La mia fuga da casa per il Festival del Fumetto di Bruxelles

La reazione di Elisa quando è arrivato l’invito di Turismo Fiandre qualche settimana fa è stata: “Ancora in Belgio??? Ma quante volte ci sei stato?”. La verità? Tante. Questa è la quinta in sette anni, la quarta in poco più di un anno. Troppe? Assolutamente no. Questa volta l’irresistibile canto delle sirene è stato il Festival del Fumetto di Bruxelles, il principale evento legato al mondo del fumetto in Belgio.

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Forse alcuni di voi ignorano l’importanza del Belgio nella storia del fumetto mondiale. Avete presente quegli ometti blu piccolini col cappello e i pantaloni bianchi che vivono in case a forma di fungo? Bravi, i Puffi! Bene, sono belgi. Il cowboy a fumetti più famoso che ci sia? No, non Tex, più famoso. Lucky Luke! Belga pure lui. E quel ragazzino dal ciuffo all’insù che gira il mondo in roccambolesche avventure? Tin Tin! Belga. Potete allora immaginare il ruolo che abbia la nona arte nella cultura belga, tant’è che ad essa sono dedicati numerosi musei, sculture, murales e librerie disseminati in tutta la capitale. Persino in aeroporto campeggia maestoso il razzo di una delle più spettacolari avventure di Tin Tin!

Potevo quindi rinunciare?

Dopo una sosta di un giorno per scoprire la città di Lovanio, di cui vi racconterò prossimamente, sono arrivato a Bruxelles il sabato, ovvero il secondo giorno del festival, che si è svolto il 2, 3 e 4 settembre.

Festival del Fumetto di Bruxelles: eccomi!

Il Festival del Fumetto di Bruxelles si svolge all’interno del bel Brussels Park, a pochi minuti a piedi dalla stazione centrale. Il suo ingresso è gratuito per tutte e tre le giornate e richiama la bellezza di 100.000 visitatori ogni anno.

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Appena varcata la soglia del primo capannone la prima impressione è stata quella di un festival dal mood davvero rilassato, ben diverso a quanto visto in altre situazioni simili, tipo il caos oceanico di Lucca Comics.

Camminando tra gli stand delle case editrici ho ammirato i fumettisti intenti a realizzare dediche per lunghe (ma mai troppo) file di fan, sbirciato tra le bancarelle alla ricerca di qualche chicca e osservato le tavole originali esposte (straordinarie quelle dello stand cinese). Avrei voluto anche ascoltare varie interviste ma la lingua (erano in francese) me lo ha reso impossibile.

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All’esterno, nel verde del parco, erano parcheggiati vari food truck che costituivano il punto ristoro della festa.

In verità il vero spettacolo è stato il pubblico e il suo entusiasmo. Poco importa l’età quando ami veramente qualcosa.

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Il Museo del Fumetto di Bruxelles

Domenica mattina ho voluto far visita all’imperdibile Musée de la Bande Dessinée (Museo del Fumetto). C’ero andato la prima volta che ero stato in Belgio, nel 2010, e mi è sembrato giusto tornare per vedere le novità.

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Quando ho fatto visita alla zona dedicata ai Puffi ho scritto un tweet che risponde forse alla domanda di Elisa:

”Tornare al Museo del Fumetto di Bruxelles è come tornare a casa per incontrare vecchi amici”.

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I tre piani dello splendido edificio liberty che ospita il museo sono una vera goduria. Si parte dalle origini del mondo dell’illustrazione, passando poi alla sezione sulle varie fasi di creazione di un fumetto e i principali generi. Il secondo piano, quello dedicato ai grandi classici del fumetto belga, era quasi totalmente in allestimento ad esclusione della parte dedicata ai Puffi.

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Poco male, questo inconveniente mi ha fatto concentrare maggiormente sul terzo livello, quello delle mostre temporanee. Ed è proprio lì che ho scoperto due autori che prossimamente approfondirò perché mi hanno letteralmente stregato: Davodeau e Frank Pé.

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Al pian terreno si trova la libreria shop, un vero e proprio paradiso in Terra. Per fortuna i libri presenti sono tutti in francese e fiammingo sennò mi sarei economicamente rovinato!

L’esercito colorato del Festival del Fumetto di Bruxelles: Ballon’s Day Parade

Dopo un veloce pranzo da Pistolet, un locale specializzato in panini davvero mooolto carino, mi sono letteralmente catapultato nuovamente al Brussels Park perché alle ore 14 era in programma uno degli eventi clou del Festival del Fumetto di Bruxelles: la Ballon’s Day Parade.

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In Place des Palais, a fianco del parco, una mezza dozzina di gonfiabili ritraenti celebri personaggi dei fumetti, un numero imprecisato di marching band armati di trombe, clarinetti, tube e altro ancora, un commando di soldati usciti fuori da Guerre Stellari e capitanati da Darth Vader (che a vederli girare per strada fan paura davvero) hanno fatto letteralmente impazzire di gioia i numerosi presenti.

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La cosa bella è stato vedere il divertimento sui visi tanto dei più piccoli quanto degli adulti. Sono stai infatti proprio questi ultimi ad aver tenuto le corde dei pupazzi gonfiabili una volta iniziata la parata, che ha invaso le strade della città.

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Dopo i terribili fatti che pochi mesi fa hanno colpito Bruxelles vedere questo esercito colorato e sorridente è stata davvero un’iniezione di coraggio e fiducia e a guardare questo spettacolo mi è tonata in mente la frase che un paio di giorni prima avevo letto sul tappeto di fiori di Grote Markt di Lovanio: Future is more.

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Ciao Bruxelles, alla prossima!

 

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1 commento

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.