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Peloponneso Penisola del Mani

La penisola del Mani è una delle perle del Peloponneso da non perdere assolutamente se volete fare un viaggio nella Grecia primitiva, un contatto con le origini che vi farà bene al cuore.

Buongiorno viaggiatori, siete pronti a prendervi e portarvi via con noi in Peloponneso insieme a Chiara? Siamo molto felici di ospitarla sul nostro blog perché Chiara è una allieva della nostra Travel Blogger School, il corso online per diventare Travel Blogger che abbiamo lanciato a gennaio scorso (a proposito se sei interessato/a scrivici saremo felici di darti quante più informazioni possibili).

Chiara ha appena messo online il suo blog “smallbutgold” per dare voce alle destinazioni meno note in Italia e nel resto del mondo. Andate a darci un’occhiata.

Penisola del Mani: alla scoperta della perla del Peloponneso

Quello che mi aspettavo dal viaggio in Grecia l’ho trovato nella Penisola del ManiIl silenzio interrotto solo da una colonna sonora di cicale, un’unica strada che percorre il territorio verso sud e lo ricollega al nord, gente semplice, apparentemente burbera ma ospitale, spiagge deserte e il mare.

Penisola del Mani: un Peloponneso primitivo

Il Mani occupa il dito centrale del Peloponneso, nella Grecia meridionale. Le coste della Penisola del Mani hanno pochissimi stabilimenti balneari. Le pendici del Monte Taigeto che declinano nel mare sono rimaste integre come quando Ulisse e Agamennone lo solcavano. Cercare un accesso al mare è già di per sé un’avventura, ma questo rende i bagni ancora più indimenticabili.

Per una donna di pianura come me, per la quale l’acqua non è certamente l’ambiente ideale, è sempre un imbarazzo affrontare il mare, combattuta tra l’attrazione per la comodità di una spiaggia e l’acqua che digrada dolcemente, l’amore per gli ambienti ancora selvaggi ed incontaminati. Vi racconto i miei bagni preferiti in Grecia!

coste Grecia

Paliros Beach: no gain no pain

In pole position il bagno a Paliros beach! Al ritorno da Capo Tanaro tra una curva ed un’altra, si apre uno squarcio di verde: un’oasi nelle coste bruciate. Non aspettatevi grandi segnaletiche sul come arrivare. La ricerca fa parte del gioco e rende il risultato più dolce e sorprendente. Facciamo diversi tentativi: una volta la strada è chiusa, una volta finisce in un piazzale con delle abitazioni, poi arriviamo ad un parcheggio dove troneggia una minuscola cappella e troviamo un camper di turisti francesi. Questo ci da speranza, ci incamminiamo verso l’unico sentiero. E’ sterrato e costeggia alcune abitazioni. Pensiamo di essere nuovamente fuori strada, ma dopo 300 metri e una svolta troviamo il tanto desiderato cartello: spiaggia 15 min. Evviva! Finalmente un segno! Ci avviamo, è un sentiero non lungo ma a tratti scosceso e poco battuto. Ma quando si apre lo scorcio del mare è mozzafiato. Un’ampia spiaggia di sassi, una piscina verde protetta da due ali di rocce, un mare che ti invita a farti un bagno senza perdere ulteriormente tempo. 

Gerolimenas: Robinson Crusoe incontra Friday

Il paese ha una spiaggia di sassi proprio in centro e poi uscendo di qualche chilometro, ce n’è una tutta di rocce, attraverso cui l’accesso al mare è più faticoso. Abbiamo impiegato quasi mezz’ora per trovare il luogo dove “impiantarci”, da cui poter arrivare più facilmente al mare. Nonostante avessimo le scarpine, per me è stata quasi un’impresa titanica, soprattutto la risalita senza scorticarsi. Il mare è di un blu intenso e il contrasto con le rocce bianche è accecante. Mentre mi asciugo al sole, tronfia del mio gesto atletico, scorgo un anziano signore parcheggiare il suo motorino, sul ciglio della strada, con una scatola rossa fabbricata artigianalmente e posta sul retro.

Peloponneso Grecia

Dopo aver riposto il suo casco, con fare disinvolto, si incammina verso le rocce. Che sicurezza, che leggiadria. Un passo davanti l’altro senza esitazioni, come se i suoi piedi nudi fossero fatti dello stesso materiale delle rocce, così da non poterne essere feriti. Si abbassa e, con altrettanta facilità, trova il giusto accesso all’acqua, in cui si tuffa con eleganza. Sollazzatosi per un discreto tempo ne esce agevolmente, come se stesse camminando su una comoda passerella. Non ha niente con sé, nè scarpette, nè asciugamani, nè zaini. Chi ha nel DNA il mare non ha bisogno di nulla se non del mare stesso.

