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Blog di viaggi di Elisa & Luca - Miprendoemiportovia

Eccoci giunti ad uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il Bilbolbul – Festival Internazionale del Fumetto a Bologna. L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata dalla tormenta di neve che si è abbattuta su tutto il nord e in particolar modo sul capoluogo emiliano, ma che fortunatamente non ha inciso sull’affluenza dei visitatori e degli addetti ai lavori.

Sala Borsa

Arriviamo di corsa in centro, presso la libreria Coop Zanichelli, per assistere all’incontro con Makkox, uno dei migliori disegnatori di satira politica in Italia, per la presentazione della sua ultima fatica “The Full Monti”. Purtroppo dopo un quarto d’ora di attesa ci comunicano che l’autore è malato e che non può presenziare.

Ci rituffiamo sotto i portici, con la neve che timidamente inizia a scendere, in direzione Sala Borsa, quartier generale del festival, dove ritiriamo i nostri accrediti, facciamo spesa di fumetti e buttiamo uno sguardo su alcuni fumettisti protagonisti delle varie mostre in azione al “banco dediche”. La fila più lunga è quella costituita dai fan di Vittorio Giardino.

vittorio giardino

Vittorio Giardino

Vittorio Giardino, autore bolognese affermato in tutto il mondo e in attività da una trentina d’anni, è il protagonista di questa settima edizione. A lui è dedicata la mostra allestita al Museo Civico Archeologico (22Feb/1Apr), nella quale ci siamo letteralmente persi tra le tavole dei suoi personaggi, dall’antieroe noir Sam Pezzo alla spia europea Max Fridman.

Usciamo commentando la bellezza della mostra che mette perfettamente in luce l’evoluzione nel corso della sua carriera del tratto dell’artista, quando rimaniamo senza parole alla vista di Piazza Maggiore completamente imbiancata da fiocchi di neve impressionanti per dimensioni.

Bologna sotto la neve

Per sfuggire alla tormenta e alla fame ci rifugiamo al Bolpetta, simpaticissimo ristorante in via Santo Stefano 6, in cui si servono quasi esclusivamente polpette.

Bolpetta

Bolpetta

E’ venuta l’ora di dirigerci verso la mostra che più ci interessava nel programma del festival: Oltremai di Lorenzo Mattotti (22Feb/7Apr). Forse è impossibile descrivere a parole le sensazioni che si provano quando si entra nella sala sotterranea della Pinacoteca Nazionale e ci si trova di fronte alle 50 tavole originali ed inedite dell’autore. Abituati ai suoi lavori che colpiscono per i colori vivi, qui a farla da padroni sono il bianco della carta e il nero della china stesa ad ampie pennellate “…stavolta ho cominciato a creare immagini narrative evocandole sul momento. […] Tutto doveva essere contenuto, svolgersi in quell’unica tavola e possedere abbastanza forza da stimolare l’immaginazione di chi l’avrebbe guardata” spiega Mattotti nelle note. Un consiglio: non lasciatevela scappare.

Mattotti

A pochi passi dalla Pinacoteca c’è l’Accademia di Belle Arti dove sono esposti i lavori di una trentina di giovani artisti diplomati, distinti per il loro talento e per i risultati ottenuti.

Presso la Libreria delle Moline incontriamo Silvia Rocchi autrice del suggestivo Ci sono notti che non accadono mai – Canto a fumetti per Alda Merini edito da Becco Giallo.

Silvia Rocchi

La neve non molla e a fatica riusciamo a raggiungere la prossima tappa e cioè il Camera a Sud. Tra studenti immersi nei loro libri, giovani coppiette con cani, turisti giapponesi intendi a disegnare sulle loro moleskine riusciamo a trovare un angolo di tavolo dove bere un tè e un bicchiere di vino bianco ed ammirare le tavole originali di Laura Scarpa e del suo libro/blog Caffè a Colazione.

Laura Scarpa

L’ultimo appuntamento della giornata è al Cinema Lumière dove per la rassegna I film della mia vita presentata da Gianluca Farinelli ed Emilio Varrà, Lorenzo Mattotti racconta i film ed i registi che più hanno influenzato la sua produzione artistica.

Fuori è scesa la notte e la neve continua a scendere.

Arrivederci al prossimo anno BilBolBul.

BilBOlbul 2013 - Teaser

Ciao siamo Elisa e Luca, due viaggiatori incalliti che hanno fatto della loro vita un viaggio senza fine. Ci siamo entrambi licenziati da un lavoro che ci piaceva ma che non ci permetteva di vivere la vita che volevamo. Abbiamo un cuore rock’n’roll che batte all’unisono e un’anima gipsy. Il nostro motto? I sogni nel cassetto fanno la muffa, quindi tiriamoli fuori che la vita è lì che ci aspetta!

Comments:

  • 4 Marzo 2013

    ci vediamo anche prima spero, magari arrivo io da voi 🙂 Francesca

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