Pen pals, foto&cartoline – Viaggiare senza connessione internet

Sono stata adolescente quando non c’era facebook, nè internet. Se ero interessata a qualcosa andavo in biblioteca e se volevo vedere il video di una canzone, dovevo piazzarmi davanti ad MTV e sperare che lo dessero (puntualmente November Rain dei Guns n’ Roses lo passavano quando io non ero li). Ma io volevo anche viaggiare e a parte il mappamondo che mi ha regalato il mio papà, mi sono avventurata nel mondo dei pen pals, degli amici di penna.

Io ero una professionista: ne ho avuti fino ad 84 sparsi per il globo. Ero una professionista, perchè avevo anche gli adesivi con il mio indirizzo da piazzare sui friendship books. Se non avevi l’adesivo eri un dilettante. Il friendship book era il concetto di base dal quale è partito Zuckemberg: tutto il mondo è collegato. Creavi un librettino homemade, mettevi il tuo indirizzo e lo mandavi a un tuo pen pal: potevano volerci anni, si poteva perdere in un angolo del mondo, ma a volte ti ritornava e aveva viaggiato per il mondo.

pen-pals-cartoline

In ognuna delle pagine c’era l’indirizzo di qualcuno che, come te, aveva il suo adesivo con l’indirizzo, un altro professionista (una sorta di LinkedIn) o un dilettante che muoveva i primi passi incerti nel mondo del pen palling. Ti bastava scrivere cosa ti piaceva e scoprivi che a Osaka o in un posto che manco sapevi dove stava c’era una persona che amava esattamente le stesse cose che ami tu: come puoi non metterti in contatto? E poi l’acronimo malefico che ho dovuto iniziare a scrivere anche io: SNNP (Sorry No New Pals) perchè ad un certo punto non ci stai davvero piu’ dietro. Diventi un punto di riferimento per i postini.

Non me li ricordo tutti i miei pen pals, alcuni li ho sentiti pochissime volte, altri si sono persi, altri ancora ho dovuto attendere un paio di decenni, ma li ho finalmente abbracciati. A tutti, pero’, chiedevo una cartolina e una foto e adesso ho una collezione che contiene tre quarti di mondo e visi di gente che non so nemmeno dove sia ora. È venuta con me ovunque, in tutti i miei traslochi, compressa nel quadernone a quadretti di Sailor Moon. L’ho riaperto la settimana scorsa, quando mi è venuta in mente la pen pal bellissima con l’oceano sullo sfondo, perchè mi ricordavo la foto ma non il suo nome (Cindy). La cosa strana è che me le ricordo tutte: nella mia sgraziata, fanatica e disordinata volontà di adolescente di scoprire tutto quello che era oltre la mia città, ho guardato quelle cartoline e quelle foto fino a che non le ho imparate a memoria perchè hai solo quelle e te le fai bastare.

Adesso ho visto molti posti che per anni ho solo guardato in quelle cartoline.

pen pals

E mi sono innamorata dell’Indonesia prima di sciacquarmi sotto le sue pioggie torrenziali e del Giappone prima di metterci piede; ho sentito il fresco all’ombra di un bosco svedese prima di camminarci in mezzo e il caldo soffocante dell’Arabia prima di scendere dall’aereo ad Abu Dhabi. Ho visto anche una Russia ancora in ginocchio, intontita dalla caduta, attraverso gli occhi di un amico: per fortuna ho le sue foto, perchè io ho potuto vederla solo quando l’URSS era solo un ricordo e qualcuno ne parlava già con nostalgia. Posso aver viaggiato solo una volta in quei luoghi, ma vedo le differenze che gli anni hanno portato attraverso la vita che mi raccontavano, le foto che ricevevo. L’India era ancora in fase di sviluppo, ma per me era la residenza dorata di Rochelle, nel suo abito Dior verde bandiera. Non sono mai stata in Svezia durante i festeggiamenti di Santa Lucia, ma Linda è stata scelta per impersonarla, un anno, e anche se non l’ho vista con il suo vestito bianco cantare la Luciasången, è stata un’emozione ascoltare la sua emozione nella prepararzione e il resoconto, in attesa di vederlo dal vivo, un giorno.

E adesso che possiamo pagarci il biglietto, vengo io da te o vieni tu da me?

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5 commenti

  • Rispondi agosto 8, 2015

    lise.charmel

    Questo post è bellissimo, grazie per averlo condiviso. Non conoscevo la storia dei friendship books, mi sarebbe piaciuto averne uno

    • Rispondi agosto 17, 2015

      Giorgia

      grazie! ^^ il FB era una vera emozione perché quando lo spedivi non ne sapevi più nulla fino a che non ti ritornava! Non era tracciabile, lo lanciavi nel mondo e speravi che ti tornasse: alcuni erano vere ed opere d’arte e io credo che ci sia qualcuno al mondo che ne abbia una collezione! se riesco a trovarne uno nelle mie scatole con tutte le lettere, posterò una foto!

  • Per chi volesse riprovare l’emozione degli amici di penna nell’era di Facebook e di Internet vi invitiamo a provarci: la più grande e antica organizzazione di corrispondenza al mondo 😉

  • bellissimo articolo!!
    Sono proprio contenta di aver letto l’esperienza di qualcun altro che ha (avuto) questo hobby meraviglioso: anche io passavo sugli FB nell’epoca in cui questo acronimo voleva dire “friendship book” e non “Facebook” 🙂 e negli anni ho avuto tantissimi penpals.
    Con alcuni ci scriviamo ancora, e ci vediamo regolarmente.
    Ad esempio fra due giorni parto per la California… assieme a mie due ex penpals italiane che con gli anni sono diventate amiche che frequento con assiduità (ma le lettere ce le scriviamo ancora lo stesso!), per andare ad assistere al matrimonio di un’altra nostra amica di penna di San Diego 🙂 …e lungo il tragitto ne incontreremo un’altra a Los Angeles!
    Per me è e rimane l’hobby più bello del mondo…

    • Rispondi agosto 17, 2015

      Giorgia

      grazie per i complimenti! ^^ è bello trovare qualcun altro con la stessa passione (oltre a quella dei gatti neri, immagino!) probabilmente ti avessi trovato su un Fb ti avrei scritto! ^^

E' nata qualche anno fa, in un bel giorno di giugno, all’orario giusto per un Martini dry. Premonizione? La prima volta che ha guardato dal finestrino di un aereo le è parso di aver sempre guardato le luci della città dall’alto. Dejà vu … o premonizione. (O manie di grandezza?) Viaggia per lavoro e per piacere, per mangiare e per amore.