Anatoliki Mani: il bagno rubato

E chi si dimenticherà mai il bagno che abbiamo fatto calpestando il muretto di recinzione di una villa non ancora finito? Attraversarne il giardino curatissimo ed incustodito con il cuore in gola e la paura di essere scoperti fino a scendere le scalette dell’accesso privato della casa e godersi un bagno nel paradiso proibito?

Il territorio della Penisola del Mani.

E’ il territorio stesso che trasuda l’anima primitiva della Penisola del Mani, la perla del Peloponneso: lande brulle e bruciate dal sole dove gli ulivi sembrano cresciuti casualmente a parte qualche eccezione. Il resto della vegetazione sono cespugli che a stento trovano la loro collocazione e giganteschi fichi d’India. Non immaginatevi fiori colorati e il turchese di Mykonos, ma un prevalere di toni bruciati di fiori secchi e spinosi che creano paesaggi lunari, se non fosse per il turchese del mare che fa da sfondo.

Peloponneso Mani Grecia

Le case a torre

La cosa che ho apprezzato di più è la mancanza di una cementificazione aggressiva e poco rispettosa dell’ambiente e del contesto, questo soprattutto da Aeropoli andando verso Capo Tanaro. Ciò che caratterizza questi luoghi sono le case a torre, che fino ai primi dell’800 sono state utilizzate come bastioni difensivi, dalla sommità dei quali ci si difendeva anche dalle altre famiglie vicinanti, scagliando pietre. Oggi molte di queste sono abbandonate e diroccate ma dal fascino vivo. Visitare paesi quasi disabitati come Alika e Vathia permette all’immaginazione di ricrearne storie e contesti. Indimenticabile, rimane quella famiglia di 4 civette ad Alika, che faceva capolino da un pertugio di una casa a torre abbandonata, quando mi hanno visto avevano lo sguardo incredulo e stupito di chi è stato scoperto e non se lo aspettava.

Peloponneso Acropoli Grecia

Tolo: un buon punto di partenza per alcune visite

Dopo quasi 800 km, dopo Delfi e Olimpia ci godiamo qualche giorno fissi a ToloQuando arriviamo non ci possiamo credere! Residence Gregory  ha un panorama sul mare incredibile e il nostro monolocale si affaccia direttamente sulla piscina! Il primo giorno decidiamo di scendere in spiaggia, c’è tanta gente ma riusciamo a trovare due sdraio e un ombrellone in seconda fila a 8 euro. Che bellezza leggersi un libro sdraiati al mare! Ottimo punto di partenza per visite a Nafplio e a Micene altre due chicche del Peloponneso.

Marmari nella Penisola del Mani: il nostro sistema marittimo replicato nel nulla

La strada per raggiungere Marmari è spettacolare, una serpentina d’asfalto che attraversa le pendici brulle del Monte Taigeto, alcuni agglomerati deserti a strapiombo sul mare fino ad arrivare alla spiaggia di Marmari. Il contrasto tra l’autenticità della strada fatta per arrivarci e il contesto ricreato a Marmari è molto forte. Troviamo un resort costruito secondo i criteri di chi ha poco a cuore l’integrità del paesaggio, già dalla strada infatti si erge questa grande struttura incastonata nella roccia. Scendendo ci si imbatte in un ristorante e in un hotel per arrivare alla spiaggia attrezzata. Il mare è bellissimo ma il resort la fa da padrone.

Penisola del Mani

Kokkala: unire l’utile al dilettevole

Ci siamo arrivati per caso perché è proprio sulla strada. Per arrivare al parcheggio c’è una discesa non asfaltata. La spiaggia è piccola ma stupenda, un piccolo anfratto con la spiaggia di sassi. L’acqua è limpida e calda. Ci sono pochissime persone, mi colpisce una coppia di ragazzi sulla trentina che viaggia con un piccolo van attrezzato, credo che abbiano deciso di fermarsi lì per la notte. Dopo essersi fatti il bagno, si fanno la doccia sulla spiaggia e poi cenano fronte mare. Noi invece ceniamo alla trattoria che c’è sulla spiaggia. Mi stupisce che ci sia solo una coppia di turisti, poi una famiglia con i nonni al seguito. Il menù prevede piatti tradizionali a base di insalate, verdure grigliate squisite e ottimo pesce freschissimo. Per dolce, arance e pesche condite con dell’ottimo miele di produzione della trattoria. Nemmeno da dire che ci siamo ritornati!

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.

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