
Viaggio in Corea del Sud: cose da sapere prima di partire
Prima di partire per la Corea del Sud avevamo in testa un’idea abbastanza vaga. Alcuni amici ci erano già stati e ce l’avevano descritta come “la versione triste del Giappone”. Siamo tornati con un’opinione completamente diversa, e con una lista lunghissima di cose che avremmo voluto sapere prima: quali app scaricare, come pagare, a che ora cenare (sì, conta moltissimo!), quanto si spende davvero.
In questa guida mettiamo insieme tutto quello che abbiamo imparato sul campo, tra Seoul, il sud del paese e Jeju Island. Informazioni pratiche, qualche errore da evitare e un paio di sorprese che ci hanno fatto innamorare di questo paese.

Indice dei contenuti
Prima di partire: le nostre affiliazioni di fiducia
- Assicurazione di viaggio: In Corea la sanità è ottima, ma per un turista costa cara. Noi non partiamo mai senza: con Heymondo avete copertura medica, bagaglio e annullamento, e un’app per contattare l’assistenza a qualsiasi ora. Dal nostro link, inoltre, potete attivare la polizza col 10% di sconto!
- Internet in viaggio: In Corea vivrete di app, dalle mappe ai pagamenti ai trasporti. Con una eSIM Airalo attivata prima di partire vi fa atterrare già connessi .
- Dove dormire: Gli alloggi in Corea hanno un ottimo rapporto qualità prezzo, anche quelli di livello. Confrontate hotel e appartamenti su Booking.
La Corea del Sud è sicura?
Senza ombra di dubbio è uno dei paesi più sicuri in cui siamo mai stati, e ne abbiamo visitati più di 70, quindi un minimo di termine di paragone lo abbiamo 😆. Nelle metropoli come nelle zone più periferiche è praticamente impossibile avvertire la minima sensazione di pericolo.
Il merito è in parte culturale e sociale, in parte di una grande attenzione del governo coreano alla sicurezza pubblica. Le telecamere sono ovunque, quindi un malintenzionato avrebbe vita molto breve.
Un esempio su tutti? Una sera ci stavamo godendo il tramonto su una spiaggia di Jeju Island. Davanti a noi c’era un gruppo di ragazzini che, a un certo punto, ha lasciato i cellulari sulla sabbia in bella vista ed è andato al CU (una catena di minimarket diffusissima, tipo 7-Eleven) a prendere da bere. Sono tornati dopo un po’, con tutta calma, e i telefoni erano esattamente dove li avevano lasciati. Ne abbiamo parlato anche in un reel che è piaciuto tantissimo, e per questo motivo lo inseriamo qua sotto!
Il buon senso da viaggiatori resta sempre valido, ma in Corea potete girare di sera, prendere i mezzi a qualsiasi ora e muovervi da soli con una tranquillità che in poche altre destinazioni abbiamo trovato.

Quanto costa un viaggio in Corea del Sud
Qui arriva la sorpresa più grande. Nonostante sia un paese molto sviluppato e con un turismo in forte crescita, la Corea del Sud è davvero economica.
Alloggi
Anche gli hotel di buon livello in Corea del Sud hanno prezzi contenuti, soprattutto se confrontati con altre mete asiatiche molto richieste.
Cibo
La cucina coreana è una delle migliori che abbiamo mai provato, e costa pochissimo. Spesso abbiamo pranzato al ristorante in tre spendendo meno di 20 euro in totale, quindi circa 7 o 8 euro a testa. Nei food market si spende ancora meno.

Trasporti
I mezzi pubblici sono economici, ma lo sono anche i taxi. Molto spesso abbiamo usato Uber, perché ci permetteva di muoverci con più libertà a un prezzo davvero bassissimo.
Shopping
Elisa ha fatto incetta di prodotti da Olive Young, la catena di skincare più famosa del paese, a prezzi stracciati: in alcuni casi circa un quarto di quello che paghiamo in Italia. Anche l’abbigliamento costa poco, noi abbiamo comprato una marea di t-shirt bellissime a meno di 10 euro l’una. Consiglio pratico: tenete in valigia (e qui vi regaliamo un 15% di sconto per una valigia nuova che potete acquistare al link col codice WELCOME15 fino al 31/12/26) un po’ di spazio vuoto all’andata, al rientro ne sarete felici.

