San Vito lo Capo: ci siamo innamorati della città del cous cous

Aeroporto di Palermo, interno giorno. Siamo finalmente arrivati in Sicilia. E’ la nostra quarta volta qui ma la prima volta insieme nei dintorni di San Vito lo Capo e non vediamo l’ora di conoscere questa parte di isola.

cosa vedere a san vito lo capo

Agli arrivi, puntuale come un orologio svizzero, c’è un cartello col nostro nome condito del sorriso e dell’eleganza del signor Nino di Zagare & Gelsomini transfer che ci accompagnerà non solo fino al nostro hotel ma che sarà un vero e proprio compagno di viaggio durante i nostri quattro giorni qui per tutti i tour che faremo alla scoperta di San Vito lo Capo e dintorni.

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Prima tappa: Segesta

Il parco archeologico di Segesta è una tappa imperdibile in una vacanza nella provincia di Trapani (e non solo). Il perché lo si intuisce fin da subito quando durante la salita alla gradinata si inizia a scorgere lui, il tempio di Segesta.

San Vito lo Capo cosa vedere

In stile dorico, è stato eretto nel V secolo a.C. e come si intuisce dalla foto trovarsi al suo cospetto lascia davvero senza parole. Ammiralo poi in primavera è ancora più speciale perché completamente circondato da una moltitudine di fiori.

Ma il sito archeologico di Segesta non termina qui: grazie ad un servizio navetta interno al parco, e dopo una breve e piacevole passeggiata con una spettacolare vista si giunge al Teatro. In parte scavato nella roccia è stato realizzato nel III sec. a.C. e può contenere la bellezza di 4000 persone!

Segesta: Cosa fare a SAn Vito lo Capo

Andare al sito archeologico di Segesta con un servizio transfer come quello di Zagare&Gelsomini è stata davvero una gran comodità perché ci ha permesso di arrivare direttamente davanti all’ingresso e di evitare di prendere il servizio di navetta dal parcheggio delle auto (quando siamo stati a Trapani avevamo già tentato di vistare Segesta ma avendo una macchina a noleggio e tempi stretti avevamo dovuto desistere proprio perché il pullman aveva tardato moltissimo ad arrivare e la coda era troppo lunga).

Come muoversi a San Vito lo Capo

Come muoversi a San Vito lo Capo e dintorni

Poter essere accompagnati da un servizio transfer si è dimostrato un vero valore aggiunto della nostra vacanza, non solo per l’arrivo a Segesta ma anche perché viaggiavamo col nostro piccolo (il transfer era dotato dell’alzatine per i bimbi della sua età) ed ogni comodità è ben gradita. Un esempio? San Vito Lo Capo è una cittadina pedonale e siamo arrivati direttamente davanti al nostro hotel, il Ghibli.

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Vi consigliamo di scoprire San Vito insieme a Zagare & Gelsomini visitare i dintorni comodamente e senza stress, muovendovi agli orari più comodi per voi senza rinunciare nemmeno ad un minuto della vostra splendida vacanza.

Soprattutto durante i mesi estivi, nei quali trovare parcheggio può rivelarsi una vera impresa!

Qui trovate tutti i lori contatti: zgtransfersanvitolocapo.com

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Seconda tappa: riserva dello Zingaro

A pochi chilometri da San Vito Lo Capo si trova uno dei luoghi più celebri della Sicilia e amato dai turisti: la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro.

Due sono gli ingressi alla riserva, quello sud di Scopello e quello nord di San Vito Lo Capo. Noi siamo arrivati da nord, attraverso uno scenario da sogno (che ci ha ricordato la Table Mountain di Città del Capo e il Capo di Buona Speranza!).

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La riserva è caratterizzata da una mezza dozzina di calette, piccole spiagge fatte di ciottoli, in cui si possono trascorrere ore di puro relax (a parte nei mesi più “caldi” dove la presenza massiccia di turisti rende la vita difficile) immersi nel verde e con un mare di una trasparenza incredibile.

Noi abbiamo trascorso una giornata nella prima spiaggia, dove abbiamo consumato anche un divertente pic nic (preparato per noi dall’hotel in cui abbiamo alloggiato e di cui vi parleremo fra poco), quasi completamente da soli. Un altro ottimo motivo per vivere San Vito Lo Capo in maggio!

L’accesso alla riserva costa 5 euro (bambini gratis) e anche in questo caso, soprattutto nei mesi più affollati, vi consigliamo di utilizzare un transfer perché il parcheggio dell’auto può essere davvero un problema.

Riserva dello zingaro

Terza tappa: San Vito lo Capo

Benvenuti nella terra del cous cous e della buona tavola. Il nostro viaggio a San Vito è stato una passeggiata culinaria indimenticabile. Oltre a godere di interminabili passeggiate sul lungomare e nel suo centro storico, dove spicca la splendida chiesa, abbiamo testato quattro fantastici ristoranti ognuno particolare e diverso per stile, creatività e proposte.

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Possiamo ammetterlo: noi una cucina di pesce così non l’abbiamo mangiata mai! E’ incredibile come in un piccolo paese come San Vito Lo Capo siano presenti così tanti ristoranti di altissimo livello.

