Birre trappiste in Belgio: tour di coppia in 6 super birrifici

Birre trappiste in Belgio: una delle passioni di Luca.

Amiamo il Belgio e ci siamo stati innumerevoli volte, spesso il motivo del nostro viaggio è stato proprio il birraturismo. Ecco perché non abbiamo resistito quando Chiara di @thetravellingoldenfamily ci ha proposto di raccontarci la loro esperienza nei birrifici trappisti.

Andiamo con loro a scoprire dove bere le migliori birre trappiste in Belgio, siete pronti?

birre trappiste in Belgio

Birre trappiste in Belgio: i 6 migliori birrifici per un viaggio di coppia indimenticabile 

Il Belgio è una meta caratteristica e molto suggestiva dove le casette sembrano uscite da una favola, il profumo dei waffles che si respira nell’aria è superlativo ed immediatamente si viene coinvolti dall’atmosfera rilassante delle ditese dei verdi campi di luppolo e dei gialli campi di grano. Ma noi, lo ammettiamo, l’abbiamo scelto come meta dove bere buone birre trappiste. Perchè Belgio e birra è, per gli amanti del settore, il binomio perfetto.

Infatti da secoli la tradizione della birra artigianale è parte integrante della cultura di questo Paese. E’ qui che si trovano ben 6 monasteri (di 12 rimasti al Mondo) dove vengono ancora prodotte le birre trappiste, sotto il controllo diretto dei monaci e con le ricette originali. I trappisti sono uno degli ordini monastici esistenti, che si finanzia e vive grazie alla produzione di birra. 

birre trappiste

Ma facciamo più chiarezza. Le caratteristiche richieste ad una birra per poter vantare il marchio trappista sono tre: la produzione deve per forza essere fatta entro i confini di un monastero appartenente all’ordine cistercense trappista; le attività di produzione devono includere sempre dei monaci oltre al personale laico; i provenienti della vendita della birra devono essere utilizzati per finanziare la vita e le attività del monastero o per scopi socialmente utili.

La curiosità di visitare questi luoghi dove il tempo sembra essersi fermato sorseggiando una birra di qualità unica al Mondo è stata il principale stimolo della nostra partenza estiva per 10 giorni on the road tra Belgio e Olanda. Volete sapere se siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo? Quello di visitare sei abbazie, assaggiare tutti i tipi di birra possibili e incontrare un vero monaco trappista? Buona lettura.

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  1. WESTVLETEREN

Dopo qualche giorno trascorso nella capitale belga, dove siamo arrivati in aereo dall’Italia, ci siamo diretti verso la prima tappa trappista: Westvleteren. Non a caso siamo proprio partiti dalla birra considerata numero uno al Mondo (e senza esagerare). A Westvleteren fino al 1871 la birra prodotta era destinata soltanto ai monaci dell’abbazia San Sixtus. La produzione e commercializzazione per altri iniziò nel 1877, ma la particolarità del birrificio è quella di aver preferito una distribuzione ancora oggi non ingente. 

Qualche curiosità:  le tre tipologie di birra (Westvletern Blonde dal tappo verde, Westvletern 8 dal tappo blu e Westvleteren 12 dal tappo giallo) sono reperibili al loro effettivo prezzo di 2 Euro a bottiglietta soltanto nel negozio di fronte all’abbazia, solo in alcuni giorni della settimana e solo per 6 bottiglie a persona. Le birre Westvleteren si possono reperire anche su Internet e in alcuni negozi specializzati nella vendita di birra ma a prezzi decisamente più elevati (sui 20 Euro circa a bottiglia). Altra caratteristica che contraddistingue questa birra è la mancanza dell’etichetta sulle bottiglie. Il grado alcolico e tutte le altre informazioni obbligatorie sono riportate sul tappo.

Il nostro consiglio: se volete gustarvela al meglio vale la pena organizzare una visita inserendo la piccola abbazia tra le tappe di un tour on the road. L’abbazia non è aperta al pubblico ma nel locale di fronte potete fare una degustazione con cibi e formaggi locali.

