On the road in Islanda: itinerario con colonna sonora

Ci sono viaggi che sogni da tutta la vita, altri che li pensi e ripensi all’infinito e viaggi che organizzi ancora prima di sapere di partire. Poi ci sono viaggi che iniziano così per caso, guardi una foto e te ne innamori: così è stato per me e l’Islanda.

“Islanda? ma che ci andate a fare in on the road Islanda? Cosa c’è da vedere in Islanda? Poi in Agosto fa freddo!”

In effetti in Islanda non c’è niente da vedere, quando sarai là realizzerai che c’è ancora meno di quello che pensavi.

Sto parlando di quelle cose a cui siamo abituati noi: palazzi, edifici, alberi… siamo sempre circondati da qualcosa nella nostra quotidianità. Quando guardando in una direzione non troverete ostacoli, ecco il niente che ti regala l’Islanda. Fate molta attenzione, perché quel niente può creare dipendenza!

on the road in islanda

On the road in Islanda, itinerario di 15 giorni

Arriviamo all’aeroporto di Keflavik che è quasi mezzanotte, viene a prenderci direttamente il proprietario della guesthouse dove passeremo la notte e dove il giorno seguente ci verrà consegnata la nostra auto 4×4.

Il nostro itinerario prevede un tour ad anello in senso antiorario.

Le cose principali da vedere sono lungo la strada asfaltata, ma qualche volta vale la pena addentrarsi nelle strade sterrate che in ogni caso sono in ottimo stato.

1. Pingvellir, Geysir, Gulfoss

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Pingvellir è un sito storico dove ebbe sede il primo parlamento islandese, caratteristica la sua posizione a cavallo di due zolle tettoniche, quella nord-americana e quella europea. Il paesaggio è formato da colate laviche e ruscelli, ma non perdete troppo tempo quaggiù, prendete la strada sterrata 365 verso Geysir, a mio parere una delle strade più belle dell’Islanda.

Partite con kway e pantavento e quando sarete in prossimità di Gulfoss indossateli anche con una bella giornata di sole perchè il vapore acqueo è davvero ovunque e inoltre potrete andare vicinissimi alla cascata stessa (idem per le altre cascate.)

Colonna sonora: Of monsters and men, Little talks

2. Skogafoss, Vik e la costa

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Skogafos è una delle cascate più belle dell’Islanda, si può andare a piedi fino al punto in cui incontra la terra nera e anche salire in cima dove l’acqua si tuffa nel vuoto.

Vik e la costa circostante… boh! Al nostro arrivo erano completamente immerse nella nebbia, con pioggia battente e vento, costringendoci a proseguire e lasciandoci un buon motivo per tornare, un giorno, chissà.

3. Skaftafell, Svartifoss e Jokulsarlon

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Skaftafell è la zona sud del Parco Nazionale di Vatnajokull, la più grande calotta glaciale islandese e una delle più grandi in Europa. Noi abbiamo fatto una semplice passeggiata nel parco, quella che porta a Svartifoss perché non avevamo abbastanza tempo a disposizione, ma si possono fare diverse escursioni come ad esempio una passeggiata sul ghiacciaio coi ramponi. Tutte le attività si possono prenotare all’info point del parco che fornisce anche l’attrezzatura.

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Jokulsarlon è un posto meraviglioso, è la famosa laguna dove il ghiacciaio incontra il mare, dove i blocchi di ghiaccio che si staccano galleggiano di passaggio. E’ un vero e proprio spettacolo della natura e nonostante le numerose persone che incontrerete sarà il silenzio a farla da padrone, perché non servono parole, bisogna solo contemplare, magari si riesce a sentire il verso di una foca o il suono del ghiaccio che si rompe.

Se volete fare l’escursione in barca vi consigliamo quella col gommone e non quella col mezzo anfibio, anche se un po’ più costosa.

