In barca a vela con Omero per chi ha fame di libertà

Ci sono persone che ci sembra di conoscere da sempre. Basta un caffè, due chiacchiere e abbiamo come l’impressione di essere vecchi amici che si ritrovano dopo tanto tempo, con un sacco di cose da raccontarsi.

Il fatto che gli incontri con queste persone siano rari li rende davvero speciali.

Un evento del genere ci è capitato qualche settimana fa quando, accettato l’invito per un weekend in barca a vela, sulla banchina del porto di Marina di Carrara abbiamo incontrato Omero e Sara. Sapevamo che sarebbe stata un’esperienza particolare e quindi non ci siamo presentati a mani vuote, proprio come si usa fare quando si va a far visita ad amici, anche se camminare tenendo una bottiglia di prosecco in mano alle 8 del mattino può essere abbastanza ridicolo.

Weekend in barca a vela in Liguria

Prima di salire sulla Freya, la barca di Omero, e di partire per il nostro weekend in barca a vela, ci siamo seduti al tavolino di un bar nei pressi del porto per far colazione e il comandante e la sua vice ci hanno raccontato, davanti a caffè e cornetto, com’è la vita in barca e soprattutto il comportamento dei clienti in una situazione così differente dalla vita di tutti i giorni, in special modo durante le traversate oceaniche.

Omero, da buon lupo di mare, sembrava il classico marinaio dai modi un po’ burberi. Ma dopo poco ci siamo resi conto che, come ammesso da lui stesso, è il ruolo del comandante che esige un determinato atteggiamento per mantenere la disciplina, aspetto assolutamente necessario per la convivenza (e la sicurezza) in barca. Sara, sua vice e assistente, è davvero di una dolcezza infinita, di quelle persone che trasudano passione da ogni poro della loro pelle.

Saliti a bordo della Freya, dopo che Sara ci ha fatto fare una gita alla scoperta della barca, della sua collezione di libri sul mare e un breve corso su come comportarsi a bordo, siamo salpati per il nostro weekend in barca a vela in direzione Cinque Terre.

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Purtroppo l’assenza praticamente totale di vento ci ha costretto alla navigazione a motore, ma poco male perché il mare calmo come l’olio e soprattutto il cielo limpido ci hanno fatto ammirare lo splendore della costa ligure di levante e quei gioielli che sono le Cinque Terre, ancor più belle viste dal mare.

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Durante la navigazione non mi sarei mai stancato di sentire i racconti di mare di Omero, che con il suo modo di parlare focoso di uomo di pianura rende tutto davvero divertente e coinvolgente.

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Uomo di pianura? Sì proprio così.

Come ci aveva raccontato nell’intervista Omero è nato a Moglia, un piccolo paese della bassa mantovana e ha vissuto a Carpi (il mio paese natale) dagli otto anni fino a quando ha preso la decisione di prendere il mare, una trentina si anni fa.

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Per Sara la stessa cosa. Nata in una città senza mare come Arezzo ha girato il mondo per lavoro, da Barcellona a New York, fino a quando la sua prima vacanza in barca a vela le è stata “fatale”.

Questa cosa mi ha fatto un sacco riflettere: due persone che non avevano nessun collegamento con il mare ad un certo momento della loro vita ne hanno sentito l’irresistibile richiamo. Se all’inizio può sembrare strano in verità forse è proprio chi è cresciuto lontano da un determinato ambiente che riesce a cogliere appieno la sua bellezza, il suo valore.

Arrivati al golfo di Monterosso abbiamo deciso di fermarci per pranzare.

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Omero, svestito dei panni del comandante, ha indossato quelli di cuoco (la cucina è affar suo!) e ci ha preparato un pranzo fatto di insalatone, formaggio, focaccia e salame. Un pasto tanto semplice quanto gustoso condito con tante chiacchiere e soprattutto tante risate.

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Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto Portovenere, di cui non vi descrivo la bellezza perché davvero cosa superflua e scontata.

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Calato il tender in acqua ci siamo diretti verso il porticciolo per fare due passi, comprare un po’ di focaccia per merenda e goderci un aperitivo nel baretto di fiducia di Omero e Sara, che si è protratto fino a quando non ci siamo alzati felici e un po’ ubriachelli di spritz e mojito.

Tornati a bordo Omero ha iniziato a preparare uno dei suoi piatti forti: gli spaghetti alle bottarga alla Omero. La pioggia ha iniziato a scendere e ha creato un’atmosfera davvero intima. Tra vino, “scarpette” col pane per raschiare il sugo dal fondo della pentola (il che vi fa capire quanto fosse buona la pasta) e racconti sentimentali sulle corrispettive vite la serata è scivolata via in un baleno. Il rumore della pioggia e il dondolio della barca ci hanno cullati nel mondo dei sogni in men che non si dica.

Il mattino seguente dopo colazione abbiamo compiuto una crociera all’interno del Golfo dei Poeti.

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Nel corso della mattinata il vento è aumentato d’intensità e ha permesso ad Omero di spiegare le vele, facendoci così assaporare la bellezza di questo genere di navigazione.

Arrivati a Le Grazie dopo aver soccorso un gommone con a bordo un signore anziano, un bambino e un cane (sì, lo so, sembra una scena da romanzo), un pranzo a base di melanzane grigliate e formaggio ci siamo concessi un po’ di ozio al sole prima di puntare la prua della nave verso Marina di Carrara.

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Ritornati in porto, dopo saluti e abbracci, siamo sbarcati dalla Freya e siamo saliti sulla nostra malconcia Multipla. Durante tutto il viaggio di ritorno lungo l’autostrada La Spezia / Parma non abbiamo fatto altro che pensare e parlare dei nostri nuovi “vecchi” amici, altre due persone che come noi hanno deciso di seguire la felicità attraverso un percorso difficile, a volte non compreso perché troppo diverso dalla “normalità”.

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Probabilmente è per questo che fin dal primo momento io ed Elisa abbiamo sentito un senso di affinità tra noi e Omero e Sara: avevamo tutti negli occhi una gran fame di libertà.

I weekend in barca a vela con Omero saranno disponibili fino all’11 giugno poi il team della  Freya  si trasferirà in Sardegna e Corsica per esperienze di una settimana. Trovate tutte le informazioni sul sito www.omeromorettivela.it

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.