La mia Lovanio: tra tappeti di fiori e pranzi a base di cavallette

Le Fiandre sono come la borsa magica di Mary Poppins: una scoperta senza fine.

Anversa, Gent e Bruges sono i suoi gioielli più belli e preziosi, nessuno lo mette in dubbio. Chi spende una settimana nelle Fiandre difficilmente esce da questo meraviglioso percorso, forse concedendosi al massimo un giorno per visitare velocemente le principali attrazioni di Bruxelles. Io della regione settentrionale del Belgio me ne sono perdutamente innamorato tanto da suscitare la gelosia di mia moglie, che non si dà pace cercando di comprendere come io possa andarci praticamente tutti gli anni da 6 anni a questa parte. Le mie passioni per la birra artigianale e per i luoghi insoliti mi hanno portato di viaggio in viaggio a scoprire paesi lontani dal turismo di massa, nei quali è possibile forse respirare l’atmosfera più autentica delle Fiandre. Di Mechelen ve ne ho già raccontato l’anno scorso, oggi è il turno di Lovanio.

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Illustrazione di www.dilloconunfumetto.it

Come consumare le scarpe tra le vie di Lovanio in 24h

Lovanio (o Leuven in fiammingo) si trova a soli dieci minuti di treno da Bruxelles, il che la rende perfetta anche per una visita in giornata per chi soggiorna nella capitale.

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Posati i bagagli in hotel, il fighissimo (lo so non si dovrebbe dire ma così è!) Penta Hotel Leuven, schizzo subito in centro perché mi attende il primo appuntamento: un beer tasting presso il birrificio Domus. Questa la scena: io, praticamente a digiuno dal mattino data la mancanza di tempo per pranzare durante il viaggio, seduto al mio tavolo con “l’assaggio” di birre composto da 3 boccali ai quali si è aggiunto un quarto perché-non-potevo-assolutamente-perdermi-quella-stagionale.

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A metà tasting uno dei camerieri mi porta a visitare il birrificio, ora sotto ristrutturazione. Il Domus è un brew pub, ovvero produce nel suo impianto la birra che si consuma all’interno del locale. Essendo un grande amante e un buon conoscitore delle birre belghe devo ammettere che quelle del Domus non mi colpiscono particolarmente, forse per mancanza di un po’ di “carattere”, ma che comunque raggiungono pienamente la sufficienza.

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Dopo quattro birre e un cesto di salatini esco dal locale in modalità “tre metri sopra il cielo”. Il tempo di capire dove sono e mi ritrovo in Grote Markt, la piazza principale di Lovanio. Come in tutte le città delle Fiandre è davvero uno spettacolo: lo Standhuis, l’edificio in stile gotico che ospita il municipio, si erge nel cuore del centro storico lasciandomi senza parole.

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Un po’ per le birre e un po’ perché l’ufficio turistico è già chiuso (sono le 17:2o!) decido di girovagare senza una meta precisa per Lovanio, con la voglia di lasciarmi conquistare da questa piccola città, sconosciuta alla gran parte delle persone che conosco.

I dehor delle numerose brasserie presenti nel centro, l’architettura tipicamente fiamminga dei palazzi e l’atmosfera rilassata che si respira tra le sue vie rendono la mia passeggiata davvero piacevole. Ancor più quando mi imbatto in una splendida fumetteria e in un paio di negozi di dischi davvero notevoli (Sax e Bilbo) nei quali mi perdo letteralmente (non per le loro dimensioni ma per la qualità della musica) per non so quanto tempo fino a quando il proprietario non mi dice “Eh-ehm, scusa ma sto chiudendo”.

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Alle 19:30 mi attende la cena presso il De Klimop, un ristorante davvero molto carino a due passi dalla stazione: super!

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Dopo cena ho ancora voglia di camminare, quindi mi dirigo verso il centro nevralgico della movida di Lovanio: l’Oude Markt. So già che starete sorridendo pensando “Ma che divertimento vuoi che ci sia in un paese come Lovanio da addirittura utilizzare la parola movida?”. Ok, ve lo concedo, probabilmente anche io avrei pensato la stessa cosa, se non l’avessi vista. In verità in pochi sanno che nell’Oude markt di Lovanio si trova il bar più lungo d’Europa: questo perché tutta la piazza è un susseguirsi senza interruzioni di ristoranti, brasserie e locali notturni.

