Se vuoi visitare il Chianti non essere astemio

Se vuoi visitare il Chianti non essere astemio.

Anzi, se vuoi visitare il Chianti, vieni con un amico astemio cui piaccia guidare. Pensando a questa frase ho davanti le facce di chi sarebbe in auto con me, che non ama il vino ma le stradine sinuose ben asfaltate. Glielo devo proporre. Perché non l’ho ancora fatto?

Io ci sono andata con mia sorella Linda, che astemia non è, quindi abbiamo contattato un’agenzia locale, il Chianti-Live, per farci portare in giro. Scartata l’ipotesi Ape Calessino causa tempo inclemente e anche la visita qualche borgo, per lo stesso motivo, ci siamo concentrate sul vino. La scelta è enorme quindi, se non conoscete le cantine, non abbiate timore a chiedere la differenza. Noi ne abbiamo scelte due, una piccolina e una gigante, per valutarne la differenza.

Si vede, si vede molto bene.

Credo che mia sorella sia d’accordo con me nel ritenere la più piccina che abbiamo visitato più interessante, se non altro per una questione di … come dire? Autenticità? Non saprei esattamente perché è innegabile la professionalità che abbiamo incontrato nell’altra.

Ecco, forse è stato quello.

Il Cecione è un’attività indipendente con una storia che parte dalla fine del XIX secolo e passa attraverso tutte le tappe e gli stadi evolutivi dell’agricoltura italiana fino ai giorni nostri. Non vi racconterò io la storia perché l’attuale proprietario ve la racconterà molto meglio. Ascoltandola si ha come l’impressione che il vino viva in simbiosi con questa famiglia, risultando unico, come loro. Forse è per questo che ci è piaciuto di più.

vini chianti

Il Castello d’Albola è invece perfetto per vedere come funziona la produzione di vino su vasta scala. Un capolavoro architettonico improntato al risparmio energetico e alla fusione della cantina nel territorio circostante. Alioscia (non Karamazov – ho chiesto) è un conoscitore esperto e non c’è domanda alla quale non possa rispondere. Vale la visita e la compagnia.

Scorci di settembre da Castello di #Albola in un venerdì pre-#vendemmia2016. #ZONIN1821 #wine #winelover #wineislove

Una foto pubblicata da Zonin 1821 (@zonin1821) in data:

Poi, dire quali fossero effettivamente i vini più buoni, sarebbe un tranello. La cosa più divertente delle visite alle cantine è sicuramente la degustazione. Io la prendo come tale, poco seriamente, non avendo nessuna reale conoscenza a riguardo se non il mio gusto personale. E questo io consiglio a tutti quelli che vogliono visitare una cantina senza nessun background da enologo. Come tutte le cose ci sono quelle che ci piacciono e quelle che non ci piacciono: non è in una seduta che sentirete tutti gli aromi (anche se ve li dicono, anche se sono scritti sull’etichetta), i profumi, i gusti che un enologo ha imparato a riconoscere e affinato negli anni. Interessante è partire con un po’ di base: allora prima potreste fare un salto alla Casa del Chianti Classico, dove un percorso interattivo vi guida attraverso le varie fasi della degustazione, colore, profumo, sapore.

Per concludere, riporto una frase che ho appuntato durante le visite e che racchiude la mia filosofia sul vino “ogni vino, se senza difetti, è buono per qualcosa”. Sono certa che l’oratore intendesse dire qualcosa di molto piu pratico, ma per qualche oscuro motivo, a me ha fatto tornare alla mente uno storpiato quinto carme di Catullo “Bibemus, mea Lesbia, atque amemus”

ti è piaciuto quello che hai letto?

Condividilo

Ricevi i nostri racconti via email

* = campo richiesto!

Cosa ne pensi? Lascia un commento

E' nata qualche anno fa, in un bel giorno di giugno, all’orario giusto per un Martini dry. Premonizione? La prima volta che ha guardato dal finestrino di un aereo le è parso di aver sempre guardato le luci della città dall’alto. Dejà vu … o premonizione. (O manie di grandezza?) Viaggia per lavoro e per piacere, per mangiare e per amore.