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Miprendoemiportovia - Blog di viaggi

Quando abbiamo detto ai nostri amici che saremmo partiti per un viaggio in Corea del Sud, qualcuno ha reagito chiedendoci: “andate a Seoul?”. Beh, sì, ma non solo Seoul. Abbiamo passato settimane a costruire un itinerario che ci portasse dai grattacieli di vetro della capitale ai tumuli reali di Gyeongju, dalle scogliere di Busan al mare di Jeju e, lasciatecelo dire, è stato pazzesco.

La Corea del Sud ha conquistato i cuori occidentali a suon di K-pop e skincare ma, se deciderete di approfondire anche solo un pochino, scoprirete palazzi del Trecento, templi buddhisti scavati nella roccia e nonnine più in forma di me che si tuffano per pescare abaloni, trattenendo il fiato come fossero ragazzine. Ecco alcuni consigli su cosa fare in Corea del Sud basati sia sulla nostra esperienza che su ciò che ci hanno raccontato altri viaggiatori di cui ci fidiamo, per avere un assaggio completo di questo Paese.

Prima di partire

Qualche consiglio pratico e qualche sconto per voi:

  • Assicurazione di viaggio: In Corea la sanità è ottima, ma per un turista costa cara. Noi non partiamo mai senza: con Heymondo avete copertura medica, bagaglio e annullamento, e un’app per contattare l’assistenza a qualsiasi ora. Dal nostro link, inoltre, potete attivare la polizza col 10% di sconto!
  • Internet in viaggio: In Corea vivrete di app, dalle mappe ai pagamenti ai trasporti. Con una eSIM Airalo attivata prima di partire vi fa atterrare già connessi .
  • Dove dormire: Gli alloggi in Corea hanno un ottimo rapporto qualità prezzo, anche quelli di livello. Confrontate hotel e appartamenti su Booking.

Seoul, la città del calmo mattino

La capitale è una delle città da visitare in Corea del Sud, fosse anche solo perché molto probabilmente il vostro volo internazionale vi porterà proprio qui, in una metropoli ipertecnologica in cui i palazzi reali sono a due passi da enormi grattacieli e la scena artistica del design è la più viva di tutta l’Asia.

Abbiamo iniziato la nostra esplorazione da Gyeongbokgung, il palazzo reale principale: se indossate l’hanbok, che si noleggia nei negozi tutt’intorno, l’ingresso è gratuito. In caso non lo sapeste, Elisa adora vestirsi con gli abiti tradizionali dei Paesi che visitiamo e non si è certo lasciata sfuggire l’occasione. Organizzate la visita in modo da assistere al cambio della guardia, non ve ne pentirete.

Corea del Sud Seoul

Poco distante c’è Changdeokgung, il palazzo più elegante della città e patrimonio UNESCO, con il Giardino Segreto (Huwon) che si visita solo con un tour guidato a numero chiuso: se volete vederlo, prenotate con un discreto anticipo perché può essere dura trovare posto.

Abbiamo passeggiato a lungo tra i vicoli di Bukchon Hanok Village, un quartiere di case tradizionali in collina ancora abitate: è un luogo davvero stupendo, ma è diventato talmente famoso che di giorno si affolla parecchio, e dal 2025 in alcune zone ci sono orari di accesso limitati per i turisti. Se cercate un’atmosfera simile ma più intima, andate a Ikseon-dong, il quartiere hanok più piccolo e più hip, pieno di caffè, dessert bar e boutique ricavati in vecchie case tradizionali, oppure a Seongsu-dong, la “Brooklyn di Seoul”, dove le ex fabbriche ora vivono una seconda vita e sono concept store, pop-up di brand e caffè di design.

Seoul, come di certo sapete, è famosa anche per essere iper-tecnologica e contemporanea: lo capirete ammirando il DDP (Dongdaemun Design Plaza), l’astronave firmata da Zaha Hadid, da visitare al tramonto per vederla illuminata, e la Lotte World Tower, il sesto grattacielo più alto al mondo con ben 123 piani e 555 metri di altezza: siamo saliti fino all’osservatorio a 486 metri e non dimenticheremo mai il panorama da lassù. Se preferite un belvedere più romantico e meno verticale, la Namsan Seoul Tower vi regalerà una meravigliosa vista sulla città, con tutti i lucchetti dell’amore appesi intorno: ci si arriva con una funicolare che corre sopra Seoul, quindi osserverete la città da diverse prospettive (ma sempre dall’alto). Non soffrite di vertigini, vero?

