costituire una realtà al limite se vissuta nella maniera sbagliata, per cui è consigliabile evitare gli orari notturni, esibire oggetti vistosi o puntare l’obiettivo della macchina fotografica sulle persone (per quanto a volte irresistibile sia il loro fascino).

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.