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cosa vedere a tel aviv

Vuoi consigli su cosa vedere a Tel Aviv? Sei a caccia di design e belle architetture nella città più cosmopolita del Medio Oriente? Ecco quello che fa per te!

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Cosa vedere a Tel Aviv se ami il design e l’architettura

Tel Aviv significa “collina di primavera“. Fu scelta nel 1909 come nuovo insediamento destinato ad accogliere la popolazione di Giaffa, ormai satura per le sue ridotte dimensioni. La città è sempre stata al passo con i tempi, in antitesi rispetto a quello che storicamente rappresenta Gerusalemme. In poco più di un secolo, si è fatta strada e oggi è meta imprescindibile se si parla di contemporaneo. Ecco dunque qualche dritta su cosa vedere a Tel Aviv per una giornata insolita tra architettura e design.

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Cosa vedere a Tel Aviv: Esther Cinema – armonia di forme

Yehuda Magidovitch, 1938 – Zamenhoff Street, 1

Manifesto del fervore artistico degli anni ’30, l’ex cinema (ora hotel) è la concretizzazione dell’asservimento dei principi del Bauhaus tedesco alle condizioni socio-climatiche mediorientali. In quegli anni, l’arrivo a Tel Aviv di architetti ebrei tedeschi, in fuga dalle leggi razziali, decretò la nascita di uno stile funzionale che valse poi alla città l’appellativo di Città Bianca. La facciata segue, con le sue linee morbide, l’andamento della piazza. A piano terra, un portico su pilotis crea la zona di ingresso, enfatizzata anche dalla forte sporgenza del solaio del primo piano. Ai piani superiori, i balconi a nastro presentano delle fessure orizzontali continue, funzionali all’arieggiamento e al circolo d’aria.

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Cosa vedere a Tel Aviv: ToHA Tower – l’arte di costruire grattacieli

Ron Arad, 2019 – Yigal Alon Street, 114

Infiniti piani, maneggiati come strati di una sfoglia, vengono impilati, subiscono allargamenti, deviazioni e torsioni per andare a definire un volume del tutto insolito, dalle sembianze di un iceberg. La facciata ha finestrature a nastro che si inseriscono all’interno di spazi generati dalla sporgenza dei solai, rivestiti in materiale dekton, una miscela di minerali e componenti, sottoposta ad alte pressioni e temperature. Questo materiale, dotato di straordinarie resistenze, risulta anche versatile nelle geometrie e nelle finiture. Inoltre, l’oggetto architettonico si fa elemento urbano, nel momento in cui i volumi evitano il consumo serrato di suolo, con due torri che trovano collegamento solo in quota e realizzano un parco che abbraccia l’intero intervento e di fatto vi si inserisce. Il progetto è ancora in divenire ed entro il 2024 verrà realizzata la seconda parte, ToHA 2.

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Cosa vedere a Tel Aviv: Museum of Art – volumi primordiali

Preston Scott Cohen, 2011 – Sderot Sha’ul HaMelech, 27

Fondato nel 1932 e soggetto a numerosi spostamenti di sede, il Museo d’Arte ha iniziato ad occupare la sede attuale solo nel 1971. L’ultimo ampliamento, denominato Herta & Paul Amir Building si lega al preesistente tramite il Lola Beer Ebner Sculpture Garden del 1999 ed è un capolavoro architettonico di adattamento alle condizioni contestuali. L’incontro tra l’esigenza di avere internamente spazi rettangolari da dedicare alle esposizioni e il problema di gestire la forma triangolare del lotto si è trasformato nell’opportunità di realizzare delle superfici a parabole iperboliche che, subendo delle torsioni, fanno da connessione tra spazio imposto e spazio voluto. Sono di grande impatto, all’interno, il cavedio attorno a cui si raggruppano le sale e i collegamenti (Lightfall) e, all’esterno, il trattamento dei fronti con lastre prefabbricate di calcestruzzo, che conferiscono al volume sembianze organiche.

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Cosa vedere a Tel Aviv: Azrieli Center – i tre fratelli

MYS Architects, 2007 – Derech Menachem Begin, 132

Inizialmente progettato dall’architetto Eli Attia, poi sollevato dall’incarico a causa di disaccordi con l’imprenditore Azrieli, il complesso per uffici costituisce uno degli elementi più distintivi dello skyline della città contemporanea. Tre torri, di altezza quasi omogenea, presentano volumetrie differenti originate dalle superfici planimetriche di partenza: cerchio, triangolo equilatero e quadrato. L’unione è garantita dal medesimo trattamento dei fronti a celle vetrate in tonalità blu scuro su griglia rigorosa in alluminio bianco. L’allungamento delle bucature in corrispondenza della parte terminale garantisce una chiusura visiva dei volumi, facendoli apparire meno massicci. A terra, il grande basamento che accoglie un centro commerciale fa da collante e smista i percorsi.

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Cosa vedere a Tel Aviv: Great Synagogue – impacchettare un’architettura

Aryeh Elhanani, 1970 – Allenby Street, 110

Ormai non più al centro della vita religiosa di Tel Aviv a causa del quartiere su cui insiste, diventato nel tempo prettamente commerciale e finanziario, la Grande Sinagoga fu costruita nel 1925 da Yehuda Magidovitch, in piena fioritura del Bauhaus. Alla fine degli anni ’60, in una spinta all’ammodernamento dell’immagine cittadina, l’intero edificio è stato avvolto da una nuova struttura in cemento armato. Seppure l’intervento risulti ben evidente, l’aggiunta è distante dall’essere pesante, complici l’apertura di arcate a tutta altezza e le bucature circolari su ogni campata descritta dal portico. Il risultato è un’opera architettonica scultorea, che strizza l’occhio alle opere di Oskar Niemeyer (in particolare alla Sede Mondadori Editrice di Segrate).

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Questi i miei consigli! Cosa aspettate? Ora sapete cosa vedere a Tel Aviv per un tour architettonico!

E se avete voglia di qualche consiglio per un weekend all’insegna del design e dell’architettura o volete semplicemente vivere città europee in un modo insolito e curioso, venite a scoprire il mondo WEarch_maps. Trovate tutte le info sul mio sito web wearchmaps.com

Enrico Sulla carta, ingegnere-edile/architetto. Agli effetti, grafico/creativo. Negli anni ho cercato di trovare un punto di incontro tra studi, passioni e predisposizioni. Nei miei viaggi vado sempre alla ricerca della vera anima dei luoghi, quello che tecnicamente si definisce il "genius loci". WEarch_maps è la sintesi di tutto questo. Mappe/guide alternative dove design e architettura raccontano città europee dalla forte personalità. Scoprilo su www.wearchmaps.com

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