Uscire dalla propria zona di comfort: io ho imparato a farlo ai 60 all’ora controvento in calessino

Io ve lo dico subito, l’ape calessino non lo volevo guidare.

Quando Luca mi ha lasciata a Matera e Cecilia ha preso il suo posto ero arrabbiatissima. E se poi mi succedeva qualcosa? Se avessi fatto un incidente? I patti con Cecilia erano chiari, i primi chilometri li avrei dovuti fare io. Io che l’anno scorso avevo guidato l’ape per non più di due chilometri.

Ero incavolata con Luca perchè dietro all’apetta a guardare l’Italia che ci passava di fianco ai sessanta allora io ci stavo proprio bene. E invece, ora, dovevo lasciare quella comoda posizione e mettermi a condurre io il gioco.

uscire dalla zona di confort

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Ora tocca a te - qualche consiglio per uscire dalla tua zona di confort Le persone tendono il più possibile a rimanere all'interno della propria zona di confort (quella zona dove ogni persona agisce senza stati ansia) e difficilmente ne escono perchè al suo interno si vive tranquilli (come succedeva a me nel retro del Calessino). E' invece molto importante che ogni persona non rimanga in questo stato in maniera costante altrimenti ogni piccolo cambiamento verrà vissuto come problematico. E' importante quindi, cercare di espandere la propria zona di confort, spaziando verso la zona di apprendimento. Per entrare in quest'ultima zona serve coraggio e forza di volontà ma rappresenta anche una favolosa occasione di crescita. Quando dico che viaggiare in maniera autonoma è una scuola di vita lo dico proprio alla luce di queste teorie. Ogni volta che viaggiamo da soli la nostra zona di confort si espande. E ritorniamo da ogni viaggio più ricchi di quando siamo partiti!

La vita comincia alla fine della propria zona di comfort

Adoro questa frase.

Mi fa pensare che esistono infinite possibilità diverse davanti a noi e che le gabbie sono solo nella nostra mente.

Ogni volta che sono uscita dalla mia zona di comfort ho imparato qualcosa di nuovo. E ogni volta la mia vita è cambiata in meglio. E come era chiaro fin da subito (non a me, semmai a Luca) da questo viaggio ho imparato tanto.

Ho imparato che i limiti esistono solo per essere superati.

Ho imparato che avere paura è naturale, affrontarla è da coraggiosi (e qui vi delizio con un’altra delle frasi che amo di più: “allontana la paura e vedrai le stelle”, nella mia vita l’ho provato più di una volta e vi assicuro ho sempre visto le stelle!).

Ho imparato che un non ci riesco è in realtà un non voglio.

Ho imparato che volere è potere (sì sembra una frase fatta e forse lo è, ma ognuno di noi se vuole può raggiungere risultati a volte insperati).

Ho imparato che l’importante non è la meta ma la strada che si fa per raggiungerla.

Ho imparato che i viaggi non li fanno i luoghi ma le persone (E qui i ringraziamenti sono d’obbligo. A Cecilia che ha creduto nella sua pazza amica e l’ha seguita al Sud per fare un pezzo di strada insieme e quando quella strada è diventata troppo pesante ha preso in mano lei il timone. A Giuseppe che ha creduto subito in me e nelle mie capacità di autista di ape. A Veruska che come sempre mi rallegra le giornate e mi indica anche ottimi luoghi in cui mangiare. Ad Alessia che mi segue su snapchat e che ha coinvolto Marialucia e Giovanni nel farci conoscere Pietragalla, il loro bellissimo paese. Ad Alessia e Mario che ci hanno accolti a Foggia e ci hanno portato a cena in un magnifico posto. A Elisabetta e Maria Grazia che ci hanno fatto conoscere la bellissima Concattedrale di Troia. A Marika e Diego che anche in una giornata caotica hanno trovato tempo per noi. E ovviamente grazie a voi che ci avete seguito e supportato con le vostre parole e commenti. Ed infine un grazie speciale allo staff di The gira e Generali che per il secondo anno consecutivo hanno reso possibile tutto questo).

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Ora tocca a te – qualche consiglio per uscire dalla tua zona di comfort

Le persone tendono il più possibile a rimanere all’interno della propria zona di comfort (quella zona dove ogni persona agisce senza stati ansia) e difficilmente ne escono perchè al suo interno si vive tranquilli (come succedeva a me nel retro del Calessino). E’ invece molto importante che ogni persona non rimanga in questo stato in maniera costante, altrimenti ogni piccolo cambiamento verrà vissuto come problematico. E’ fondamentale quindi, cercare di espandere la propria zona di comfort, spaziando verso la zona di apprendimento. Per entrare in quest’ultima zona serve coraggio e forza di volontà ma rappresenta anche una favolosa occasione di crescita. Quando dico che viaggiare in maniera autonoma è una scuola di vita lo dico proprio alla luce di queste teorie. Ogni volta che viaggiamo da soli la nostra zona di comfort si espande. E ritorniamo da ogni viaggio più ricchi di quando siamo partiti!

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Come espandere la propria zona di comfort nella vita di tutti i giorni?

C’è un libro della Gamberale che adoro e che si intitola: Per dieci minuti. La protagonista del libro è invitata dalla propria terapeuta a fare ogni giorno, per dieci minuti, qualcosa che non ha mai fatto.

Vi invito a farlo.

Che sia vestirsi in modo diverso oppure rivolgere la parola a quella persona che si incontra sempre al bar o cambiare semplicemente strada per andare al lavoro vedrete che anche questi piccoli cambiamenti porteranno giovamento alla vostra vita.

Provate e tornate a dirmi com’è andata. L’anno prossimo vengo a trovarvi in ape e brindiamo insieme al cambiamento!

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6 commenti

  • Rispondi settembre 19, 2016

    Sara

    Uuuuuuu…. Io lo sto facendo da qualche anno, di lasciare la tranquilla routine quotidiana e affrontare le parti di me che conosco meno ,ma che riconosco più vere e simili a me, mettendomi in gioco…avevi qualche dubbio Eli???? 😉😉

    • Rispondi settembre 19, 2016

      Elisa e Luca

      non avevo dubbi :*
      p.s ci vediamo sabato vero?

      • Rispondi settembre 20, 2016

        Sara

        ovvio che sì!!!!! Ti ho cercata stamattina senza trovarti….so che hai ridimensionato un pò..mi racconterai!!! Sabato in prima linea!
        Poi c’è sempre un appoggio a casa mia!

        • Rispondi settembre 21, 2016

          Elisa e Luca

          ottimo, non vedo l’ora

  • Rispondi settembre 20, 2016

    Cristina

    Brava Elisa!bel post ma soprattutto utili consigli di approfondimento, comprerò il libro della Gamberale 😊

    • Rispondi settembre 21, 2016

      Elisa e Luca

      grazie Cri!

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.