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Miprendoemiportovia - Blog di viaggi

Buongiorno a tutti! Oggi è mercoledì e vi parliamo della magica isola di Lampedusa insieme a Cristina  che ci accompagnerà alla scoperta di questo miraggio di Africa nelle acque del mediterraneo. Le sue parole ci hanno già fatto venir voglia di partire, che ne dite?

Lampedusa mi ha accolto con un tramonto caldo, dolce che tingeva di rosa le abitazioni pastello, mentre si allontanavano i nuvoloni neri della passata tempesta. Lampedusa è un ibrido di due mondi, non Africa, non Europa, una soglia: non interno né esterno, non assimila ma conserva, rivisita e rielabora, non respinge ma accoglie e riadatta. Una filosofia dovuta alla storia mai troppo passata; alle cronache che ce la portano alla ribalta come prima spiaggia dopo lunghi e stremanti viaggi; assaporabile nei piatti che mescolano tradizioni, sapori e colori; nei negozi del corso principale dove si susseguono artigianato locale, design continentale e produzioni indiane.

Lampedusa è il luogo dove la terra brulla e desertica incontra un mare ricco di sfumature e fauna creando dei contrasti cromatici eccezionali.

Isola dei Conigli

Il mio soggiorno è stato breve ma intenso, tanto mare e sole, a settembre è il tempo è ancora propizio e l’isola non è affollata come ad agosto quindi la qualità dei servizi e gli spazi sono godibili.

L’Isola dei Conigli è stata la mia prima tappa. Un paradiso che non teme i confronti con i Caraibi: l’acqua è cristallina, la sabbia finissima, lo snorkeling lungo le rocce svela pesci per nulla intimiditi dalla presenza umana, la passeggiata per raggiungere la spiaggia è agevole e lungo il percorso ci sono i cartelli di Legambiente che segnalano le specie di flora e fauna presenti, prima tra tutte la tartaruga Caretta Caretta che qui depone le sue uova. 

Uomo e natura convivono in questo spazio così placidamente che mentre prendi il sole non ti sorprende che accanto a te ci sia un amico come lui che segua i tuoi ritmi e ti accompagni in acqua a rinfrescarti!

l’amico Jonathan

Acqua color smeraldo, rocce, dammusi e silenzio mi accolgono invece a Cala Creta, il secondo giorno.

Qui non ci sono spiagge e il sole è presente fino alle prime ore del pomeriggio, questo è perfetto perché crea una certa intimità con il luogo e mi ha predisposto ad imprimermi nella mente questo paesaggio e i giochi di colore che crea la luce su scogli e acqua.

Cala Creta

Anche lontano dal mare Lampedusa offre tante sorprese: la varietà culinaria fa sì che bar e ristoranti siano sempre pieni a qualsiasi

ora, i prodotti di rosticceria sono molto apprezzati, il pesce è sempre fresco, e ai dolci non si può rinunciare!

Colazione fra granita e cannoli

Quando cala il sole ci sono scorci di assoluta bellezza… 

 … e via Roma si anima per uno shopping stile boho chic accompagnato da musica dal vivo.

È l’alba quando passeggio per il porto vecchio prima di ripartire, il tempo è stato troppo poco per fare un giro in barca nelle diverse cale, scoprire il santuario e visitare la riserva naturalistica del WWF, ma il conto alla rovescia per la prossima estate è già iniziato e quest’isola così forte e primitiva, avvolgente ed inebriante, merita un ritorno.

Consigli di turismo sostenibile

– Benché a Cala Pisana ci siano i dissalatori per render potabile l’acqua, l’approvvigionamento avviene ancora attraverso le navi container, è bene pensarci quando si fa la doccia o si usa l’acqua.

– Tutta l’isola è servita dai bus che partono ogni ora dal centro e costano 0,60€, perché non approfittarne evitando di inquinare con macchine, quad, motorini & co.?

– Nella Spiaggia dei Conigli ci sono i nidi sotterrati dalle Tartarughe, attenzione a non deturpare il paesaggio lasciando rifiuti che potrebbero costituire un pericolo per i nascituri che corrono verso il mare.

– Lampedusa vive di turismo, è bene contrastare i pregiudizi sulla sicurezza legati allo sbarco degli immigrati, seguite le attività di “Io vado a Lampedusa” e ve ne accorgerete.

 

Ciao siamo Elisa e Luca, due viaggiatori incalliti che hanno fatto della loro vita un viaggio senza fine. Ci siamo entrambi licenziati da un lavoro che ci piaceva ma che non ci permetteva di vivere la vita che volevamo. Abbiamo un cuore rock’n’roll che batte all’unisono e un’anima gipsy. Il nostro motto? I sogni nel cassetto fanno la muffa, quindi tiriamoli fuori che la vita è lì che ci aspetta!

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