#vivilitalia: una guida dettagliata di Carrara

Ciao Elena ci parli del tuo blog?

Volentieri! Il mio blog, Giorni Rubati è nato circa un anno fa dall’esigenza profonda di avere uno spazio mio in cui poter scrivere liberamente di viaggi, escursioni e passeggiate. Ho lavorato per qualche anno nel campo della comunicazione, un ambito nel quale spesso si diviene invisibili e si prestano le parole agli altri, come se si fosse un vestito, fatto per adattarsi a chi lo indossa.

Al contrario Giorni Rubati è la voce delle mie emozioni e delle esperienze da me vissute cercando di ampliare la mia conoscenza del mondo. Fin dalla più tenera età ho amato il viaggio, grazie ai miei genitori che mi hanno dato l’opportunità di girare per il Paese. Con gli anni questa passione è cresciuta sempre di più, alimentata anche dalle esotiche cartoline che un caro zio mi inviava dai luoghi più fiabeschi del mondo. Passavo delle ore a fantasticare su quei posti dal suono misterioso: Pechino, Bangkok, Baghdad, Beirut…

Il viaggio per me è scoperta, studio e cultura amalgamati in un’alchimia irripetibile. Viaggiare apre la mente, sfata miti, insegna e ammonisce come nessun libro può fare. Nel mio blog condivido quello che imparo man mano dai frammenti di mondo che esploro: sull’uomo e sulla natura. Un altro tratto distintivo di Giorni Rubati è lo spazio dedicato ai luoghi che si trovano nei dintorni di casa mia, dalla Spezia a Massa Carrara, che offrono davvero moltissimo al visitatore. Penso infatti che le migliori scoperte avvengano quando si cerca di osservare con occhi nuovi qualcosa su cui si pensa di sapere proprio tutto e invece alla fine ci si sorprende ancora. Così si può concludere un vero viaggio anche a sole due ore da casa: questa, in fondo, è la filosofia di Giorni Rubati!

Cosa ne pensi di vivilitalia?

Beh…vivilitalia è un’iniziativa fantastica, perfettamente in linea con il mio pensiero! Abbiamo questo paese stupendo, visitato da milioni di visitatori richiamati qui da beni culturali inestimabili e da un ambiente ricco e vario, ma noi spesso preferiamo “evadere”, cercare l’altrove a tutti i costi. Nessuno conosce il nostro Paese come noi! E viviitalia è l’occasione giusta per mostrare quanto ancora ci sia da vivere e da scoprire, anche adesso, in questo brutto momento di crisi.

Da local expert c’è un luogo insolito vicino a casa tua di cui vorresti parlarci?

Non so se si possa considerare un luogo insolito, ma vorrei tanto parlarvi di Carrara (MS). Carrara, è un tappeto di case e vicoli incuneato ai piedi delle Alpi Apuane, nell’estremità nord-occidentale della Toscana. È unanimemente conosciuta per le sue cave di marmo bianco che vengono visitate ogni anno da moltissimi visitatori, specialmente stranieri. Tuttavia tutte queste persone raramente si fermano a visitare il suo centro.

Può sembrare strano, ma è così.

E invece Carrara è una realtà affascinante sotto molto punti di vista, sicuramente unica e autentica. Il connubio fra questa cittadina e l’“oro bianco” è così indistricabile da aver determinato non solo l’arte e lo stile, ma anche il pensiero politico dei suoi abitanti. Quando si parla di Carrara, più che a una città del marmo, sarebbe corretto riferirsi a una civiltà del marmo. Penso che quest’aspetto sia davvero fondamentale se si vuole cercare di comprendere il centro apuano.

Carrara La prima cosa che noterete arrivando a Carrara percorrendo il viale XX settembre, lunga arteria che dal mare traccia una linea ininterrotta fino alle prime case del centro, sarà certamente il profilo delle montagne che la sovrastano: sarete a non più di sette km dal mare, ma i rilievi vi appariranno così vicini da poterli toccare con un dito. Qua e là noterete grandi ammassi chiari, che molti scambiano per neve: si tratta in realtà dei bacini marmiferi che mostrano il ventre mangiucchiato delle Apuane.

Se vi aspettate una città imbellettata, ricca di negozietti con ninnoli per turisti, resterete delusi: Carrara è una città schietta e sincera, nel bene e nel male, e non vi nascondo che i segni della sofferenza si vedono tutti. Ma se saprete guardare sotto le tag dei writers che infestano i monumenti, sotto le crepe delle mura rigonfie d’acqua, dietro alle saracinesche abbassate scoprirete dei veri gioielli.

Carrara Carrara nasconde un intricato labirinto di vicoli di origini medievali in cui si rimane a bocca aperta per la quantità di edicole, portali finemente decorati, targhe e grafie antichissime nei quali si stratificano secoli e secoli di storia. E poi marmo logoro e dilavato dal tempo, color burro.

Passeggiando fra i suoi viottoli, all’improvviso vi si spalancheranno piazze, slarghi e piazzette. In particolare quella del Duomo (XI-XIV sec.), dedicato a Sant’Andrea Apostolo, in cui non si può non restare ammaliati dal candido bagliore della chiesa.