Lovanio: future is more

Al mattino seguente mi incammino verso l’ufficio turistico passando attraverso la Grote Markt e scopro che alcuni addetti stanno preparando un tappeto di fiori che occupa gran parte della piazza, come quello più celebre di Bruxelles. Essendo le 10 del mattino e dovendo partire nel primo pomeriggio, maledico la sfortuna di non poter ammirare il risultato finito.

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Presso l’info point scopro che al prezzo di 2 euro si può acquistare un utile davvero ben fatto cofanetto che propone quattro diversi itinerari nella città, con tanto di distanza e tempo di percorrenza.

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Visto il tempo a disposizione e la voglia di camminare decido di optare per il primo: Smart City – Discover the past and present of the centuries-old University – 5 km +/- 2h.

Partendo dalla Grote Markt, inizio la mia scarpinata. Le 21 tappe del percorso Smart City mi portano dentro e fuori dal centro storico facendomi scoprire angoli della città nei quali forse mai mi sarei avventurato. Due sono quelle che più delle altre mi hanno colpito: il Kruidtuin, il giardino botanico più antico del Belgio e il Groot Begijnhof, l’immenso quartiere del beghinaggio di Lovanio, forse il più bello che abbia mai visitato.

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Kruidtuin

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Groot Begijnhof

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Groot Begijnhof

Terminato il pranzo presso l’M-Cafè, il bar ristorante del Museum M, dove scopro solo a fine pasto di aver ordinato un ottimo hamburger condito con cavallette caramellate (sì avete letto bene, cavallette!!!!), decido prima di andare in stazione e partire per Bruxelles di dare un’occhiata a che punto è l’allestimento del tappeto di fiori.

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Rimango allibito quando scopro dopo nemmeno 4 ore stanno posando gli ultimi fiori. Dalla mia posizione fatico a leggere tutte le scritte presenti nella decorazione, ma una mi colpisce letteralmente al cuore: FUTURE IS MORE.

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Pensando ai terribili attentati che solo qualche mese fa hanno colpito Bruxelles leggere queste parole, che io ho inteso come il futuro è più della paura, è più del terrore, è più della violenza, è qualcosa che mi emoziona ancora oggi mentre scrivo queste righe.

Come saprete stupirmi la prossima volta Fiandre?

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5 commenti

  • Rispondi ottobre 18, 2016

    Alessio

    Fa piacere sapere di non essere l’unico a fare tutti gli anni una scappata nelle Fiandre pure se parenti e amici non riescono proprio a capire perché…ma che ne sanno.
    Lovanio merita proprio, io un po’ di chicche nascoste le ho scoperte invece grazie all’itinerario proposto dalle guide gratuite use-it.

    • Rispondi ottobre 18, 2016

      Elisa e Luca

      uhhh che bello. Dai dicci le tue chicche da non perdere!

      • Rispondi ottobre 19, 2016

        Alessio

        Be’, per esempio vedo dal tuo articolo che la zona a nord del centro non l’hai girata molto; il Groot Begijnhof è eccezionale, ma dietro alla chiesa di Sint Geertrui, intorno alla quale tra l’altro ci sono bei palazzi antichi appartenenti all’università, giardinetti e ponticelli sul fiume, c’è anche un piccolo e delizioso Klein Begijnhof tutto bianco. Poi lì vicino, dove due bracci del fiume si incontrano c’è la statua di un tizio che noi malati di wanderlust dovremmo venerare: Gerhard Kremer. Il nome non dice nulla, ma è nient’altro che Mercatore, il grande cartografo, che ha studiato e lavorato a Lovanio.
        Poco oltre invece c’è un bacino di carenaggio con il paesaggio industriale dei vecchi silos e palazzi della Stella Artois, la cui fabbrica sta poco più in là; certo non è pittoresco e la SA non è una birra artigianale, però è uno dei simboli della città e poi il paesaggio è piuttosto affascinante; tra l’altro lì dietro c’è la birreria De Hoorn, dove è stata prodotta la SA per la prima volta. Proprio da non perdere poi, direi la biblioteca universitaria.
        Leuven è stata proprio una scoperta, si si ^^

        P.S Anche io ho adorato il Kruidtuin, che se non ti ci manda qualcuno penso sia impossibile da scoprire.

  • Rispondi ottobre 23, 2016

    Ernesto

    Grande Luca.
    Bel modo leggero e scanzonato di far conoscere “l’altra Europa”, quella meno conosciuta e blasonata.
    Bello, bravo, bis!

    • Rispondi ottobre 25, 2016

      Elisa e Luca

      Grazie mille Ernesto! Dai che prima o poi anche Giano finirà nelle mie illustrazioni… 😉

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.