Musei e attrazioni
Musei, palazzi e luoghi d’interesse hanno biglietti da pochi euro.
Documenti e visto
Per i cittadini italiani non serve il visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni. Servono il passaporto in corso di validità e il biglietto di uscita dal paese, che può esservi richiesto al controllo.
Fino al 31 dicembre 2026 gli italiani sono esentati anche dal K-ETA, l’autorizzazione elettronica al viaggio, mentre dal 2027 dovrebbe tornare obbligatoria. Chi entra senza K-ETA compila online la e-Arrival Card nei giorni prima dell’arrivo. Le regole cambiano spesso, quindi prima di partire controllate sempre la scheda aggiornata su Viaggiare Sicuri.
Lingua: si parla inglese?
Più di quanto pensassimo. Al contrario di quello che ci era capitato in Giappone e in Cina, abbiamo incontrato tantissime persone che parlano un ottimo inglese, soprattutto a Seoul. Nel sud del paese un po’ meno, ma ce la siamo cavata.
Questo ci ha semplificato parecchio la vita, sia nell’organizzazione del viaggio sia nel rapporto con le persone del posto.
Mangiare in Corea: occhio agli orari
Abbiamo mangiato divinamente praticamente ovunque, e sempre a prezzi bassi. C’è però una cosa importante da sapere sui ristoranti coreani: quasi tutti fanno orario continuato, ma la sera chiudono prestissimo, perché i coreani cenano presto.
Ci è successo più di una volta di uscire alle 20:30 o alle 21 e di non trovare nulla di aperto, a parte qualche catena attiva 24 ore su 24. Organizzate le giornate di conseguenza e anticipate la cena, soprattutto fuori da Seoul.
Per scegliere dove mangiare vi consigliamo di scaricare l’app della Guida Michelin: oltre ai ristoranti stellati segnala moltissimi locali Bib Gourmand, cioè buona cucina a prezzi contenuti.
Muoversi: le app e la Tmoney
Naver Maps al posto di Google Maps
Google Maps in Corea funziona malissimo ed è molto impreciso. Luca ha usato sempre Naver Maps e si è trovato benissimo: funziona in modo quasi identico e calcola gli itinerari con qualsiasi mezzo, auto, taxi, bus, metro e a piedi.
L’unico limite è che spesso riconosce i nomi dei luoghi solo in coreano. Il trucco è cercare online il nome originale del posto, copiarlo e incollarlo nell’app.
La carta Tmoney
Per i mezzi pubblici si usa la carta ricaricabile Tmoney. Prima di partire ci avevano detto che bisognava per forza comprare quella fisica e ricaricarla in contanti. In realtà si può tranquillamente usare la versione digitale, aggiungerla al Wallet dello smartphone e ricaricarla con la carta di credito. Noi abbiamo fatto così e ci siamo trovati benissimo.
Una precisazione utile: dall’app Tmoney si ricarica con carte Mastercard e American Express, mentre con Visa per ora non si può. Se avete solo una Visa, vi conviene la carta fisica.
Pagamenti: carte, Revolut e WOWPASS
Anche qui ci avevano messo in guardia: “le carte occidentali funzionano solo negli hotel e nei ristoranti più grandi”. Nella nostra esperienza non abbiamo avuto nessun problema, soprattutto usando Revolut.
Un consiglio importante: portate sempre con voi anche la carta fisica. Il pagamento digitale dallo smartphone non funziona ovunque, e rimanere bloccati alla cassa per questo è un attimo.
Molti turisti scelgono la WOWPASS, una carta prepagata pensata per chi viaggia in Corea che permette di pagare ovunque senza pensieri. Noi non l’abbiamo fatta e non ne abbiamo sentito la mancanza, ma se preferite avere un’alternativa di sicurezza è un’opzione comoda.
Viaggiare da soli in Corea del Sud
Se state pensando a un viaggio in solitaria, la Corea del Sud è una delle mete più adatte in assoluto. Sicurezza altissima, trasporti efficienti e facili da usare, tanta gente che parla inglese nelle città: sono tutti ingredienti che rendono il viaggio semplice anche per chi parte per la prima volta da solo.

