Visitare la Giordania è pericoloso? La mia esperienza

“Ma non è pericoloso visitare la Giordania?” Questo è quello che mi sono sentita chiedere da più di una persona a cui ho parlato del mio imminente viaggio in Giordania, la terra di Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno, la terra del deserto del Wadi Rum e di Amman, una capitale che pulsa di vita.

Personalmente ho visitato la Giordania due volte negli ultimi tre anni e non mi sono mai sentita in pericolo. Ho percorso le strade di Amman o di Petra da sola, pervasa dal senso di tranquillità che il Paese emana.

Circondata da Paesi come Israele, Siria, Iraq e Arabia Saudita, la pacifica Giordania vive da spettatrice (e in passato da mediatrice) i problemi e le instabilità del Medio Oriente. La sua collocazione geografica le da un’immagine artefatta di Paese pericoloso. Immagine errata visto che  il Paese è in pace grazie al solido Regno Hashemita.

La Giordania viene chiamata la Svizzera del Medio Oriente, perché è un Paese che gode di una ottima stabilità politica, il Re è molto amato dai cittadini del Paese.

Parlavo proprio di questo insieme a Ken, che ho incontrato sotto un pergolato per ripararmi dal sole di mezzogiorno della Cittadella. Lui stava leggendo un libro sulla situazione in Medio Oriente ed io gli ho chiesto se potevo sedermi per beneficiare per un momento di un po’ di ombra. Facendo sfoggio del suo enorme sorriso, che adorna un viso dove alcuni caratteri asiatici ne sposano altri occidentali (Ken è figlio di madre Giordana e padre Statunitense), mi ha mostrato il libro che stava leggendo e mi ha chiesto cosa ne pensassi della situazione in Medio Oriente. Ne è venuta fuori una bella discussione in cui io gli ho parlato dell’incontro con Miriam durante il viaggio di Marzo in Israele e lui mi ha parlato di come la maggior parte della gente giordana adori i propri reali e di quanto, a suo avviso, questo sia il fulcro della stabilità del Paese. 

Ci sono incontri che non si dimenticano, incontri che danno un valore aggiunto ad un viaggio, il confronto con Ken ha dato una marcia in più al mio secondo viaggio in Giordania perché è stato un confronto vero e reale.

Ma non è stato l’unico incontro che ricorderò di questo viaggio.

Un posto speciale ce l’avrà per sempre Manel che ho incontrato sulla strada che porta al Monastero di Petra. Stavo ridiscendendo la strada da sola a causa delle scarpe troppo strette e girando l’angolo ho visto Greta, una delle mie compagne di viaggio, che beveva tè sotto ad una tenda beduina. Mi sono seduta insieme a lei ed è così che ho conosciuto Manel che da soli due giorni aveva deciso di mettere il burqua. Dall’unica fessura che lasciava scoperta una parte del corpo ho incontrato i suoi occhi, fieri di una scelta davvero difficile da comprendere per una donna occidentale come me. Mi sono unita a loro con la consapevolezza che mi stava succedendo qualcosa di speciale, un incontro tra due modi diversi di vedere le cose e al contempo un incontro che aveva voglia di essere un confronto anche solo attraverso i gesti e i sorrisi che ci siamo scambiate.

Non è pericoloso visitare la Giordania, una terra di sorrisi e accoglienza.

La Giordana è pericolosa?

La Giordana è pericolosa?

La Giordana è pericolosa?

La Giordana è pericolosa?

La Giordana è pericolosa?

La Giordania è sicura?

La paura dell’Isis, un problema serio e reale che influenza il turismo globale, uccide la nostra voglia di viaggiare e ci fa rimanere chiusi stretti nei confini dei nostri Paesi. Ma nessun luogo è immune dal terrorismo. Non lo era Expo, non lo è Roma, nessuno. Purtroppo, occorre imparare a convivere con questa situazione che ci rende fragili sia che si decida di visitare la Giordania o un qualsiasi luogo affollato in Italia o all’estero.

Non posso scegliere per te ma posso dirti cosa faccio io. Cerco di non farmi intimorire, non rinuncio a conoscere il mondo, continuo a viaggiare perché questo è il solo modo che ho per cambiare le cose, rendendomi immune da pregiudizi e false credenze.

