Treviso in un bicchiere ovvero dove bere bene a Treviso

Un bicchiere… ho perso il conto. In Veneto i bicchieri non si contano, come le tigelle a Modena.

Dove bere (bene) a Treviso

A Treviso ho obbligato due autoctoni emigrati a farmi da guida. Turistica? Macché, conosco bene le mie guide. Mi hanno accompagnata nella Treviso da bere, che da bere lo è molto più di Milano, ad essere onesti. Se dovessi riportare tutti i singoli step del giro che abbiamo fatto ci metterei ore, quindi ve ne segnalo due, poi lo so che dove ti giri a Treviso si può bere bene, ma due li voglio segnalare.

dove bere a Treviso

L’unica vera osteria rimasta a Treviso

Sento già qualche contestazione levarsi, ma Muscoli’s è, a detta stessa del proprietario, l’unica vera osteria rimasta a Treviso.

Che sia vero?

Ho accolto questa affermazione con un po’ di riserva, poi ho dovuto ammettere che aveva ragione. In effetti, dentro Muscoli’s permane quell’atmosfera calda ed accogliente da osteria che in altri posti che ho visitato è andata perdendosi, diventando talvolta ristorante o sfumando in semplice bar.

Credo che la differenza la faccia il fatto che nonostante Muscoli’s sia costantemente pieno, non si perda il contatto con chi ci lavora, cosa che mi è stata impossibile in tutti gli altri posti visitati. Osteria è anche questo, secondo me.

L’oste ha ancora del peso nell’atmosfera generale e da Muscoli’s lo trovi ancora e non diventa solo un tizio dietro a un bancone che prende l’ordine e ti porta il bicchiere.

Fosse anche solo per una battuta.

Ci siamo stati per un aperitivo e poi, dopo diversi altri bicchieri sparsi in varie altre “osterie”, ci siamo tornati per cenare. Questa è un’osteria: la sensazione di essere benvenuti, che non ho percepito minimamente negli altri locali. Questo è Muscoli’s che rimane, indiscutibile, l’unica vera osteria rimasta a Treviso: il vino è ottimo, il cibo pure, l’oste è un oste per davvero, l’atmosfera è unica.

Dove bere bene a Treviso

Il barman ha sempre ragione

Chi pensa che Treviso sia solo spritz e prosecco dovrebbe passare al CloakRoom. Una volta andare oltre al gin tonic con 14 cubetti di ghiaccio e il gin da discount era impossibile (già chiedere un timido Tanqueray ti costava di più), adesso se lo chiedi potresti essere buttato fuori.

A parte gli atteggiamenti più o meno supponenti che si possono trovare in giro, devo dire che questa moda ci ha fatto del bene, spronando chi ha conoscenze e capacità ad andare oltre e ad offrire quello che la gente non si aspetta nonché ad utilizzare bottiglie che hai sempre conosciuto ma non hai mai capito a che cosa servissero esattamente (nel mio caso specifico, la Chartreuse).

Al Cloakroom ero capitata altre volte e non mi ha mai deluso.

Nemmeno questa.

In questo posto ci sono proprio di queste persone, con passione, competenza e credo anche molta curiosità e il risultato è un cocktail perfettamente bilanciato e unico. Non vorrei ripetermi, ma l’unica parola che mi viene in mente è perfetto. La mia base è la vodka, poi fate voi.

Questo è l’atteggiamento giusto: non credere di saperne di più perché non è vero. Va bene così, davvero, lasciate fare a loro, hanno sempre ragione.

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1 commento

E' nata qualche anno fa, in un bel giorno di giugno, all’orario giusto per un Martini dry. Premonizione? La prima volta che ha guardato dal finestrino di un aereo le è parso di aver sempre guardato le luci della città dall’alto. Dejà vu … o premonizione. (O manie di grandezza?) Viaggia per lavoro e per piacere, per mangiare e per amore.