Se verrete fin qui sicuramente non ve ne pentirete!

birre trappiste in Belgio

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2.     WESTMALLE

A sole due ore di distanza da Vleteren, nella provincia di Anversa, si trova un altro bellissimo monastero che, come il precedente, purtroppo non è aperto al pubblico, ma dove si può bere una delle nostre birre preferite seduti nel locale dall’altro lato della strada. Nell’antica abbazia cistercense di Westmalle vengono prodotte tre tipi di birra dal 1836, anche se ne vengono commercializzate solo due: Westmalle dubbel e Westmalle tripel. 

Qualche curiosità: La Westmalle Extra, etichetta quasi sconosciuta, viene prodotta solo due volte all’anno e consumata quasi esclusivamente dai monaci. Forse nel giusto periodo si può degustare anche nel birrificio del monastero, ma non ne abbiamo la certezza.

Il nostro consiglio: nei pressi di Westmalle imperdibile è una tappa a Bruges, conosciuta anche con l’appellativo di “la Venezia belga”. Questa meravigliosa cittadina fiamminga, famosa per i suoi canali d’acqua che attraversano il centro con scorci da cartolina e per le numerose opere d’arte che conserva (per citarne alcune: la Basilica del Santo Sangue e La madonna di Bruges di Michelangelo), è un luogo incantevole anche per gli appassionati della birra, che qui troveranno dei birrifici davvero originali. Per citarne alcuni: Staminee De Garre, De Halve Maan, 2Be pub e il Cellar Pub De Zolder (che un tempo era una prigione).

birre trappiste

Abbiamo poi proseguito per la nostra tappa trappista seguente: La Trappe. Nonostante non faccia parte della famiglia delle birre Belghe oggetto di questo racconto, poiché si trova in Olanda, anche La Trappe merita di essere citata nel nostro articolo dedicato alle migliori birre Trappiste, nonostante alcune divergenze in passato tra monaci e titolari del marchio, che sembrava la portassero ad uscire dal riconoscimento di autentica birra trappista, cosa che fortunatamente non è avvenuta.

Ci è piaciuta questa “non belga” perché produce molte versioni: oltre alle classiche, ovvero blonde, dubble, tripel e quadrupel si possono trovare anche delle birre speciali come la famosa Isid’or, la PUUR, e altre birre stagionali. Inoltre anche il birrificio che si trova all’interno dell’abbazia e dove si possono bere queste ottime birre è molto suggestivo.

L’atmosfera è molto più commerciale rispetto agli altri luoghi visitati (c’è perfino un negozio di souvenir), ma se non siete dei monaci credenti facenti parte dell’ordine e volete semplicemente bere qualcosa di buono nel luogo d’origine, ne uscirete più che soddisfatti.

E’ qui che abbiamo avuto la fortuna di incontrare un vero monaco trappista! Un’emozione da provare in un tour così!

3.     ACHEL

Attraversando il confine tra Olanda e Belgio, al ritorno verso Liegi, si trova il monastero di Notre Dame di Sant Benoit dove viene prodotta da più di due secoli la birra Achel. Si trovano solo due varietà, blond e bruin.

Essendo tuttavia anche Achel una birra che si trova facilmente sul mercato e a prezzi modici, il nostro consiglio è di venire fin qui solo se siete di passaggio, ma se dovete venire apposta, vi consigliamo di dedicare il vostro tempo a qualche altra meta.

Il nostro consiglio: quando programmate il viaggio, ovviamente guardate gli orari  e i giorni di apertura. 

Liegi Vallonia Belgio

5.     ROCHEFORT

Merita una citazione anche la piccola abbazia di Saint-Remy, meglio conosciuta per la birra Rochefort dal nome del paese. Questo luogo non è famoso per la bellezza dell’abbazia, ma merita una visita per una particolarità. Qui, infatti, la birra è venduta in bottiglia attraverso una piccola finestra dell’abbazia e direttamente dalle mani di un monaco. 

Qualche curiosità: di birre Rochefort ne esistono in commercio tre etichette, più una natalizia di cui abbiamo sentito parlare ma che non siamo mai riusciti ad assaggiare. Sono la Rochefort 6, 8 e 10, distinte dalla diversa gradazione alcolica. La 10, simile ad una quadrupel, è forse la più buona ma la 6 è piuttosto rara da trovare in commercio quindi vi consigliamo di assaggiarla in loco.