Colonna sonora: Byork, Joga

4. Escursione in motoslitta sul ghiacciaio, Hofn

La motoslitta è sicuramente un modo divertente per conoscere il ghiacciaio. Per fare l’escursione dovete salire in direzione del rifugio Joklasel per circa 35 km seguendo la strada sterrata F985: la strada è molto ripida ma con un’auto 4×4 si può fare tranquillamente, con la giusta prudenza. Arrivati al rifugio abbiamo dovuto aspettare un pochino, l’Islanda ha tempi lenti e forse è giusto così.

Una particolarità della neve e del ghiaccio islandese è il colore, che va dal grigio chiaro al grigio più scuro e spesso si vengono a formare delle vere e proprie striature. Questo grazie alla costante attività vulcanica dell’isola: anche solo la fuligine che fuoriesce dai vari crateri, depositandosi sulla neve ne rimane intrappolata creando così queste particolari sfumature.

Di ritorno dal rifugio l’Islanda ci regala un incontro inaspettato: le renne, che spettacolo!

Proseguiamo verso Hofn, un paese di pescatori dove vale la pena fermarsi per pranzare al Kaffi Hornid con zuppa di aragosta e sandwich agli scampi.

Colonna sonora: The Chemical Brothers, Star guitar

5. verso il lago Myvatn, Hverir

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Una delle cose da non perdere in questa parte dell’isola è la zona vulcanica di Hverir, affascinante e inquietante allo stesso tempo, qui si può camminare tra le pozze fumanti e ribollenti, la terra letteralmente viva, attiva, imprevedibile. E’ uno di quei luoghi dove l’uomo si ricorda di quanto è piccolo e impotente.

L’altra cosa da non perdere sono i bagni di Myvatn, più piccoli e semplici rispetto alla famosa Blu Lagoon, ma la vista che da qui si gode sul lago è davvero magica.

In questa zona, al vogahraun.is/ troverete una fattoria con caffè. Il caffè è costruito proprio di fianco alla stalla, a separare i due ambienti c’è una grande vetrata e un’altra vetrata che dà sul lago, veramente bello. Si può bere qualcosa e mangiare una fetta di torta, oppure pranzare assaggiando i prodotti della fattoria stessa: vi consiglio il piatto misto con salmone affumicato, pane scuro cotto col calore geotermico e skyr, un formaggio fresco tipico islandese.

Colonna sonora: Royksopp, What else is there?

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6. Husavik, Dettifoss, Aldeyjarfoss

Husavik è molto carina, noi l’abbiamo girata a piedi in tutte le sue vie, quelle più centrali vicine al porto, quelle più residenziali con le villettine degli abitanti, quelle più a nord dove c’è il campo da calcio e la piscina, per concludere la visita in un bar molto carino con una bella fetta di torta e un kaffi. Qui avrete anche diverse possibilità di fare whale watching.

Dettifoss è una bella cascata, ma dopo tutte le altre già viste non ci ha conquistati. Aldeyjarfoss al contrario! Ci vuole un pochino a raggiungerla, percorrendo la strada sterrata 842 + F26, circa 40 km. Quando la strada finisce parcheggiate e fatevi guidare dal rumare dell’acqua fino a che si aprirà davanti a voi una splendida cascata racchiusa da colonne di basalto, e tutto intorno il nulla.

Colonna sonora: Bran Van 3000, Afrodiziak

7. verso Akureyri, Jolagardurinn

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Prima di arrivare in “città” abbiamo fatto alcune tappe, ma il mio consiglio è di andare subito al Jolagardurinn: premetto che adoro il Natale e l’atmosfera natalizia e in questa casetta rossa è tutto Natale, quindi se passate da Akureyri secondo me vale la pena arrivare fino qui. Oltre ad una miriade di addobbi, ci sono in vendita anche caramelle, birre e marmellate.

8. viaggio verso ovest, penisola di Vatnsnes

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La penisola di Vatnsnes è famosa perché sede della più grande colonia di foche di tutta l’Islanda e per Hvitserkur, un faraglione dalla forma davvero particolare. Anche qui come a Vik le condizioni climatiche non sono state a nostro favore, nebbia e pioggia ci hanno costretti a proseguire senza vedere praticamente nulla.