Una cosa da sapere a tavola: in molti ristoranti di barbecue coreano l’ordine minimo è di due porzioni, quindi da soli può essere complicato. In compenso i food market, i locali di noodles e le catene sono perfetti per mangiare da soli senza problemi.
Cosa non fare in Corea del Sud
I coreani sono molto accoglienti e perdonano volentieri le gaffe dei turisti. Conoscere qualche regola di galateo, però, fa sempre una buona impressione.
- Lasciare la mancia: non fa parte della cultura locale e nella maggior parte dei casi può risultare sconcertante.
- Piantare le bacchette dritte nel riso: ricorda i riti funebri, appoggiatele sul tavolo o sull’apposito supporto.
- Sedersi sui posti riservati della metro: quelli colorati sono per anziani, persone con disabilità e donne in gravidanza, e vanno lasciati liberi anche se sono vuoti. Pensate che le donne incinte portano una coccarda che segnala il loro stato per essere riconosciute!
- Parlare ad alta voce sui mezzi: in metro regna il silenzio, telefonate comprese.
- Tenere le scarpe: nelle case, in alcuni ristoranti tradizionali e nelle guesthouse si tolgono all’ingresso.
- Scrivere un nome con l’inchiostro rosso: è associato ai defunti.
- Paragonare la Corea al Giappone: questa è la nostra regola personale, e vi spieghiamo subito perché.
La cultura coreana e perché non va paragonata al Giappone
Dobbiamo ammetterlo: la Corea del Sud ci ha sorpreso. Non sapevamo cosa aspettarci, e i racconti di chi era tornato deluso ci avevano messo qualche dubbio.
Secondo noi l’errore più grande è proprio paragonarla al Giappone e alla Cina. È un po’ come mettere a confronto Italia, Francia e Spagna: tanti punti in comune, tante differenze e tre identità ben distinte. Basta conoscerle. Guardata con questi occhi, la Corea del Sud dà il meglio di sé, con una cultura che negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento per tutta l’Asia (e non solo) tra K-pop, skincare e cinema.
E poi ci sono le persone. Ci aspettavamo un popolo educato ma distaccato, e invece abbiamo trovato persone super accoglienti e simpaticissime. In più di un’occasione sono stati loro a fare il primo passo e ad attaccare bottone, oppure ad avvicinarsi spontaneamente per aiutarci quando ci vedevano in difficoltà. È forse il ricordo più bello che ci siamo portati a casa.

FAQ sulla Corea del Sud
La Corea del Sud è pericolosa? No, è uno dei paesi più sicuri che abbiamo visitato, sia nelle grandi città sia nelle zone più tranquille. Si può girare di sera e da soli senza problemi.
Quanto costa mangiare in Corea del Sud? Poco. Un pranzo al ristorante costa in media 7 o 8 euro a persona, nei food market anche meno.
Serve il visto per andare in Corea del Sud? No, per gli italiani non serve per soggiorni turistici fino a 90 giorni. Servono passaporto valido e biglietto di uscita dal paese. Controllate sempre gli aggiornamenti su K-ETA ed e-Arrival Card prima di partire.
In Corea funzionano le carte di credito italiane? Nella nostra esperienza sì, anche con Revolut. Portate comunque sempre la carta fisica.
Google Maps funziona in Corea del Sud? Male. Scaricate Naver Maps, che funziona in modo molto simile ed è molto più preciso.
A che ora si cena in Corea? Presto. Molti ristoranti chiudono prima delle 21, quindi conviene organizzarsi per cenare in anticipo rispetto alle abitudini italiane.
Si può viaggiare da soli in Corea del Sud? Assolutamente sì. È una delle destinazioni più semplici e sicure per un viaggio in solitaria.
Siete mai stati in Corea del Sud, o ci state pensando? Scriveteci nei commenti le vostre domande, vi rispondiamo volentieri. E se conoscete qualcuno che ha in programma questo viaggio, mandategli questo articolo: vi ringrazierà.
Nell’articolo sono presenti link in affiliazione per migliorare la vostra esperienza di viaggiatori: il costo finale, in caso di prenotazioni o acquisti, per voi non aumenta, anzi, diminuisce nel caso dell’Assicurazione e delle valigie Greenwich, e contribuite a tenere vivo il progetto Miprendoemiportovia per fornirvi sempre guide di viaggio aggiornate.






