Come visitare Samanà e il Parque Nacional de los Haitises in Repubblica Dominicana

La barca scorre veloce sull’acqua. È mattino e il mare è talmente calmo che le onde sono quasi impercettibili. Sto attraversando la baia di Samaná, che prende nome dall’omonima penisola nella parte nord della Repubblica Dominicana.

parque nacional de los haitises republica dominicana

Cosa visitare in Repubblica Dominicana: il Parque Nacional de Los Haitises

Sono salpato dall’unico molo del porticciolo di Santa Barbara, il capoluogo della provincia, tra il rombo di decine di moto che sfrecciavano in tutte le direzioni (come nel resto dell’isola) e venditori di coco frio. La prua della barca, condotta da due locali, punta verso la mia destinazione, il Parque Nacional de Los Haitises.

parque nacional de los haitises republica dominicana

Man a a mano che ci avviciniamo il mio stupore inizia ad aumentare. La verde costa formata da una fitta vegetazione assume strane forme tanto da sembrarmi una fila interminabile di giganteschi broccoli.

Dopo circa mezz’ora di navigazione arriviamo finalmente al Parque de Los Haitises presso La Pesquera, un minuscolo villaggio di pescatori costituito solamente da un paio di capanne colorate davanti alle quali alcuni uomini stanno riordinando le reti da pesca e ci salutano con un gran sorriso.

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Procedendo oltre ci infiliamo con la barca in una delle numerose grotte che caratterizzano il parco nazionale. Uno dei due ragazzi della barca mi chiede se ho voglia di fare un tuffo. Naturalmente non fa in tempo a terminare la frase che sono già dentro l’acqua (fredda ma non troppo), felice di farmi trasportare dalla corrente.

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Visitiamo gran parte delle piccole insenature della costa che formano piccole calette, alcune delle quali sono state utilizzate come set di un’edizione de “L’isola dei famosi” e del blockbuster “I Pirati dei Caraibi”. Sulle spiagge deserte non si vede nessun segno che richiami la presenza dell’uomo e questo fa sì che il paesaggio sia rimasto praticamente inalterato dall’epoca pre coloniale. Dopo un po’ mi aspetto veramente di veder spuntare Jack Sparrow e compagnia bella da dietro una palma o uno scoglio.

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Nella nostra esplorazione però non siamo soli perché pellicani, avvoltoi e numerosi altri uccelli volano sulle nostre teste come silenziosi guardiani del parco. Ad un certo punto la vegetazione cambia e si tramuta in un bosco di mangrovie. Approdiamo ad un molo recentemente ricostruito dall’Ente del turismo per visitare a piedi una grotta nascosta dalla vegetazione.

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Al suo interno pitture rupestri raccontano la vita quotidiana delle popolazioni pre coloniali che vivevano in queste zone e che utilizzavano queste grandi cavità rocciose come rifugio. È necessario procedere all’interno con una torcia perché non essendoci illuminazione artificiale il pavimento risulta un poco accidentato e soprattutto per vedere le pitture, quasi totalmente al buio.

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È terminato il tempo a disposizione e facciamo ritorno a Santa Barbara, sfrecciando sul mare che più blu di così è difficile da immaginare.

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Come visitare Samanà, info utili

Per visitare il Parque Nacional de Los Haitises in barca è possibile farlo in due modi:

con una barca comune al prezzo di circa 70 € per passeggero con pranzo incluso

con una piccola barca privata da 5/6 posti al costo complessivo di circa 200 € (pranzo escluso) come ho fatto io

In entrambi i casi si può andare direttamente al molo del porto di Santa Barbara di Samaná e cercare una barca disponibile. Sicuramente saranno gli stessi marinai che verranno a cercavi per proporvi la gita, a volte lo fanno affiancandovi in moto mentre siete ancora nella vostra auto.

È bene fare una piccola contrattazione per il prezzo del noleggio della barca privata, come in tutto il resto della permanenza sull’isola della Repubblica Dominicana in caso di acquisti, perché molto probabilmente vi verrà proposto un prezzo più alto.

È consigliabile compiere l’escursione di mattina perché nel pomeriggio il mare tende ad ingrossarsi e la navigazione può risultare un po “agitata”.

Altra accortezza per facilitare i pagamenti e non cadere nell’inganno di prezzi “gonfiati” è quello di non pagare in euro o in dollari ma in pesos dominicani. Questo vale qui come nel resto dell’isola.

Ora siete pronti per la visitare Samanà un vero angolo di paradiso, ve lo assicuro!

 

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6 commenti

  • Rispondi maggio 11, 2015

    goodnightandtravelwell

    Un posto da isola del tesoro con broccoli all’orizzonte 🙂 Che spettacolo il bosco di mangrovie!

    • Rispondi maggio 12, 2015

      Elisa e Luca

      grazie!

  • Rispondi settembre 17, 2015

    Rosario

    Conosco benissimo la Repubblica Dominicana ma confesso il mio peccato non sono mai stato qui ed è favoloso come tutta l’isola grazie!!!

    • Rispondi settembre 17, 2015

      Elisa e Luca

      È una zona dell’isola davvero imperdibile, e quindi un buon motivo per tornare, no? 🙂

  • Rispondi febbraio 17, 2017

    Arianna

    Io ci sono stata ……..la penisola di Samanà è davvero incantevole!!! Ho visto anche la zona sud….Bayahibe per intenderci, e il paesaggio è davvero completamente diverso! Samanà vince a mani basse per la natura rigogliosa e incontaminata…….la vegetazione tropicale che ti spacca gli occhi da quanto è verde e morbida
    Occhio solo ai maledetti mosquitos che mi hanno quasi sbranata viva!
    Ho come obbiettivo tornare in Repubblica Dominicana per la terza volta……..mi manca Punta Cana 😉

    • Rispondi febbraio 19, 2017

      Elisa e Luca

      Cara Arianna anche io, Luca, ho il tuo stesso obiettivo: tornare in Repubblica Dominicana e questa volta portarci Elisa e Manina. E’ veramente una terra stupenda,, non è vero?

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.