Vivere una storia a distanza viaggiando? Si può

Vivere una storia a distanza viaggiando? E’ possibile e ce ne parlano Veronica (che abbiamo conosciuto su instagram) e Jacopo, studenti e viaggiatori, lei di Reggio Emilia e lui di Bergamo. Si sono conosciuti a Milano, e la loro storia è diventata quasi subito una storia a distanza, e per un motivo o per l’altro continua ad esserlo. Pronti a leggere la storia? Andiamo! E che possa essere di aiuto e sostegno per ci vive una storia a distanza come loro. Viva l’amore.

Vivere una storia a distanza

Vivere una storia a distanza viaggiando? Si può

Come immaginerete, le relazioni a distanza sono impegnative.
Si pensa sempre che la gioia che proviamo nel vivere una storia d’amore provenga da quello che facciamo fianco a fianco, dal tempo passato assieme. Vivendo in città, regioni, paesi diversi, invece, questo diventa difficile.

Non sempre è possibile guardarsi negli occhi, chiacchierare davanti a un caffè, stare abbracciati o anche solo ridere insieme. Quello che distrugge le relazioni a distanza è la costante incertezza sottostante a qualunque cosa e, come se non bastasse, più tempo si rimane separati, più si teme che le incertezze peggiorino o ci si autoconvince che sarà così. Un circolo vizioso, in fin dei conti.

Ma avete mai pensato a modi alternativi e, perché no, creativi di viverle serenamente?

Ad esempio vivere una storia a distanza viaggiando.

Vivere una storia a distanza
Infatti, anche se molte relazioni potrebbero indebolirsi con la distanza, altre è possibile che diventino più forti. E quello di cui vi vogliamo parlare oggi è di come abbiamo fatto dei chilometri la nostra forza.

Abbiamo deciso di scrivere una rivista su di noi, una rivista composta dalle nostre foto, scattate nei pochi momenti di vicinanza, e dagli articoli che abbiamo scritto nel ricordo di momenti speciali, apparentemente semplici, ma per noi unici.

Sì, perché se una fotografia cattura la sensazione di un momento in cui siamo vicini, alcuni pensieri scritti su un foglio possono spiegare la sensazione che si prova quando si è lontani, ripensando proprio a quegli istanti di felicità. E ogni giorno, sfogliando quelle pagine, guardando quelle foto e rileggendo quegli articoli, il ricordo di quei bei momenti, magari buffi, magari romantici o semplicemente speciali, compare vivido come non mai nella memoria.

Vivere una storia a distanza

È quella combinazione perfetta che ci ha fatto proseguire con questo gioco d’amore per mesi, ed è così, che uno scatto dopo l’altro, abbiamo iniziato a collezionare tutti i momenti in cui siamo stati insieme.

Prima una settimana a Berlino, poi una fuga di qualche ora a Stoccarda tra uno scalo e l’altro, una seconda settimana a Berlino, ormai diventata la nostra città, e quattro giorni a sorpresa tra Portofino, Rapallo e Santa Margherita Ligure. Nei mesi autunnali ci siamo spostati tra Milano, Mannheim, Heidelberg e Norimberga.
Per poi concludere questo (primo) viaggio alla ricerca dell’altro con un Capodanno, finalmente insieme, in un paesino sulle montagne di Brescia, davanti ad un caminetto, a sfogliare la nostra rivista e a pensare ai prossimi mesi, vicini anche se lontani, questa volta tra Lussemburgo e Parigi.

Le relazioni a distanza sono sicuramente dure, ma hanno anche loro qualcosa di incredibile, fidatevi.

Grazie al nostro segreto, la mancanza dell’altro è diventata più facile ogni giorno e se c’è una cosa che abbiamo imparato da tutta questa storia è che l’amore non significa essere inseparabili, significa essere separati senza permettere a nulla di cambiare.

E anche se il tempo è la più lunga delle distanze tra due posti, la distanza in sé e per sé vale così poco quando qualcuno vale così tanto per te.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.