Incubi e caprette – H. R. Giger e la sua Svizzera

Io e Marco un giorno avremo la sedia Capo, quella con i tre teschietti in cima. L’ha disegnata Giger, il creatore di Alien: artista oscuro e visionario.

Io credo di non aver mai visto Alien, ma Giger mi ha sempre affascinato.

Doveva essere davvero un personaggione. Forse mi avrebbe sedotta, o forse mi avrebbe terrorizzata, non lo so, ma mi spiace non aver mai potuto conoscerlo dal vivo: una qualche impressione doveva fartela per forza, nessuno potrebbe rimanere indifferente di fronte a Hans Ruedi Giger.

Quello che rende Giger ancora piu assurdo è che abbia scelto di fare il suo museo a Gruyères, un lindo paesino tutto formaggio, mucche e caprette. Mille abitanti per un paesino arroccato con vista sulla valle della Sarine, fortificato (ma perché?) e due castelli. Uno, il St Germain, comprato da Giger e trasformato nel suo museo. Ma perché?

Forse perché amava i contrasti. Sei in un ridente paesino medievale, entri gaio nel castello di St Germain e ti ritrovi in un incubo. O forse perché gli piaceva Gruyères o il gruyère. O forse perché il castello era una vera occasione. Sarebbe una delle cose che vorrei chiedergli. Perché a Gruyères?

Ci arrivi da Friburgo in una mezz’oretta di stradine tranquille. Il numero di turisti è imponente, del resto il paesino in sé è davvero una gemmina nella valle della Sarine. Non so in quanti arrivino li per Giger; a giudicare dagli sguardi basiti di diversi avventori del museo, non tanti. Considerando gli incauti ci entrano con i bambini, ancora meno. È che da fuori è un innocuo castello medievale. Ora, bisogna non notare le sculture e la porta, ma vabbé.

Dentro è Giger.

HR_Giger_Museum

Photo credits B-noa

Come farvi venire voglia di andare a vedere Giger, se non lo conoscete? È per stomaci forti, per amanti del surrealismo. Per chi ha voglia di trovarsi davanti quello che non ti aspetti. Per chi riesce a vedere esserini a forma di proiettile e immaginare una donna come un essere bellissimo e al tempo stesso terrificante. Per chi ama l’inchiostro nero e i tratti sottili ripetuti migliaia di volte. Per chi non ha paura di entrare in un incubo di biomeccanica, di corpi che si trasformano in armi (o viceversa?) e ovviamente di alieni.

Cosa aggiungere, se già lo conoscete? Dopo aver studiato le sue opere sui libri, è una sensazione unica finalmente trovarcisi immersi. Al cospetto delle sue sculture gigantesche, circondato da intere pareti di dettagli. Dalle stampe in A5 che avevi visto fino ad ora era impossibile notare tutto: in grandezza naturale vedi tutto, anche quel volto diabolico nascosto tra i tratti che avresti preferito non vedere. E dopo che l’hai notato ti domandi come avevi fatto a non vederlo prima e riesci a vedere solo quello.

Giger potrete trovarlo angosciante e sconvolgente (può esserlo), ma credo che sia nella capacità di suscitare emozioni che si veda l’artista vero. Senza abusare di anima viva (come troppe volte, sedicenti artisti fanno per il solo gusto di scioccare), Giger ti porta nei suoi incubi e, da una parte, si può quasi uscire sollevati dal suo museo ringraziando di non avere gli stessi mostri nella propria testa.

Se vi ho fatto venir voglia di andarci a questo link trovate tutte le info: www.hrgigermuseum.com

ti è piaciuto quello che hai letto?

Condividilo

Ricevi i nostri racconti via email

* = campo richiesto!

Cosa ne pensi? Lascia un commento

E' nata qualche anno fa, in un bel giorno di giugno, all’orario giusto per un Martini dry. Premonizione? La prima volta che ha guardato dal finestrino di un aereo le è parso di aver sempre guardato le luci della città dall’alto. Dejà vu … o premonizione. (O manie di grandezza?) Viaggia per lavoro e per piacere, per mangiare e per amore.