Il nostro consiglio: dopo aver acquistato le birre, prendetevi del tempo e gustatevele tranquillamente seduti sul prato antistante l’abbazia circondati da filari di luppolo. L’atmosfera rilassante e tipica del luogo sono un valore aggiunto alla bontà della birra che vi sembrerà ancora più buona! Ci sarebbe piaciuto poter dedicare più tempo a questa sosta ma altri due birrifici ci aspettavano!

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6.     ORVAL

La visita all’abbazia di Notre Dame d’Orval e birrificio annesso è senza dubbio tra i nostri ricordi più belli, sia per la straordinaria bellezza dell’abbazia, che per la cura dei particolari del monastero e di tutte le aree annesse. Il monastero, che si trova a Florenville, è stato quasi tutto ricostruito dopo un disastroso incendio, soprattutto grazie ai proventi della vendita di birra. All’interno, nel Les Communs Abraham (unico edificio rimasto interamente intatto dell’antica abbazia) si trova un piccolo ma molto interessante museo mostra tutte le fasi di produzione e tante curiosità di questa bevanda diventata nei secoli così famosa. In questo luogo la birra viene prodotta fin dal XVII secolo, e la Orval Trappist Ale è senza dubbio tra le “belghe” più apprezzate. Nonostante sia distribuita in tutto il mondo su ampia scala, la produzione rimane locale, e tutti i proventi sono destinati a questa felice comunità. L’interno del monastero è visitabile a pagamento con un biglietto che include l’accesso alle rovine dell’antica abbazia medievale e a Les Communs Abraham, al Museo Farmaceutico e al Museo monastico.

Il birrificio Orval, invece, è visitabile solo in occasione dell’Open Door Day (due giorni in cui è aperto al pubblico e in cui è possibile partecipare a tour guidati di circa un’ora).

Qualche curiosità: oltre alla famosa Trappist Ale, esiste una seconda birra prodotta ad Orval, più leggera, che si trova solamente qui alla spina o in botte (come si vendeva una volta). Se volete assaggiare quest’ultima dovete per forza visitare la brasserie d’Orval, adiacente al monastero.

Il nostro consiglio: programmate almeno mezza giornata per la visita di tutto il plesso e la degustazione dei diversi tipi di birra nella vicina brasserie. Se vi fermate per una giornata intera nella zona, non perdetevi il paesino di Villers-devant-Orval, che dista non più di 10km dall’abbazia.

birre trappiste in Belgio

6.     CHIMAY

Il nostro “birra tour” si è concluso con una fermata in Vallonia alla brasserie di Chimay. Qui abbiamo trovato un locale molto ben organizzato e una fantastica degustazione “a scalata” (da bere con cautela dalla birra con gradazione più bassa a quella con gradazione più alta) delle 4 etichette prodotte, con tanto di formaggi abbinati: il connubio perfetto!

Nonostante l’enorme produzione che ormai da anni non viene più effettuata dai monaci (rimane comunque prodotta dai locali), queste birre mantengono tuttora le migliori caratteristiche delle trappisten beer e si posizionano sicuramente tra i primi posti fra le 12 ancora esistenti. 

Qualche curiosità: in particolare la Chimay Doree, birra rara da trovare e assai buona da bere (dicono che sia addirittura ancora oggi la birra bevuta dagli stessi monaci).

Il nostro consiglio: siamo giunti al termine del nostro “birra tour” e ci sentiamo di dirvi che se programmate una visita in Belgio non potete assolutamente fare a meno di aggiungere tra le vostre tappe anche la capitale. Qui non perdetevi i birrifici da Toone e a La Beccasse e Cantillon, per bere le migliori birre Lambic e Gueuze del mondo. 

Questo viaggio un completamente “fai da te” è stato sicuramente uno dei più memorabili e particolarmente significativo perchè ha rappresentato il nostro ultimo viaggio on the road di coppia prima della nascita del nostro primogenito. Dopo l’arrivo dei nostri due bimbi e di un golden retriever, la nostra passione si è rafforzata ed è alimentata ogni giorno dai sogni e desideri di ognuno di noi.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.