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madagascar viaggio

Miprendoemiportovia - Blog di viaggi

madagascar viaggio

Il Madagascar è un dei conti in sospeso che, io Elisa, ho praticamente da sempre. Ero adolescente quando per un soffio non stavo per essere scelta per partecipare ad un viaggio umanitario in questa terra mitica. Ahimè la scelta non è ricaduta su di me, ma ho preso parte alla preparazione di questa esperienza e la voglia di esplorare la quarta isola più grande del mondo, l’antico e lussureggiante rifugio di pirati in cui uno di loro fondò la colonia anarchica Libertatia nel XVII secolo, non ha fatto altro che crescere in me di giorno in giorno

Sapete già dove voglio andare a parare, vero? So già cosa vedere durante un futuro viaggio in Madagascar, l’isola rossa con una tale biodiversità e bellezza da far invidia a molte mete turistiche ben più commerciali e battute.

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Cosa vedere in Madagascar

Immaginiamo il nostro viaggio in Madagascar all’insegna dell’ecoturismo e a contatto con la natura, quella capace di riempire occhi e cuore di meraviglia.
Resort accoglienti a pochi passi dal mare o abbracciati dal verde della vegetazione, giornate trascorse a scoprire le isole e le loro insenature e incontri ravvicinati con le specie animali della zona.

Ecco la nostra top 3+1 dei luoghi naturalistici che vorremmo visitare in Madagascar.

Il parco Nazionale di Marojejy

Il Madagascar ha tanti parchi e riserve naturali e quello di Marojejy è uno dei meno conosciuti – quindi meno affollato durante l’alta stagione – ma dei più belli.
Il Parco Nazionale di Marojejy è stato dichiarato Riserva Naturale nel 1952 e nel 2007 anche Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La biodiversità è straordinaria perché qui convivono 4 diversi tipi di foresta pluviale, oltre 30 specie differenti di palme, quasi 80 specie di uccelli, 149 specie di rettili e anfibi e oltre una decina di specie di lemuri tra cui il rarissimo Silky Sifaka.
Lo scopo principale del parco è tutelare l’area della riserva e diffondere un’educazione ambientale, iniziative in cui crediamo tantissimo e di cui beneficiamo tutti, anche chi vive dall’altro capo del mondo.

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Parc de Tsingy de Bemaraha e il viale dei Baobab

Se amate i panorami unici, il Parc de Tsingy de Bemaraha vi lascerà senza fiato.
La sua enorme foresta di pietra, in parte ancora inesplorata, regala un’atmosfera lunare e misteriosa a chiunque la osservi.

Si tratta di una visita più faticosa della norma: servono 7 ore di auto da Morondava, 2 / 3 ore di piroga per attraversare i fiumi all’interno del parco e  un minimo di preparazione fisica per l’escursione. Sì, bisogna essere molto motivati e avere tempo a disposizione, ma al vostro arrivo sarete ripagati da labirinti di pinnacoli calcarei (che i malgasci chiamano “tsingy”), interrotti ogni tanto dalla vegetazione e abitati dalla fauna locale.

E durante il tragitto per raggiungere il parco, percorrendo la RN8, si trova il viale dei Baobab, fiancheggiato dalla specie endemica di baobab del Madagascar Adansonia Grandidieri, alta fino a 30 mt.
Piccolo spazio curiosità: i baobab sono venerati dai malgasci come divinità e sono al centro di diverse leggende religiose.

La barriera corallina ad Anakao

Sapevi che in Madagascar esiste una delle barriere coralline più grande del mondo? Ben 450 chilometri di meraviglia oceanica, alcuni si possono ammirare con un po’ di snorkeling ad Anakao, l’isola concorrente di Nosy Be, perfetta per chi cerca una vacanza esotica al mare.
Ad Anakao hanno sede alcuni dei resort più lussuosi del Madagascar, le spiagge sono praticamente deserte, i pescatori escono in mare a bordo di piroghe e il relax assicurato.
Si possono fare anche molti sport, dal trekking alle immersioni, dal kitesurf al whale-watching (possiamo definirlo “sport?!”). 

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Alla ricerca del tesoro dei pirati


In Madagascar potremmo scoprire anche dov’è sepolto il tesoro dei pirati, soprattutto all’isola di Sainte- Marie, conosciuta proprio come “l’isola dei pirati”. È su questo pezzo di terra a 8 chilometri dalla costa orientale malgascia che molti pirati si rifugiavano tra una scorribanda e un saccheggio.

Di certo un tesoro in Madagascar può essere trovato, immerso nella natura: per renderci felici spesso è sufficiente uno scorcio panoramico indimenticabile.

Quando andare in Madagascar?

Prima di organizzare qualsiasi viaggio è sempre cosa buona e giusta informarsi su quale sia il clima in quella stagione e quale, di conseguenza, il periodo migliore per visitarlo.

Il periodo ideale per andare in Madagascar è tra aprile e ottobre, quando la stagione è secca, le temperature piacevoli e l’umidità bassa.
Da dicembre a marzo, invece, è sempre possibile godere di un viaggio da queste parti, ma l’umidità sarà maggiore.

Ci sono comunque zone che vantano un clima migliore di altre quasi tutto l’anno: quando andare in Madagascar quindi? Quando volete, dipende da quali sono le tappe del vostro viaggio.

Viaggio in Madagascar: organizzato o fai da te?

Se si ha il tempo, la voglia e lo spirito di avventura necessari, è praticamente sempre possibile organizzare un viaggio fai da te in ogni parte del mondo, anche in Madagascar.
Il nostro consiglio è di farvi aiutare eventualmente dalle agenzie locali quando le cose iniziano a farsi confuse o siete incerti sul da farsi
.

Noi preferiamo in genere affidarci a tour operator specializzati nelle destinazioni in cui andiamo, per seguire i loro consigli e vivere il luogo al massimo, anche uscendo dalle classiche tappe turistiche. Due cose che sentiamo di consigliare sempre, per differenti livelli di sicurezza, sono:

  • stipulare un’assicurazione di viaggio: al link indicato avete la possibilità di usufruire di uno sconto. A noi è tornata utile in diverse occasioni.
  • fare un abbonamento per la connessione VPN: non affidatevi a reti locali poco sicure, soprattutto se come noi lavorate col web! Sempre al link indicato trovate dei piani dedicati.


Alla fine, qualsiasi cosa decidiate, quello in Madagascar ha tutto il potenziale per essere un viaggio memorabile!

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Ciao siamo Elisa e Luca, due viaggiatori incalliti che hanno fatto della loro vita un viaggio senza fine. Ci siamo entrambi licenziati da un lavoro che ci piaceva ma che non ci permetteva di vivere la vita che volevamo. Abbiamo un cuore rock’n’roll che batte all’unisono e un’anima gipsy. Il nostro motto? I sogni nel cassetto fanno la muffa, quindi tiriamoli fuori che la vita è lì che ci aspetta!

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