I colori di Lisbona

Buongiorno viaggiatori! La special guest di oggi è Luisa che ci porta con lei a Lisbona, una delle città che abbiamo amato di più in assoluto. Luisa viaggia per lavoro e per piacere e adora scrivere brevi articoli sulle sue avventure. Girovagando in internet ha scoperto il nostro blog e ci ha inviato il suo racconto su Lisbona. Ed ora alzi la mano chi è stato a Lisbona e si è innamorato, come è successo a lei e a noi, dei suoi colori meravigliosi, siamo sicuri che siamo un bel gruppetto. 

Lisbona

Lisbona, settembre 2016: il cielo è di un azzurro intenso, senza una nuvola.

Il cielo di Lisbona – mi dicono – è sempre così: abbagliante, perfetto, pulito…il primo luogo che vale la pena vedere è la Praça do Comércio che finisce direttamente sul fiume Tago e che, a sua volta, si getta nell’oceano. Un’orchestrina suona una melodia struggente, che rimanda a terre lontane, una donna di colore canta di fronte al fiume.

La Praça do Comércio è uno dei luoghi centrali della Baixa, il quartiere che si trova al centro di Lisbona. Si tratta di una delle piazze più grandi d’Europa, quadrata e con i lati di 170 metri.

Dando le spalle al Tago ci si trova davanti l’Arco Trionfale, realizzato nel 1785, mentre al centro della Piazza si erge la statua di Re José I. Su tutto spiccano l’azzurro del cielo, il blu del mare, il bianco degli edifici.

Un contrasto forte, così come intensi e decisi sono i colori della città: il giallo del tram 28, gli edifici dalle tinte vivaci, le macchie di vegetazione, di un verde declinato in varie sfumature, le vetrine, i negozi, le librerie e i teatri, ciascuno con una sua forte connotazione cromatica.

Il posto forse più vivace e vitale di Lisbona è il Chiado, che si trova davanti alla Baixa.

Trattasi del quartiere dello shopping e delle pasticcerie, distrutto da un incendio nel 1988 ma ad oggi perfettamente ricostruito dall’architetto Alvaro Siza Vieira.

Un turbinio di voci, persone, auto, negozi, turisti caratterizza questo vivace microcosmo all’interno del sistema-città di Lisbona. Un mondo brulicante di teatri, musei, gallerie d’arte e splendidi negozi tradizionali.

Il tutto collegato da strette viuzze e vicoli inaccessibili alle auto, con spettacoli e animazioni lungo le strade che lo attraversano.

Da qui alla Cattedrale il passo è breve, così come al Castello che domina la città e alla famosissima Torre di Belém, un tempo avvolta dalle acque del Tago e oggi magicamente avvicinatasi alla riva del fiume quasi a riconciliarsi con la terra che un tempo aveva voluto allontanarla da sé per combattere le scorrerie dei pirati.

Eppure su tutto ciò si erge come una nebbia sottile quella malinconica indolenza che si respira nell’aria della capitale portoghese e che avvolge ogni cosa, cullata dalle note del fado – la triste melodia dei pescatori portoghesi – e dalla brezza marina che risale il fiume per riversarsi senza sosta nei vicoli della città e disperdersi nelle mille storie di chi, tutti i giorni, la vive, la ama, la odia.

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1 commento

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.