Consigli di lettura di viaggio: inseguendo le ombre dei colibrì

Buongiorno viaggiatori, oggi vi presento un amico, si chiama Paolo e ha intrapreso un viaggio incredibile a bordo della sua vespa. Questo viaggio è diventato un libro, inseguendo le ombre dei colibrì, che ho letto con molto interesse e che abbiamo deciso di regalarvi per Natale. Per poter partecipare dovete essere iscritti al nostro canale YouTube (se ancora non lo avete fatto trovate il link qui) e lasciare un commento a questo post entro il 31 dicembre. Paolo leggerà tutti i commenti a questo post e poi sceglierà quello che più lo ha colpito e noi vi invieremo il suo libro con una super dedicata personale! Ora però lasciamo la parola a lui. Buona lettura. 

Consigli di lettura

Ciao Paolo, ci racconti un po’ di te, dove ti trovi ora?

Buongiorno ragazzi sono Paolo Zambon, 36 anni di professione programmatore web. Da molti anni ho  contratto il virus del viaggio come lo definì il maestro Ryszard Kapuściński che aggiunse anche che era sostanzialmente incurabile.

Dopo diversi anni tra Europa orientale, Medio Oriente, Nord Africa, Africa Occidentale, India e Sudest asiatico a bordo di mezzi pubblici nel 2011 il virus sopra menzionato ha subito una modificazione che ha reso necessaria un’ulteriore dose di indipendenza di movimento. Ed è qui che entrò in gioco lo scooter LML 125. Dopo un tentativo piuttosto fallimentare di raggiungere l’Africa Occidentale (terminato con un incidente in Mauritania dopo 5.000km), con la mia compagna canadese Lindsay abbiamo percorso 40.500 km da Budoia (PN) a Melbourne in 14 mesi: Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India, Nepal, Thailandia, Malesia, Singapore, Indonesia, Timor-Est ed il gigante australiano. Dopo una doverosa pausa lavorativa di 9 mesi, da Vancouver dove viviamo, abbiamo intrapreso un viaggio più corto tra Messico e Centro America in 8 mesi, abbiamo percorso 23.000km lungo le strade di Messico, Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Honduras, Costa Rica, Panama e Belize. Parte di questo viaggio (Messico, Guatemala, El Salvador) è diventata un libro “Inseguendo le ombre dei colibrì”.

Un anno e mezzo di lavoro e a Dicembre 2016 da Dubai è partito il terzo tour che si è concluso il 10 Novembre a Budoia in provincia di Pordenone. Dopo aver attraversato gli Emirati Arabi, Oman ed il Centro Asia (Kirghizistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kazakistan), Azerbaigian, Georgia, Turchia, Grecia ed infine cinque settimane splendide lungo la penisola italiana partendo da Brindisi.

Inseguendo le orme dei colibrì

Come è nata l’idea del libro?

Come molti altri viaggiatori, ho sempre raccolto un sacco di annotazioni sui taccuini. Dopo il viaggio Italia-Australia ho deciso di dare forma a quell’ammasso di informazioni disordinate ma, impegni lavorativi e l’organizzazione del viaggio Centroamericano, hanno bloccato l’intero processo. L’idea era nata e terminato il secondo viaggio mi sono organizzato in maniera migliore e sono riuscito a dar vita al manoscritto che è poi diventato “Inseguendo le ombre dei colibrì”. L’intero processo anche se a tratti è stato faticoso, mi ha fatto rivivere l’intero viaggio come non credevo fosse possibile. Una fatica ricca di gioie.

Inseguendo le orme dei colibrì

Perché questo titolo?

Non posso svelarlo ma posso dire che il mistero è risolto dopo pochissime pagine.

Il tuo libro parla di un viaggio di otto mesi e 23000 km qual è stato il momento più difficile e quello invece più bello?

Alcuni incontri con le persone, ad esempio gli ex membri delle gang in El Salvador, possono racchiudere sia i momenti più belli sia quelli più difficili. Conversare con persone dal passato tormentato ed un futuro a tinte fosche, è sfociato in un’inaspettata euforia una volta appurato che si stavano confidando con me come fossi un parente, ma allo stesso tempo raccogliere le loro confidenze ha provocato un senso di profonda amarezza difficile da digerire.