Pic-nic sul fiume Han e altre cose da fare a Seoul

Potevamo forse rinunciare a un picnic al tramonto lungo il fiume Han, con il ramyeon comprato al minimarket e una birra ghiacciata? Certo che no, anche perché non serve arrivare preparati: potrete noleggiare tutto il necessario, a partire dalla stuoia da stendere a terra.

Se amate le librerie scenografiche, non potete perdervi la Starfield Library dentro il centro commerciale COEX è tra i luoghi più fotografati della città e ospita così tanti volumi che vi farà girare la testa.

Seoul si mangia al mercato di Gwangjang, dove si possono assaggiare bindaetteok, mayak gimbap e yukhoe (la tartare coreana): è un luogo storico e tipico, reso ancora più famoso da un episodio della serie Netflix Street Food Asia, e per noi è stata una delle esperienze gastronomiche più intense del viaggio. Poi ci sono i BBQ coreani con samgyeopsal e soju, i caffè d’autore di Seongsu e le taverne vintage della zona di Euljiro.

La serata romantica perfetta a Seoul secondo noi? Ammirare il tramonto da Namsan, passeggiare lungo il torrente Cheonggyecheon e cenare in un rooftop a Hannam-don: vi innamorerete di nuovo, stavolta della capitale sudcoreana.

Abbiamo scelto di dedicare anche una giornata alla DMZ, la zona demilitarizzata al confine con la Corea del Nord. Si tratta di un’area che si visita solo con un tour organizzato ed è obbligatorio portare il passaporto. Le tappe classiche di questo mini-tour sono Imjingak, il Terzo Tunnel d’infiltrazione e il Dora Observatory, da cui si vede il territorio nordcoreano, oltre alla stazione di Dorasan. La JSA di Panmunjom è accessibile solo in certi periodi, quindi informatevi prima se volete esplorarla. In tutta onestà, l’esperienza in sé non ci ha lasciato senza fiato, ma è comunque molto interessante vedere come i sudcoreani abbiano trasformato un confine così delicato in una tappa turistica: non ci era mai capitato in nessun altro Paese del mondo.

Busan, il mare e la Corea più verace

Busan è la seconda città del Paese, ma qui ci sono spiagge, montagne, templi affacciati sulla scogliera e un’atmosfera più rilassata e verace rispetto alla capitale.

Vi consigliamo di visitare il Gamcheon Culture Village, un villaggio di casette colorate a terrazze sulla collina, con installazioni d’arte disseminate tra i vicoli e persino un angolo dedicato al Piccolo Principe da fotografare. Abbiamo visitato Haedong Yonggungsa, uno dei rari templi buddhisti costruiti direttamente sulle rocce a picco sul mare: all’alba è magico, ma durante il giorno si affolla parecchio, quindi se potete andateci presto.

Per godervi uno scorcio insolito della costa, andate a Haeundae Blueline Park con le capsule colorate sospese sui binari lungo il mare (le Sky Capsule) o, in alternativa, viaggiate sul trenino panoramico, anche questo da prenotare in anticipo. Gwangalli Beach offre una delle viste più belle sul ponte Gwangan illuminato, e nel weekend c’è anche uno spettacolo di droni incredibile. Huinnyeoul Culture Village, sull’isola di Yeongdo, è un villaggio bianco sulla scogliera con caffè vista mare: per un attimo ci è sembrato di essere a Santorini.

Imperdibile il Jagalchi Market, il mercato del pesce più grande della Corea, dove si sceglie il pesce fresco al piano terra e lo si fa cucinare al piano di sopra. Nei dintorni, ci è piaciuta moltissimo la F1963, un’ex fabbrica di cavi d’acciaio trasformata in un complesso culturale con libreria, galleria e caffetteria, mentre per staccare completamente dalla città siamo andati a Beomeosa, un tempio immerso nei boschi che ha fatto riaffiorare il nostro lato spirituale. A Busan è d’obbligo assaggiare il dwaeji gukbap (la zuppa di maiale della città), il milmyeon (noodles freddi), lo ssiat hotteok (una frittella ripiena di semi) a BIFF Square, e naturalmente pesce crudo e frutti di mare in quantità. Fatevi un regalo: regalatevi una cena sulla spiaggia di Gwangalli con il ponte illuminato sullo sfondo, seguita da una corsa in Sky Capsule al tramonto.