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Dove mangiare a San Vito lo Capo

Pronti dove mangiare a San Vito lo Capo e tornare a casa con un’esperienza culinaria che ricorderete per sempre (e forse anche con qualche chilo in più ma ne sarà valsa la pena)

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Profumi di Cous Cous

Immaginatevi un giardino con alberi di limone che di giorno vi regalano una splendida penombra e profumo e di sera donano un’atmosfera romantica e di charme: benvenuti a Profumi di Cous Cous.

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Annoverato tra i ristoranti della guida Michelin da non perdere ha tutti i crismi per lasciarvi uno dei più bei ricordi della vostra vacanza. Qui abbiamo avuto il primo incontro con le busiate e il cous cous. Io ho ordinato busiate con formaggio ragusano e limone ai gamberi e pistacchi.

dove mangiare a San Vito lo Capo

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Com’erano? Indimenticabili! Dario, il sommelier, ci ha coccolati con vini scelti accuratamente in base alla nostra ordinazione.

Contatti: ristoranteprofumidicouscous

Tannure

Letteralmente a due passi da Profumi di Cous Cous si trova l’Albergo Ristorante Tannure. Gestito dai fratelli Peraino è uno di quei luoghi dove appena arrivato ti senti a casa. La grande ospitalità è la prima caratteristica di questo ristorante che colpisce. E dopo arriva la cucina.

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Caponata di melanzane con code di gambero, battuta di gambero rosso di Mazara e spaghettoni con uova di ricci sono solo alcuni dei piatti spettacolari che abbiamo divorato (eh sì!) durante la nostra cena.

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Il giorno seguente lo chef Giuseppe Peraino ci ha regalato uno showcooking per svelarci i segreti che si nascondono dietro alla preparazione del cous cous, vera e propria religione di questo angolo di Sicilia.

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Contatti: hoteltannure.it

Trinacria

Noi amiamo gli aperitivi. Ormai lo sapete. Trovarci quindi in una splendida terrazza ad ammirare il sole che colora di rosso i tetti di San Vito Lo Capo con in mano un flute di bollicine e un aperitivo fatto di vere chicche del territorio, come le panelle, è stato il miglior benvenuto che l’Albergo Ristorante Trinacria potesse confezionarci.

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Durante la cena abbiamo degustato le cassatelle salate in forma di spiga, ripiene di ricotta e condite con pesce fresco, che durante il pomeriggio avevamo visto preparare durante il nostro secondo showcooking.

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Nonostante fossimo sazi non abbiamo potuto non provare la cacio e pepe di mare dello chef Enzo che Elisa si sogna ancora la notte!

Contatti: hoteltrinacria.it

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Rais

La cucina di San Vito Lo Capo ha continuato a stupirci di giorno in giorno, fino all’ultimo quando siamo arrivati al Rais.

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Vito, il suo giovane proprietario, voleva aprire un nuovo locale ma distinguendosi dagli altri grazie alla preparazione di piatti particolari e creativi. Beh, possiamo dire missione compiuta! I piatti erano così belli e ben curati che quasi era un dispiacere rovinarli mangiandoli. Cosa dalla quale ovviamente non ci siamo tirati indietro.

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Se poi aggiungete una vasta scelta di vini con qualcosa come sessantacinque etichette di vino il gioco è fatto!

Dicono che il rais, il comandante della mattanza della tonnara, avesse un legame intimo di amore e di passione con il mare. Se questo è vero il nome di questo ristorante non poteva essere più azzeccato a giudicare dai piatti di pesce che porta in tavola con passione e grande creatività.

Contatti: sanvitolocaporais.it

Dove dormire a San Vito lo Capo: hotel Ghibli

La nostra casa per questi indimenticabili giorni a San Vito lo Capo è stato l’hotel Ghibli. La camera family aveva due stanze comunicanti e spaziose oltre che un bellissimo terrazzo con tanto di salottino esterno. La colazione del Ghibli propone ogni ben di dio dal salato al dolce. Pensate che era presente addirittura il famoso pane cunzato siciliano, lo avete mai assaggiato?

dove dormire a san vito lo capo

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Il vero valore aggiunto delle colazioni però è la cortesia di Angela che accoglie tutti gli ospiti con la sua allegria. Chi vuole può scegliere la mezza pensione e cenare al ristorante profumi di Cous Cous di cui vi abbiamo parlato poc’anzi. Infine last but not least si può usufruire della spa con tanto di yacuzzi, bagno turco e sauna all’ultimo piano.

dove dormire a san vito lo capo

Il nostro consiglio è di prenotarla di sera per terminare in bellezza una giornata a San Vito, non male vero?

Contatti: ghiblihotel.it

La nostra vacanza a San Vito lo Capo è stata davvero indimenticabile, vi lasciamo il video per immergervi con noi nella sua speciale atmosfera:

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2 commenti

  • Rispondi maggio 18, 2018

    Flabulous Way

    Come sempre un post interessante, che mi fa venire voglia di partire domani !!!!
    Il cous cous io lo adoro!!!

    • Rispondi maggio 18, 2018

      Elisa e Luca

      un super bacionissimo

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.