9. Holmavik, penisola di Látrabjarg, fattoria di Bjarnarhofn

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Proseguiamo lentamente godendoci il paesaggio dei fiordi fino ad Holmavik e poi ancora in direzione Latrabjarg:

i km sono parecchi ma vale la pena percorrerli, soprattutto se c’è bel tempo. Noi abbiamo visto tutta la parte a sud fino alle scogliere e poi siamo tornati indietro per prendere il traghetto per Stykkisholmur.

Non lontana da questa cittadina c’è la fattoria di Bjarnnarhofn, tappa d’obbligo per i più temerari per assaggiare lo squalo putrefatto.

Colonna sonora: Mammut, Salt

10. Reykjavik

Eccoci in città, dopo tutta questa natura. A me ha fatto uno strano effetto, ma ancora di più quando sono rientrata in Italia… Reykjavik è una cittadina, il mio consiglio è di girarla in bici. Reykjavik è colorata, tra una casa e l’altra troverete murales ed altri tipi di street art. Troverete librerie con all’interno un concerto live di sabato pomeriggio. Troverete ragazzi del posto che suonano in strada per pubblicizzare un loro concerto serale. Troverete facce pulite con occhi azzurri e capelli biondissimi. Io la ricordo così.

Colonna sonora: Retro Stefson, Glow

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11. Blue Lagoon

Partendo da Reykjavik si può prendere un autobus che prima di andare in aeroporto fa tappa alla Blue Lagoon. In questo senso sono davvero organizzatissimi. Il posto è molto bello, ma sicuramente sopravvalutato. Si è in mezzo alle rocce laviche e in lontananza si vede la fabbrica da cui derivano le acque della laguna. Ho preferito i bagni di Myvatn. Ma in ogni caso, prima di ripartire, è una tappa che si fa volentieri.

Consigli utili per chi vuole organizzare un on the road in Islanda 

Pernottamento: oltre agli alberghi durante il vostro on the road in Islanda c’è spesso la possibilità di dormire a casa di islandesi che mettono a disposizione stanze, oppure nelle scuole che nella stagione estiva si svuotano per le vacanze.

Per chi viaggia low cost è interessante l’opzione “sleeping bag”: con questa formula avrete un letto con coprimaterasso, niente lenzuola o coperte, ma il vostro sacco a pelo. Certo avrete un bagaglio un po’ più ingombrante, ma vi assicuro che è un’ottima soluzione per risparmiare. Il cuscino non sempre è a disposizione, quindi organizzatevi magari con un piccolo cuscino gonfiabile. Per quanto riguarda la pesantezza del sacco a pelo vi consiglio quelli di pesantezza media, o se siete particolarmente calorosi, un sacco a pelo leggero. In Islanda hanno la terra che fornisce loro calore gratis, quindi non avrete mai problemi con riscaldamento o acqua calda.

Orari: spesso mercati, negozi, chiese o musei che aprono dalle 11 in poi. Per come eravamo organizzati noi siamo stati costretti a saltare alcune visite. Tenetelo presente quando organizzate il vostro tour.

Carte/contanti: noi siamo partiti senza cambiare soldi e non l’abbiamo mai fatto, abbiamo sempre usato la carta di credito senza problemi.

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Paola, ha fatto un sacco di viaggi, con libri e film, con la mente, coi racconti e le foto degli altri. Poi ha deciso che era ora di partire ed ha iniziato un viaggio da cui non è ancora tornata, perché il viaggio è diventato parte di lei, o è sempre stato lì da qualche parte finché non se n'è accorta. Sempre in movimento, anche con la mente perché col corpo a volte non si può. E ora qui per fare due chiacchiere, per scambiarsi qualche consiglio, per avere un confronto. Un po' hippie e un po' zen, un po' razionale e un po' creativa, anche un po' alternativa. Ama l'arte, la musica, l'acqua e le piccole cose di tutti i giorni.