Carrara Il Duomo della città è infatti un piccolo capolavoro del Romanico, una solida struttura marmorea su cui si innestano elementi gotici pisani, come il delicato ricamo del rosone e le esili colonne che incorniciano la facciata. Ci si può perdere delle ore cercando di decifrare la ricca simbologia delle figure zoomorfe che lo arricchiscono in ogni suo lato. Dopo esservi persi nella Carrara medievale, potrete ammirare quella rinascimentale, ben rappresentata da Piazza Alberica. Questa piazza è una magnifica platea, finalmente pedonalizzata, su cui si stagliano le sontuose facciate dei palazzi dei più importanti Signori della città. Spicca, fra tutti, quella rosso carminio della famiglia del Medico. Quasi di fronte noterete il monumento a Maria Beatrice d’Este con la bella fontana ornata da leoni. La Piazza prende il nome da Alberico I Cybo Malaspina, principe di Carrara, a cui la città deve l’ampliamento cinquecentesco. Un’altra testimonianza del nuovo volto che il borgo apuano assunse nel Rinascimento e del legame intessuto con la famiglia Malaspina è data dal Palazzo un tempo dimora del casato e oggi sede dell’Accademia di Belle Arti.

Vi consiglio una visita anche all’interno del complesso che custodisce, accanto ai lavori di artisti attuali, bellissime sculture e un’importante gipsoteca con esemplari di Antonio Canova, Lorenzo Bartolini e Bertel Thorwaldsen. L’ingresso del Palazzo si trova vicino ai giardini di Piazza d’Armi (oggi Piazza Gramsci). Qui, oltre alla particolare fontana con una sfera che gira solamente grazie alla forza dell’acqua e ai vari alberi rigogliosi si trova un monumento che sta molto a cuore ai Carrarini: quello dedicato ad Alberto Meschi, anarchico leader delle lotte sindacali, dirigente della Camera del Lavoro nei primi del Novecento e promotore delle lotte per i diritti dei cavatori. Carrara pullula di statue e targhe dedicate ai personaggi emblematici dell’anarchismo.

Carrara Per esempio in Piazza del Duomo si trova una lastra dedicata a Giordano Bruno: dove altro si può trovare proprio di fronte alla cattedrale il ricordo del martire anticlericale per eccellenza? Queste epigrafi non sono lettera morta per i locali che ogni anno le onorano con fiori in occasione della processione particolarissima che si tiene in occasione del Primo Maggio: una vera celebrazione laica, seguita da dibattiti, canti e una festa che ha lo scopo di ricordare le origini della festività: il Primo Maggio Anarchico, appunto. Se vi interessa quest’aspetto vi consiglio una visita al Circolo Culturale Anarchico Gogliardo Fiaschi, dove troverete libri vecchi e nuovi sul pensiero libertario ma anche di storia locale.

Ci sarebbe ancora molto, moltissimo da dire su questa città dalle mille sfaccettature: per esempio parlando di Carrara non si può non menzionare il suo fiume, il Carrione e gli edifici fatiscenti, purtroppo, che vi si affacciano. Sulla riva destra del fiume c’è ancora un’altra Carrara fatta di dolci salite e scalinate che pian piano si arrampicano sui pendii. E poi i suoi teatri, il neoclassico “tempio della lirica” degli Animosi, e il novecentesco ex Politeama Verdi, ai danni del quale si è perpetrato il più brutale stupro in città. Purtroppo oggi si può ammirare solo la facciata di quest’opera ingegneristica su cui sventolano ancora le bandiere della Federazione Anarchica Italiana.

Carrara Io vi consiglio di visitare la città senza prefiggervi un itinerario prestabilito. Ma semplicemente facendovi guidare dall’istinto, perdendovi nelle sue viuzze per poi sostare nelle sue piazze. Si può visitare Carrara durante tutto l’anno, ma io vi consiglio la tarda primavera o l’autunno. Per cogliere il centro apuano col vestito della festa, potreste abbinare la visita a uno dei tanti eventi in programma durante le manifestazioni estive quali la Carrara Marble week, o il festival con-vivere (prima settimana di settembre). Prima di venire date un’occhiata al programma di Palazzo Binelli – sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara – che spesso ospita mostre interessanti e a quello del Centro di Arti Plastiche, per uno sguardo contemporaneo sulla scultura.

Durante la vostra passeggiata non perdetevi un pezzo di pizza e calda calda (farinata) dalla Franca, in via Santa Maria…da leccarsi in baffi! Per gustare le pietanze locali potete andare da Vittorio: crostini di pane col lardo di colonnata, tordelli al ragu, baccalà marinato, torta di riso carrarina. Sono piatti energici…delle vere bombe! Ma ve l’ho detto che tutto a Carrara deriva dal lavoro nelle cave! La serata la potete concludere al Fuori di Porta: localino nei pressi di Piazza Alberica, fuori – come suggerisce il nome – dalle vecchie mura, che propone fra una birra e l’altra un bel programma di musica live e qualche mostra. Potreste venire a Carrara in un break primaverile al mare, o durante un tour della Toscana.

Una chicca? Non perdetevi l’Antica drogheria Riacci con le sue vecchie anfore per erbe e spezie,  fra cui gli aromi che rendono così saporito il lardo di Colonnata, cioccolato di produzione propria, torrefazione di caffé: un tuffo nel passato!

Infine, aguzzate…l’udito. Sentite la curiosa parlata? Il dialetto carrarino non c’entra nulla col Toscano. Scordatevi le “c” strascicate e le “h” aspirate…il carrarino è emiliano. A testimonianza dell’identità orgogliosamente ibrida e bastarda di questa terra di confine.

Arrivare a Carrara è semplicissimo: in automobile, bisogna prendere l’A12 Genova-Livorno e uscire alla stazione di Carrara-Avenza. Da qui basterà seguire le indicazioni che portano sul viale XX settembre e proseguire in direzione dei monti; in treno, si scende alla stazione di Carrara-Avenza. All’esterno della stazione, sul lato monti, si trova la fermata dell’autobus ATN che porta in città.

Beh… se passate, fatemi un fischio!

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1 commento

  • Rispondi febbraio 10, 2014

    Lara

    Grazie Elena! Questa guida è davvero fatta bene…unica direi!!! Complimenti anche per il blog Giorni Rubati! Al prossimo viaggio 😉

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.