Ritrovarsi a Parigi nel suo 11 settembre

A Parigi oggi è un giorno difficile.

E lo è anche per la Francia, per il mondo, per noi.

Siamo arrivati a Parigi mercoledì sera per presenziare all’Airbnb Open, un evento che ha richiamato qui più di 5000 host da tutto il mondo, per l’esattezza da 110 paesi diversi.

E’ stato un evento di grandissime dimensioni, dove si è sognato in grande. C’era una coppia dagli Stati Uniti che ha messo la sua casa in affitto per potersi finanziare un viaggio di due anni in Europa dove sono stati accolti in ottandue case diverse. C’erano host da Cuba dove, grazie alla fine dell’embargo americano, più di 2000 sono le case che hanno aperto le loro porte ai viaggiatori da tutto il mondo. C’era un’host da Nairobi che ci ha parlato di qual è la sua idea di accoglienza.

Airbnb ha scelto Parigi, per il suo Airbnb Open, perché gli host presenti in città sono un numero molto elevato. La metro è piena di cartelloni pubblicitari che indicano i sogni che gli host hanno potuto realizzare grazie all’ospitalità: c’è chi ha potuto girare il suo primo film, c’è chi ha potuto aprire il proprio laboratorio e chi si è acquistato una moto vintage. Il brand americano ha costruito la sua forza su una parola: ospitalità che è ciò che fa veramente la differenza fra un viaggiatore che sceglie Airbnb e chi sceglie un hotel. L’ospitalità viene dal cuore, l’ospitalità è prendersi cura di qualcuno. 

E mi sembra tutto così assurdo oggi, dopo due giorni passati a parlare di ospitalità, ritrovarmi in questo appartamento di Parigi ad aspettare di tornare a casa domani, col cuore in subbuglio, davanti a un Moulin Rouge che questa sera rimarrà spento e chiuso in segno di cordoglio per le vittime degli attentati terroristici che hanno coinvolto la Capitale francese ieri notte.

testimonianza di italiana sugli attentati a Parigi

photo by google search

Le mail che ci arrivano da Airbnb sono chiare, le attività previste per oggi sono tutte cancellate così come la grande festa finale a cui avremmo dovuto partecipare questa sera, ci consigliano di non uscire di casa e seguire le indicazioni delle autorità locali. E’ stato messo a disposizione anche un servizio di counselling telefonico per tutti gli ospiti e oggi pomeriggio siamo stati contatti uno ad uno per sapere come stiamo, dove ci troviamo e se siamo al sicuro.

Il giorno dopo è sempre il più difficile di tutti. Perché ti rendi conto, raccogli i pezzi e devi accettare che è successo per davvero. Ieri sera appena ci è arrivata la notizia eravamo increduli perché le cose enormi a volte sono così difficili da accettare che attuiamo il meccanismo della rimozione. Un attimo prima eri in una delle città più belle del mondo a pensare in quale bar passare la serata e un attimo dopo sei al centro di una tragedia pazzesca.

Oggi siamo usciti solo un attimo per comprare qualcosa da mangiare per pranzo. A Pigalle la situazione era tranquilla, qualche parigino faceva la spesa per il weekend e i turisti se ne andavano in giro con le fotocamere al collo. Quasi come se nulla fosse. Anche se dentro ognuno di noi è ferito.

Ma io posso scegliere. Tutti possiamo farlo.

Io scelgo di tornare a casa con il messaggio di chiusura dei panel di ieri pomeriggio: I belong anywhere

Io appartengo a ogni luogo.

Oggi il mio cuore è in subbuglio e l’unica cosa che mi sento di dire è di non lasciarci scoraggiare. Questi atti terroristici hanno l’unico obiettivo di farci vivere nella paura. Continuiamo a viaggiare, continuiamo a praticare la fiducia e l’ospitalità. Insegniamola ai nostri figli che sono la speranza di un domani diverso.

Altrimenti avranno vinto loro.

“Ti auguro di tutto cuore di trovare pace Oriana.

Perché se non è dentro di noi non sarà mai da nessuna parte.”

T. Terzani

Dedico questo post a tutte le persone che da ieri sera ci mandano messaggi privati e commenti sui social per sapere come stiamo. Siete davvero stupendi, grazie a voi oggi la giornata è stata un po’ meno triste.

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12 commenti

  • Rispondi novembre 14, 2015

    Elisa

    Mi sono commossa..come da ieri sera ad ora quando vedo le immagini o sento i racconti.
    L’ultimo paragrafo è da pelle d’oca <3

  • Rispondi novembre 14, 2015

    Ezio

    Il giorno dopo è sempre quello più diffficile, dove ci si ferma a pensare e a capire che come umanità stiamo forse sbagliando qualcosa. Vi abbraccio e vi penso! Con tanto affetto!

    • Rispondi novembre 15, 2015

      Elisa e Luca

      grazie Ezio, siamo a casa ora.

  • Rispondi novembre 14, 2015

    NonPuòEssereVero

    Bel post!
    Ieri mi sono venuti i brividi, sarà che Parigi è una città che a casa nostra conosciamo bene.
    Buon rientro!

    • Rispondi novembre 15, 2015

      Elisa e Luca

      grazie ragazzi!

  • Rispondi novembre 14, 2015

    Silvia

    Spero che tornerete presto a Parigi per goderne appieno.
    È una città speciale, così come i suoi abitanti ed è più forte di qualsiasi forma d’odio e violenza. Mi spiace che l’abbiate vissuta in una così atroce situazione.
    Un abbraccio a entrambi,
    Silvia

    • Rispondi novembre 15, 2015

      Elisa e Luca

      Silvia <3

  • Rispondi novembre 14, 2015

    Ernesto De Matteis

    Sono davvero felice di poterti/vi parlare ancora, Amici miei…
    Quello che è successo ieri deve far risvegliare in noi ciò che ci distingue dagli altri esseri viventi del pianeta: la ragione.
    Credo che l’unica soluzione possibile sia dire basta all’ipocrisia.
    La Francia è il 5° produttore esportatore di armi, dopo USA, Russia, Cina e Germania.
    L’Italia è ottava.
    Prima di qualsiasi altra parola, riflettiamo su chi arma chi.
    Siate felici, Amici miei…
    http://www.voltairenet.org/article187094.html

    • Rispondi novembre 15, 2015

      Elisa e Luca

      Caro Ernesto hai proprio ragione l’origine di tutto sta lì e nella mancanza di ragione dell’uomo.
      Il problema è che chi ci rimette siamo noi, poveri innocenti. Ci rimettiamo due volte perché paghiamo per conseguenze di decisioni che non prendiamo e perché è su di noi che la strategia del terrore agisce.
      Ti abbraccio

  • Sono contenta di sapere che state bene, e abbraccio il vostro pensiero. Se non ci pieghiamo a questo progetto di odio e di paura, non possono vincere.

    • Rispondi novembre 15, 2015

      Elisa e Luca

      Cara Pam spero di conoscerti presto

      Elisa

  • Rispondi novembre 16, 2015

    Giorgia

    la citazione dalla lunga lettera di Terzani alla Fallaci è la sintesi della verità assoluta: combattere odio con altro odio è impossibile come combattere il buio con altro buio. Io, nel mio piccolo, invito alla comprensione. Che non viene da uno stralcio di un libro pubblicato su FB, ma, come mi disse mio zio Zino, dallo studio di entrambe le campane, anche quelle piu piccole, prima di parlare, prima di giudicare, prima di sentirsi in diritto di spargere ed augurare morte. Da entrambe le parti.

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.