Busan ci ha lasciato alcuni tra i migliori ricordi di questo viaggio ed è una delle città da visitare in Corea del Sud se cercate alcuni dei panorami costieri più romantici del Paese, oltre a un ritmo decisamente meno frenetico di quello di Seoul.

Gyeongju, il museo senza muri

Gyeongju non è entrata nel nostro itinerario, ma è una delle destinazioni che ci hanno consigliato con più insistenza e che sicuramente vorremo visitare in futuro. È stata la capitale del regno di Silla per quasi mille anni e viene chiamata “il museo senza muri” per la quantità di siti storici sparsi in città. Inoltre è tranquilla, verdeggiante e perfetta per essere visitata in bicicletta. Insomma, pare proprio che qui sia possibile vivere come in un K-drama.

Tra le tappe imperdibili nei dintorni ci sono Bulguksa, il tempio buddhista più celebre della Corea, e Seokguram, una grotta che custodisce un grande Buddha di granito, ed entrambe sono patrimonio UNESCO. Ci incuriosisce molto anche Daereungwon, dove si potrebbe avere l’impressione di osservare una distesa di colline erbose che in realtà sono tumuli reali: nella tomba di Cheonmachong si può persino entrare. Devono essere molto interessanti anche Cheomseongdae, uno degli osservatori astronomici più antichi dell’Asia, che in autunno è circondato da prati di erba rosa (pink muhly), e il Donggung Palace che con il calare della sera si illumina e si specchia nello stagno Wolji, creando uno dei quadri più suggestivi della città.

Ci hanno raccontato che il Woryeonggyo, un ponte coperto in legno illuminato di sera, e il quartiere di Gyochon Hanok Village con la via di Hwangridan-gil, piena di caffè e boutique in case tradizionali, sono tappe da mettere in agenda, così come il Museo Nazionale di Gyeongju, che custodisce le corone d’oro del regno di Silla.

Nelle nostre ricerche, abbiamo scoperto che qui si mangia il Gyeongju-ppang, un dolcetto ripieno di fagioli rossi, e lo ssambap, riso servito con tante foglie in cui avvolgerlo. Qui trascorreremmo un momento romantico con un giro in bici tra i tumuli seguito da una passeggiata serale allo stagno Wolji e al ponte illuminato, magari con una notte in un hanok, la casa tradizionale coreana progettata in armonia con la natura e il paesaggio circostante.

Jeju Island, il contrappunto naturale

Jeju è l’isola vulcanica meta di luna di miele per i coreani, riconosciuta ufficialmente come una delle sette meraviglie naturali del mondo moderno e patrimonio UNESCO. Qui la natura è selvaggia, i muretti di pietra lavica delimitano ogni campo, e l’architettura contemporanea convive con paesaggi alieni.

Noi siamo saliti fino a Seongsan Ilchulbong, il “picco dell’alba”, un cratere sul mare patrimonio UNESCO che si raggiunge in circa 30 minuti di camminata: si suda parecchio, specialmente d’estate, ma ne vale assolutamente la pena. A Seongsan ci sono anche le dimostrazioni delle Haenyeo, le pescatrici in apnea spesso over 70, patrimonio immateriale UNESCO, con un museo dedicato interamente a loro.

Siamo riusciti a entrare a Manjanggul, il tunnel di lava riconosciuto dall’UNESCO, ed è stata un’esperienza pazzesca che vi consigliamo. Non siamo invece saliti sull’Hallasan, il vulcano più alto della Corea, perché per farlo sarebbe servito molto tempo (e parecchio sforzo fisico).

Se amate camminare, potete ripiegare sull’Olle Trail che è dotato di sentieri costieri divisi in tappe, perfetti per passeggiare lungo il mare, mentre l’isola di Udo, raggiungibile in traghetto e facile da girare in bici o scooter elettrico, è famosa per il gelato alle arachidi.

