Cosa fare a New York: High Line Park

In questo afoso mercoledì per chi è in città ci vorrebbe proprio un immersione in un polmone verde come l’High Line Park. Oggi la special guest è Francesca del blog chicksandtrips che gestisce insieme ad un gruppo di ragazze sparse per l’Italia con la passione dei viaggi.
Senese di nascita ma europea per vocazione, ha appeso al chiodo la sua laurea in giurisprudenza per scrivere, fare foto e cadere da cavallo. Oggi ci parla di New York e di un posticino che fa fresco solo a guardarlo. Buona lettura!

Una delle cose che più mi piace di New York City è la sua grande capacità di riciclarsi. Aree urbane che da noi sarebbero lasciate in balìa del degrado (o peggio dei vandali), lì sono trasformate in qualcosa di completamente diverso da quello che erano, prendendo nuova linfa vitale e servendo la comunità in altro modo.
Un esempio di questo modo di vivere la città è l’High Line Park.

New York High line

Cosa fare a New York: High Line Park

La High Line era una ferrovia sospesa, un lungo ponte che attraversava tutto il West Side per portare merci dai docks fino ai magazzini del Meat Packing District. A nove metri da terra, per circa cinquant’anni, ha sorretto treni per essere poi chiusa nel 1980.
Nel 2002 fu annunciato un piano per recuperare la ferrovia e trasformarla in un parco pubblico, aperto nel 2009.

Il risultato è strabiliante.

Per più di 2 kilometri si può passeggiare sospesi per le strade della Grande Mela, sedersi in panchine di legno o sdraiarsi in comode chaise long. Alcune parti sono state lasciate in balìa della natura che si era presa la ferrovia in decenni di abbandono; in alcuni punti scorre un piccolo corso d’acqua, in altri sono state piantate vere e proprie foreste pensili. Tutto si armonizza perfettamente con la metropoli circostante, in un modo così naturale, da essere quasi magico.

Sembra che l’High Line Park sia stato creato apposta e che sia lì da sempre.

Naturalmente la fauna che lo popola è assolutamente eccentrica. C’è chi vende poemi scritti al momento (“about anyone or anything”), chi fa jogging tra i binari, chi fotografa lo skyline newyorkese, chi sbircia negli appartamenti costruiti accanto alla ferrovia.

Sì, c’è il wifi gratis e l’immancabile gelateria italiana.

In tre punti c’è addirittura un anfiteatro per sedersi e guardare, dietro un vetro frangisuono, il traffico che scorre sotto, come fosse un enorme cinema all’aperto.
Ora, perché uno dovrebbe sedersi e starsene ore e ore con un caffè in mano a guardare l’enorme quantità di auto che scorrono dieci metri più sotto, come se fosse una cosa mai vista, sfugge alla mia comprensione, ma in fondo questi sono newyorkesi e quindi cool per definizione.
Forse solo tra quarant’anni anche in Italia ci siederemo sospesi a dieci metri da terra con un coffee to go in mano, a guardare le macchine che passano…

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.