Il birrificio De Koninck, tradizione e innovazione

Nel mio ultimo viaggio nelle Fiandre ho potuto concentrare la mia attenzione su Anversa, città che avevo visitato in precedenza in un solo pomeriggio, troppo poco tempo per scoprire ciò che di più bello avesse da offrire.

Anversa è porto, è diamanti, è Rubens, è moda, è cioccolato.

E naturalmente Anversa è birra!

birrificio de koninck

Alla scoperta del birrificio De Koninck

Oggi vi parlo del suo birrificio più celebre e cioè De Koninck, fresco fresco di ristrutturazione e novità.

Una delle particolarità è sicuramente il fatto che nel lontano 1833 sia stato fondato da una donna, Elisabeth Cop De Koninck. In origine il birrificio si chiamava “De Hand”, in onore del simbolo della città di Anversa, e cioè la mano.

birrificio de koninck

De Koninck fa parte del circuito “Belgian Family Brewers”, e cioè quei birrifici belgi che hanno mantenuto la gestione famigliare.

La recente ristrutturazione e l’installazione di un percorso di tipo sensoriale per raccontare la storia del birrificio mi hanno dato lo spunto giusto per andarlo a visitare.

Appena si varca il portone d’ingresso si capisce subito che la cura di ogni dettaglio è assoluta.

birrificio de koninck

La parte iniziale del percorso è dedicata alla storia del birrificio e termina in una sala in cui, raffigurati in vari quadri digitali, i proprietarie che si sono succeduti nel corso di più di un secolo, se la raccontano come buoni amici.

Poi si continua con i processi produttivi e imbottigliamento.

De-Koninck-percorso
birrificio de koninck

Naturalmente il finale è dedicato al testing, che è possibile eseguire in due sale comunicanti. Il motivo di questa divisione è che nella prima si trovano esclusivamente le birre De Koninck, mentre la seconda è dedicata a quelle delle Gruppo Moortgat (Duvel, La Chouffe, Liefmans, Mared Sous e altre), che nel 2010 ha acquisito la proprietà di De Koninck, diventando così leader mondiale della produzione di birre speciali.

birrificio de koninck

Prima di uscire all’aria aperta l’immancabile shop, dove si possono trovare un’infinità di oggetti e gadget, dalla grafica e stile veramente fighissimi, e naturalmente tutte le birre De Koninck e del gruppo Moortgat.

Considerazioni finali

Il nuovo percorso realizzato è un ottimo modo per chi voglia muovere i primi passi nel mondo della birra artigianale (belga) in maniera divertente senza scendere troppo nei tecnicismi che per i neofiti possono risultare a volte un po’ noiosi.

Le birre del birrificio De Koninck

Stesso discorso per quanto riguarda le birre. A volte i gusti delle birre artigianali possono essere un difficili per palati, diciamo, non allenati. Quelle del birrificio De Koninck rimangono su un terreno accessibile a tutti, anche per chi fino a ieri ha considerato la birra come una bevanda solo da bere ghiacciata assieme ad un pizza con gli amici.

Il parco birre è composto da:

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APA: Antwaarpse Pale Ale (la prima A non sta per “Americana” ma per “d’Anversa”). Data la forma del bicchiere denominata bolleke in centro ad Anversa quando la si vuole ordinare nella lingua locale bisogna chiedere una “Bolleke Keuning”. È la mia preferita

Triple d’Anvers: una classica triple belga

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Wild Jo: una blond definita “Belgian Wild Ale”, resa beverina grazie al dryhopping, è l’ultima nata in casa De Koninck

TSTBRW: una sperimentale Imperial Red Ale (il nome sta per TESTBROWSELS, e cioè “test del birrificio”), bella robusta con i suoi 7,80 gradi. #tastefiandre #tbnet

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.