Tra le cascate coreane, quella di Jeongbang è assolutamente da vedere, anche perché diversa da tutte le altre poiché è l’unica a gettarsi direttamente in mare, mentre la cascata di Cheonjiyeon scende su tre salti fino a un laghetto incorniciato dalla vegetazione lussureggiante, spettacolare soprattutto illuminata la sera. Sul fronte arte e architettura, il Bonte Museum firmato Tadao Ando è una tappa che abbiamo adorato di più, così come il Museo Yumin a Seopjikoji, sempre di Ando, i musei Acqua, Vento e Pietra di Itami Jun, e l’Arte Museum per chi ama l’arte digitale immersiva. All’Osulloc Tea Museum, tra distese di tè verde, ci siamo concessi dolci al matcha veramente da manuale.

A tavola, il maiale nero di Jeju alla griglia è stato il miglior BBQ che abbiamo assaggiato in tutto il viaggio, insieme a pesce crudo, porridge di abalone (jeonbokjuk), agrumi hallabong e i caffè sorseggiati vista oceano di Aewol e Woljeong-ri. Il nostro momento più romantico sull’isola è stato osservare l’alba a Seongsan, il tramonto ad Aewol, e trascorrere una notte in un resort sul mare.

Un ultimo consiglio: per muoversi a Jeju conviene noleggiare un’auto, con patente internazionale nel formato corretto, quello della Convenzione di Ginevra del 1949.

Jeonju, la capitale del gusto

Jeonju non è ancora tra i nostri ricordi diretti, ma è impossibile non inserirla tra le città da visitare in Corea del Sud se la vostra bussola in viaggio è la forchetta: questa è la capitale gastronomica del Paese, riconosciuta città creativa UNESCO per la gastronomia, tradizionale, lenta e golosa.

Il cuore della città è il Jeonju Hanok Village, con oltre 700 case tradizionali, il villaggio hanok più grande della Corea. Da vedere anche la Cattedrale di Jeondong, in mattoni rossi e tra le più belle chiese del Paese, e il Gyeonggijeon, il santuario che custodisce il ritratto del fondatore della dinastia Joseon. Il belvedere di Omokdae con vista dall’alto sui tetti del villaggio deve essere mozzafiato, mentre il mercato notturno di Nambu, attivo nel weekend, è il posto in cui provare ogni genere di street food e scoprire giovani artigiani nella Youth Mall.

Si dice che il bibimbap originale sia nato qui, insieme al kongnamul gukbap, la zuppa di germogli di soia ideale a colazione, e alle case di makgeolli e noi non mettiamo certo in discussione tutto ciò, anche perché ordinando un bollitore pare arrivino decine di contorni, e più se ne ordina più ne arrivano. Un banchetto così, nei nostri sogni, si concluderebbe con la choco pie artigianale della città.

Anche qui immaginiamo già la nostra serata romantica, con una passeggiata in hanbok tra i vicoli con sosta in una makgeolli house e una notte in hanok.

Tongyeong, la Napoli di Corea

Noi non siamo stati in prima persona a Tongyeong, ma continuiamo a sentirla nominare da chi cerca una Corea del sud meno turistica e meno battuta, quindi ci incuriosisce molto. È una cittadina portuale sulla costa sud circondata da isole, poco frequentata dagli stranieri e soprannominata “la Napoli di Corea”.

Tra le cose da vedere in Corea ci sono Dongpirang, un villaggio in collina con murales colorati e vista sul porto, dove tra un vicolo e l’altro si trova anche il Luge Tongyeong, uno slittino su pista che scende verso il mare e che trasforma la fatica della salita in un divertente momento di coppia. La funivia di Hallyeosu sale invece sul monte Mireuksan regalando un panorama da cartolina sull’intero arcipelago, mentre Somaemuldo è un isolotto con un faro bianco raggiungibile a piedi solo con la bassa marea.

Tongyeong è anche la patria del compositore Isang Yun, ospita un festival internazionale di musica ed è legata a doppio filo alla figura dell’ammiraglio Yi Sun-sin, che qui aveva il suo quartier generale navale, come testimonia il Sebyeonggwan, ancora in piedi.

A tavola si mangiano spesso ostriche – la città è uno dei principali centri di produzione del Paese – chungmu gimbap (piccoli rotolini di riso con calamaro piccante), kkulppang (dolcetti al miele) e pesce fresco al mercato Jungang. Cercate un momento romantico? Lo troverete tra il tramonto dal Mireuksan e una cena a base di ostriche sul porto.