Per quanto riguarda i paesaggi, il solo muoversi, ti pone in uno stato di ebbrezza che cancella (temporali violenti a parte) ogni difficoltà. Al contrario, la fine del viaggio porta una ventata di tristezza e difficoltà dovute. Gli ultimi due o tre giorni sono stati e sempre saranno i più difficili.

Inseguendo le orme dei colibrì

A Natale a chi consiglieresti di regalare questo libro?

A chiunque sia in procinto di intraprendere un viaggio in Messico o Centro America (Guatemala e El Salvador) oppure a chi voglia approfondire alcuni argomenti di attualità relativi a quella parte di mondo facendosi accompagnare da uno pseudo-motociclista curioso al punto giusto. Puoi trovarlo a questo link: Inseguendo le ombre dei colibrì

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11 commenti

  • Rispondi dicembre 20, 2017

    Giorgia

    Conoscere la vita vera di una destinazione non é mai facile. La linea sottile che distingue un turista da un viaggiatore, secondo me, sta proprio lì. Viaggiare significa andare a vedere con i propri occhi il mondo, serve a diventare persone consapevoli, serve ad avere una mente aperta ed un cuore che lo é ancor di più, per farci star dentro tutte le emozioni che solo un viaggio autentico é in grado di donare.
    Poter leggere dell’esperienza di Paolo sarebbe una splendida occasione per prendere parte al suo on the road ed immedesimarsi nel suo magnifico viaggio. 🙂

    • Rispondi gennaio 17, 2018

      Paolo Zambon

      Buonasera Giorgia sono Paolo l’autore del libro. Chiedo scusa per il ritardo, ma il rientro in Canada è stato piuttosto complicato. Scrivo per comunicarti che ho deciso di premiare il tuo commento e quindi, a questo punto, avrai modo di leggere dei nostri mesi tra Messico e Centro America. Aspetto una tua valutazione. Saluti da Vancouver Paolo (e Lindsay)

      • Rispondi gennaio 22, 2018

        Giorgia

        Grazie Paolo!!! Sarà un vero onore poter vivere il vostro viaggio tra le tue parole! Grazie davvero, non mancheró per la valutazione 🙂

  • Rispondi dicembre 20, 2017

    Federica

    Il titolo mi incuriosisce parecchio! Adoro i viaggi on the road e non nascondo che con il mio ragazzo abbiamo un sogno nel cassetto: fare un viaggio lungo attraversando diversi paesi in moto.. per ora non ci siamo ancora riusciti per problemi di lavoro.. ma leggere dei viaggi fatti da Paolo non fa che aumentare questa mia voglia di partire! Secondo me sono state esperienze indescrivibili.. vorrei proprio leggere questo libro per vivere “da spettatrice” i loro viaggi!

    Federica
    Ioviaggiocosi.

  • Rispondi dicembre 20, 2017

    Valentina

    Sembra un libro stupendo! Mi piacerebbe tanto vincerlo ?

  • Rispondi dicembre 20, 2017

    Anna

    Be’ per una “sudamericana” come me mi sembra il top!

  • Rispondi dicembre 20, 2017

    Elisa

    che figata pazzesca! So che avrei potuto cercare altri termini ma non ce la facevo a trattenermi, grande Paolo

  • Rispondi dicembre 20, 2017

    Cristina

    Adoro leggere, adoro sognare e adoro viaggiare. Anche io ho lavorato come programmatrice web, poi ho intrapreso un’altra strada. Viaggiare, quella sì che è la cosa che mi piace fare!!

  • Rispondi dicembre 20, 2017

    Anna

    Amo i libri di viaggio! Mi sembra un ottimo consiglio da mettere sotto l’albero!?

  • Rispondi dicembre 21, 2017

    Maria Sole Racca

    Ciao Paolo!! Mi piacerebbe molto ricevere questo libro perchè il mio compagno è un motociclista sfrenato!! Ora ha dovuto dare via la moto purtroppo…ma stiamo.aspettando che nostro figlio sia più grandicello per riprenderla e iniziare a fare dei giri in vero stile gran turismo!!! E poi devo scoprire il perchè del titolo!! Buona Natale a te e famiglia!

  • Rispondi dicembre 21, 2017

    Francesca

    Che viaggio incredibile! E mi ritrovo perfettamente quando dici che quando sei là ti senti l’energia per affrontare ogni difficoltà mentre a casa… Le cose sono diverse!

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.