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Quando si pensa alla Sardegna ci si immagina spesso le sue spiagge dorate, durante un viaggio in questa meravigliosa isola non tutti si addentrano nell’entroterra perdendosi paesi che sono delle vere chicche come ad esempio Mamoiada.

Nel cuore della Barbagia di Ollolai, al confine tra Gennargentu e Supramonte sorge la patria dei Mamuthones e degli Issohadores. Maschere ricche di mistero e antiche leggende tanto che a Mamoiada sorge il Museo Comunale della Maschera Mediterranea che studia e conserva la   loro storia.

Se Maomoiada fosse una parola sarebbe MADRE, gli stessi suo abitanti la definiscono un paese in capo al mondo ma qualcosa a cui si resta fedeli per sempre, sposandone le tradizioni. E questo vale sia per chi a Mamoiada ci è nato sia per chi ne ha acquisito la cosìdetta “figliolanza”. 

I Mamuthones

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Le apparizioni dei mamutones, che portano una maschera nera con tratti marcati, intagliata in legni pregiati, e indossano pelli ovine su cui caricano trenta chili di campanacci cominciano il 17 gennaio, giorno della  festa  di Sant’Antonio Abate. Durante le celebrazioni danzano ritmicamente,  con passo cadenzato generando suoni frastornanti, in un rito propiziatorio a sostegno del lavoro dell’uomo e per i doni della  terra. La danza ancestrale è ritmata dagli Issohadores, suonatori in elegante corpetto rosso e maschera bianca. Un evento da non perdere per chi ama accostare ai viaggi anche la scoperta della cultura dei luoghi.

Cosa mangiare e bere a Mamoiada

Per i mamoiadi il cibo è nutrimento del corpo e dell’anima, è riunione e convivialità, è  festa e solidarietà. 

Il   cibo   tipico è il pane carasau, fatto rigorosamente a mano e cotto nel forno a legna. Un vero e proprio rito che va in scena quotidianamente nelle famiglie del paese, che passa nelle mani di chi lo fa ben undici volte, tante sono le fasi di lavorazione; l’ingrediente principale è la semola di grano duro  coltivato in Sardegna con cui si prepara anche la pasta fresca e le coccole in mele, un pane dolce allo zafferano, fatto interamente  a mano, e cotto in forno a legna. Quest’ultimo insieme a il gatto (croccante di mandorle, zucchero e miele), i guelfi (pasta di mandorle, limone e liquore) e l’immancabile biscotto sardo sono i protagonisti di tutte le ricorrenze speciali. 

Il pane casarau è perfetto se accompagnato con fiore sardo, ricotta, sa frughe e casu martzu prodotti prodotti nei pascoli sopra le montagne che attorniano Mamoiada.

pani frattau

Il  territorio    di   Mamoiada   è  importante    per   i  suoi    vigneti  coltivati  a   vitigno   Cannonau, che  dona un vino rosso, forte  come il carattere dei mamoiadini. Nel giro di pochi anni,  dalle  storiche  produzioni   familiari sono nate circa 31 cantine che fanno parte dell’ Associazione  Viticoltori “Mamojà” che promuovono un prodotto originale, per la lavorazione, per la particolarità della terra, esportandolo in tutto il mondo.

Da non perdere la visita alle Cantine e ai vigneti in compagnia di  coloro che di questo lavoro ne hanno  fatto una  ragione  di  vita per respirare quell’ appartenenza al territorio che  non sempre si può spiegare con le sole parole.

Cosa vedere a Mamoida 

Le strade della transumanza, gli antichi sentieri dei pastori sono divenute itinerari di trekking e biking. Durante le escursioni si incontreranno sos pinnettos, antiche costruzioni in pietra e legno.

Le viseras, opere dei ‘maestri del legno’, sono esposte nel museo delle maschere mediterranee, insieme ad altre maschere di altri paesi del centro Sardegna e un Mamuthone di inizio XIX secolo. Per conoscere, invece, gli usi, costumi e attività produttive del paese, visitate il museo della cultura e del lavoro. 

Il centro storico, teatro dell’importante carnevale è caratterizzato da strette e intricate viuzze, su cui si affacciano case di granito. Regina dei vicoli è la chiesa medievale Nostra Signora di Loreto con una cupola ricca di affreschi. 

Da non perdere una passeggiata nelle campagne alla scoperta dei monumenti preistorici risalenti al Neolitico come dolmen, pedras fittas (menhir) e circa 40 domus de Janas, qui dette concheddas. 

Tra tutte spicca sa Conchedda Istevene, che si incontra a tre chilometri dal centro. Un complesso di sei tombe scavate su un contrafforte roccioso, , costruite tra il 3200-2800 a.C. Una di queste conserva elementi simbolici rari nelle domus del Nuorese. 

Nella periferia di Mamoiada si trova una testimonianza unica di tutta la Sardegna: Sa Perda Pintà (la pietra dipinta) una enorme lastra granitica alta oltre due metri e mezzo simile alle sculture preistoriche celtiche.

Gli appuntamenti da non perdere a Mamoiada

Tra tutte le feste la più importante è quella di Sant’ Antonio Abate che si festeggia il 17 gennaio. Dal sabato successivo a questa data ha,  ufficialmente, inizio il Carnevale e ogni sabato sera, si festeggia con balli in maschera, fino alla Domenica di Carnevale e al Martedi Grasso, indipendentemente che cadano a Febbraio o a Marzo. 

Il Carnevale trionfa con i balli in piazza e le sfilate dei mamuthones e issohadores. 

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Oltre al Carnevale fate in modo di essere a Manoiada durante Tappas in Mamoiada, una manifestazione itinerante di tre giorni intensi, che normalmente cadono nel primo fine settimana del mese  dove  si   allestiscono, all’ interno di antiche abitazioni le botteghe artigiane, gastronomiche, vinicole,  folcloristiche, in  cui i visitatori possono tornare indietro nel tempo,  acquistare  e gustare   una vasta gamma di piatti tipici del territorio, a base di carne, verdure, funghi, formaggi, pane,  vino  e tutti i dolci tipici  del  paese, e visitare le Cantine vinicole , aperte per l’occasione. 

Non so voi ma noi non vediamo l’ora di prendere un volo per la Sardegna!

Ciao siamo Elisa e Luca, due viaggiatori incalliti che hanno fatto della loro vita un viaggio senza fine. Ci siamo entrambi licenziati da un lavoro che ci piaceva ma che non ci permetteva di vivere la vita che volevamo. Abbiamo un cuore rock’n’roll che batte all’unisono e un’anima gipsy. Il nostro motto? I sogni nel cassetto fanno la muffa, quindi tiriamoli fuori che la vita è lì che ci aspetta!

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