Andong e Hahoe Folk Village

Tra le città da visitare per scoprire l’anima confuciana della Corea ci sono sicuramente Andong e Hahoe, anche se, pure queste, sono tappe che visiteremo la prossima volta che torneremo in questo Paese.

Quando avremo la possibilità di visitare Hahoe andremo all’Hahoe Folk Village, un villaggio patrimonio UNESCO in un’ansa del fiume ancora abitato dalle famiglie storiche del posto, con la falesia di Buyongdae, proprio di fronte, che offre la vista migliore sull’intera ansa. Poco fuori dal villaggio si trovano Byeongsan Seowon e Dosan Seowon, due antiche accademie confuciane immerse nella natura, silenziose quasi quanto Hahoe stesso. Nel villaggio, invece, si può assistere all’Hahoe Byeolsingut Talnori, la tradizionale danza con le maschere, arte a cui è dedicato un festival che si tiene ogni autunno. Dev’essere anche meraviglioso il Woryeonggyo, il ponte in legno più lungo della Corea, illuminato la sera.

Se fossimo lì assaggeremmo l’Andong jjimdak (pollo brasato piccante con noodles di patata dolce), l’heotjesa bap, il piatto tradizionale dei riti ancestrali, e il soju locale. E se potessimo scegliere un solo modo per viverla, vorremmo trascorrere una notte romantica in una gotaek, una casa storica tradizionale, avvolti dal silenzio.

Sokcho e Seoraksan, quando la montagna incontra il mare

Essendo le mete naturali più consigliate della costa est, anche Sokcho e il parco nazionale di Seoraksan sono sulla nostra lista dei desideri.

I coreani vengono a staccare la spina tra le vette granitiche, le cascate e i sentieri del Parco nazionale di Seoraksan, che si raggiunge con la funivia di Gwongeumseong o attraverso l’escursione più impegnativa fino a Ulsanbawi, una formazione rocciosa spettacolare. All’ingresso del parco c’è Sinheungsa, un tempio con un grande Buddha di bronzo, mentre a Yangyang si trova Naksansa, un tempio affacciato direttamente sulla scogliera. L’Abai Village è stato fondato dai profughi nordcoreani e si raggiunge ancora oggi con la gaetbae, una chiatta tirata a mano con una fune. Poi c’è Yangyang, la spiaggia dei surfisti coreani, con un’atmosfera da beach club.

In zona i piatti si riempiono con dakgangjeong (pollo fritto glassato) del mercato Jungang, l’ojingeo sundae (calamaro ripieno) e il pesce crudo al porto di Daepo. Ci immaginiamo già come sarebbe bello ammirare l’alba sul mare da Naksansa, magari in autunno, quando il foliage del Seoraksan trasforma tutta la zona in uno dei posti più belli dell’Asia.

Suwon, la gita fuori porta da Seoul

Per chi ha ancora mezza giornata o una giornata intera libera a Seoul, Suwon è la gita perfetta, raggiungibile comodamente in metro dalla capitale. Qui vale la pena visitare la Fortezza di Hwaseong, patrimonio UNESCO, e il palazzo Haenggung, per poi chiudere la giornata con il galbi locale, le costine marinate tipiche della città.

Alla fine di questo viaggio ci siamo resi conto che ogni città ha un ritmo completamente diverso dalle altre, si passa in poche ore dal caos ordinato di Seoul alla lentezza rurale di Andong, dal mare di Busan ai vulcani di Jeju. Anche per questa ragione potreste trovare consigli diversi sulle città da visitare in Corea del Sud e le cose da fare, quindi fate come noi: partite, anche se non riuscirete a vedere o fare tutto. Poi pianificate il vostro prossimo viaggio, sempre qui.

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Ciao siamo Elisa e Luca, due viaggiatori incalliti che hanno fatto della loro vita un viaggio senza fine. Ci siamo entrambi licenziati da un lavoro che ci piaceva ma che non ci permetteva di vivere la vita che volevamo. Abbiamo un cuore rock’n’roll che batte all’unisono e un’anima gipsy. Il nostro motto? I sogni nel cassetto fanno la muffa, quindi tiriamoli fuori che la vita è lì che ci aspetta!

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