Padova, sotto il cielo stellato di Giotto alla Cappella degli Scrovegni

Da quando vidi sul libro di storia dell’arte delle medie le fotografie della Cappella degli Scrovegni, ho sognato di avere un soffitto trapuntato di stelle nella mia stanza per potermi perdere in quell’azzurro così intenso.

Cappella di Giotto Padova

La storia racconta che la Cappella degli Scrovegni fu consacrata alla Vergine ad espiazione delle colpe dell’usuraio Reginaldo degli Scrovegni, collocato da Dante nell’Inferno e riconoscibile perché indossava un sacco bianco con su dipinta una scrofa azzurra ovvero lo stemma familiare.

Giotto, chiamato ad affrescare nel 1303 la Cappella padovana, porta a compimento uno dei cicli più importanti della storia della pittura italiana mescolando alle innovazioni tecniche il fine didascalico dell’arte del Trecento: il susseguirsi degli affreschi che raccontano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento culmina nel Giudizio universale che spinge il visitatore verso il fine cristiano del suo percorso terreno, l’agire retto che conduce alla salvezza della sua anima.

Il racconto visivo della Cappella degli Scrovegni rimanda agli episodi della vita di Maria e di Gesù, tra cui l’Annunciazione, il Battesimo, la Crocifissione, l’Ascesa al cielo che si allineano, come i fotogrammi di una pellicola, in tre fasce narrative.

Il livello inferiore è un susseguirsi di finti marmi e raffigurazioni delle Virtù e dei contrapposti Vizi. 

Cappella Giotto Padova

che confluiscono nelle schiere dei beati o dei dannati del Giudizio Universale dove è possibile vedere l’orrore dei corpi dei dannati straziati dai diavoli come era ricorrente nel pensiero medievale, il committente dell’opera (un’innovazione di Giotto) inginocchiato nell’atto di donare la chiesa alla Madonna, l’autoritratto del pittore con il cappello giallo tra le schiere dei meritevoli.

cappella giotto padova

Sebbene siamo lontani dalla potenza dei corpi di Michelangelo nel Giudizio Universale della cappella Sistina, i personaggi di Giotto provocano una profonda fascinazione perché sono rappresentati nella loro concretezza ed umanità: Gioacchino ed Anna si baciano quando si incontrano, le donne hanno il volto rigato dalle lacrime nell’episodio dell’uccisione dei bambini da parte dei soldati di Erode, tutte raffigurazioni assenti nella pittura medievale, molto più ieratica, che ci fanno sentire la rivoluzione portata da questo pittore come già Dante l’aveva intravista «Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura».

Informazioni

Vi consiglio di prenotare la visita della Cappella degli Scrovegni online per evitare code ed esaurimento dei biglietti a questo link. Organizzatevi per lasciare al guardaroba borse e zaini, ritirate i biglietti almeno 45 minuti prima l’inizio della visita perché gli orari sono rispettati in modo molto scrupoloso.

Incluso nel costo del biglietto è previsto l’ingresso ai Musei Civici con dipinti e sculture di Giotto, Giorgione, Canova ed autori della scuola veneta.

Per maggiori informazioni questo www.cappelladegliscrovegni.it è il sito ufficiale.

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1 commento

  • Rispondi agosto 25, 2016

    daniel reuther

    bella questa cappella!

classe 1982, per lei viaggiare è ascoltare la storia che i luoghi e le persone vogliono raccontarti e trovare immagini e parole per trasferire agli altri le emozioni che l’esperienza ha regalato. Pianifica ogni viaggio con la stessa premura con cui lavora salvo poi dimenticare gli appunti e le mappe da qualche parte e girovagare spinta dalla curiosità.