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High Line New York

Eccoci tornati al nostro appuntamento del mercoledì, l’ospite di oggi è Alexandra, che ci racconta della sua esperienza sull’High Line di New York. Scopriamo cosa significa passeggiare a 9 metri di altezza, tra Chelsea e Meatpacking.

High Line

Passeggiare sull’High Line, New York

Sono a New York, in una delle zone dove la città ha cambiato volto e si è risvegliata da un passato sonnacchioso e lento. Meatpacking e Chelsea ne hanno di cose da raccontare ora! Fino agli anni ’80, nel Meatpacking trovavano sede più di 250 macelli (oltre ad un certo malaffare notturno, tra cui prostituzione e droga). Ora invece, ci sono boutique creative e locali di tendenza. Ma come è stato spazzato via tanto degrado? La riqualificazione dell’area è stata resa possibile anche grazie all’apertura della High Line, un parco che corre lungo i binari della vecchia metropolitana sopraelevata, ormai dismessa. Lì dove un tempo correvano i treni che trasportavano le carni nelle celle frigorifere, ora si apre un lungo serpentone verde.

High Line New York

Fortemente voluta da un comitato di residenti che si opposero alla demolizione, la linea (in disuso dal 1980) invasa da piante ed erbe incolte,  ispirò gli architetti Diller Scofidio e Renfro a ricreare un bosco orizzontale con diverse specie botaniche autoctone. Solo dopo ho capito che avrei potuto organizzarmi un pic-nic frugale tra i suoi spazi, in quanto la High Line più che visitata va vissuta. Si passeggia, si riposa sulle sdraio di legno, bere o mangiare qualcosa nell’area dedicata al food, giocare con l’acqua (e i bambini si divertono), ammirare e/o studiare le piante, godere degli scenari che si aprono a 9 metri d’altezza sul movimento e traffico sottostante. Il punto preferito dagli Instagrammers è il Gansevoort Overlook, una terrazza con gradoni che sovrasta la 10th Avenue. Notevoli sono anche le vedute sull’Hudson River e sui suoi gioielli architettonici come lo IAC Building di Franck Gehry e il Condominium 100 di Jean

Meatpacking

Dall’High Line a Chelsea Market

 Avete mai mangiato i biscotti Oreo? Ecco un tempo si producevano qui e l’aspetto di fabbrica è rimasto ancora intatto nonostante lo spazio sia stato suddiviso in tantissimi locali e negozi per tutte le esigenze culinarie: dalla libreria alla pescheria, dal negozio italiano fino alla panetteria. Qui si trova di tutto.

Chelsea Market

 

Non so cosa mangiare, l’offerta è vasta, ma quell’astice dal North Carolina mi chiama proprio! Ne faccio pesare uno che mi viene cotto al momento. Decido di acquistare anche una mitica Clams Chowder (zuppa di vongole), nell’attesa che il mio astice si cuocia a puntino.

Food Chelsea Market

Dopo aver curiosato un po’ in giro, ritorno sulla High Line a bighellonare. E’ così rigenerante passeggiare qui. Ritorno poi verso Meatpacking, a cercare il luogo perfetto per gustare un cocktail in attesa della meraviglia del tramonto sull’Hudson. Entro in un hotel a caso, rivolto ad est verso l’Hudson River (mi lascio ispirare dal nome che è anche quello della strada, è quasi impronunciabile: Gansevoort) e chiedo se vi è una terrazza panoramica dove poter bere o mangiare qualcosa.

Tramonto Hudson

Come sempre la gentilezza alla reception supera le aspettative e con mille mila sorrisi vengo accompagnata all’ultimo piano. Qui si beve, si scatta, si mangia qualcosa (piccolo servizio grill e snack) e si aspettano i colori più caldi, più vivi che si possano immaginare. E si beve ancora, of course!

 

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.

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