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15 commenti

  • Rispondi settembre 29, 2015

    Maddalena

    Proprio ieri pensavo a quando mi concederò un viaggio a Petra, e a come stiano andando le cose lì. La posizione trae in inganno, a quanto pare. Grazie per la testimonianza! Utilissima, come sempre.
    Maddalena

    • Rispondi settembre 29, 2015

      Elisa e Luca

      grazie a te Maddalena 🙂

  • Rispondi settembre 29, 2015

    Erika

    “La paura dell’Isis, un problema serio e reale che influenza il turismo globale, uccide la nostra voglia di viaggiare e ci fa rimanere chiusi stretti nei confini dei nostri Paesi.”

    Sta a noi a non farli vincere.

    • Rispondi settembre 29, 2015

      Elisa e Luca

      Erika grazie 🙂

  • Rispondi settembre 30, 2015

    Andrea

    Io credo che con minimo di intelligenza si possa andare ovunque; vivere tra le proprie 4 mura ingurgitando tutto ciò che passa per i media non fa altro che alimentare idee malsane… Viaggiare cresce!! Bella testimonianza

    • Rispondi settembre 30, 2015

      Elisa e Luca

      Anche noi la pensiamo esattamente come te Andrea. Grazie mille!

  • Rispondi settembre 30, 2015

    Non Viaggio Abbastanza

    Complimenti, un articolo molto, molto interessante.
    La penso come te, cerco di vincere la paura e continuo ad esplorare il mondo, spinta dalla mia grande voglia di viaggiare e conoscere nuove culture 🙂

  • Rispondi settembre 30, 2015

    Elisa

    Elisa questo post è SUPER!
    La Giordania l’ammiro e la sogno da almeno un anno e spero di andarci presto.. quando dico che vorrei visitarla tutti mi guardano come se fossi pazza!
    Da ora in poi saprò cosa rispondere:
    “Non posso scegliere per te ma posso dirti cosa faccio io. Cerco di non farmi intimorire, non rinuncio a conoscere il mondo, continuo a viaggiare perché questo è il solo modo che ho per cambiare le cose, rendendomi immune da pregiudizi e false credenze.”

    • Rispondi settembre 30, 2015

      Elisa e Luca

      grazie Eli sono molto contenta che ti sia piaciuto il pezzo

  • Rispondi settembre 30, 2015

    Fabionodariphoto.com

    Ho avuto le stesse impressioni.. 😉

    • Rispondi settembre 30, 2015

      Elisa e Luca

      Ciao Fabio, infatti basta visitare un posto per rendersi conto della differenza tra ciò che pensiamo che quel luogo sia e ciò che quel luogo è.

  • Bellissime parole, con le quali concordo PIENAMENTE, e bellissime foto! A parte il discorso del terrorismo, con il quale concordo di nuovo, io mi ricordo nel recente viaggio negli Emirati Arabi e Oman, dove mi sono sentita sicurissima anche quelle poche volte che ho camminato da sola, ho avuto paura solo quando sono arrivata alle 10 di sera alla stazione centrale di Milano …

    • Rispondi gennaio 18, 2016

      Elisa e Luca

      grandissima Pam come ti capisco 🙂 p.s bellissime i tuoi ritratti d’Arabia!

  • Rispondi febbraio 2, 2016

    Simona

    Ciao Elisa molto interessante il tuo articolo!
    con una bimba di 6 anni consiglieresti una viaggio in Giordania e quale itinerario? ho letto che sei anche tu mamma…
    grazie
    Simona

    • Rispondi febbraio 2, 2016

      Elisa e Luca

      Ciao Simona! Secondo me non ci sono problemi a visitare la Giordania con una bimba di sei anni. Quando sono andata io a Settembre il caldo era sopportabile quasi piacevole. Senza dubbio non perderei: il Mar Morto, Petra, Amman, il Wadi Rum (dormendo una notte nel deserto), la bellissima Jerash, Hammamat Ma’In. Mi hai fatto venire voglia di scrivere un pezzo su cosa visitare, lo preparo e te lo mando <3

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.