Di blogging, di fatica e di vita

Il mese scorso a casa mia è venuta a pranzo una blogger.
Dunque vi dico che prima non la conoscevo bene, sì l’avevo incontrata qualche volta ma non avevo mai avuto occasione di vederla davvero, fermarmi, guardarla negli occhi, farci due chiacchiere vere e parlarci di viaggi (che poi è la cosa più bella quando incontri un viaggiatore vero, parlare di viaggi, di vita, di sogni).

Comunque lei è pazza. Si è presa su un venerdì e si è fatta 100 chilometri solo per venire a pranzo con me. Così, solo per conoscerci, non è meraviglioso?

Ovviamente nel paio d’ore che avevamo a disposizione abbiamo avuto modo di abbozzare qualche discorso e ce ne sono altri centocinquantamila che stanno lì ad aspettare.

blogger Elisa Paterlini e Paola Annoni

photos credits Paola Annoni (io sono quella a sinistra e lei è quella a destra)

Il risultato è che visto che ci sono tanti discorsi in sospeso continuo a frequentarla andando spesso a leggere il suo blog (che è bello, bellissimo perché Paola ha un dono, sa scrivere super bene) e oggi ci ho trovato questo post: I viaggi non scritti e due riflessioni sul blogging. Il mio blogging che mi ha fatto riflettere un sacco. C’è un punto in cui parla del costringersi a scrivere. 

Beh oggi ve lo dico, faccio outing, tranne nei rari casi in cui scrivo post semi-deliranti come questo che altro non sono che uno zibaldone di pensieri e allora van bene così, io mi costringo quasi sempre a scrivere.

Al contrario di tanti amici e colleghi blogger e soprattutto di Luca che invece il dono della scrittura ce l’ha e come (e che infatti produce post a nastro nella metà della metà del tempo che ci impiego io e per giunta con una facilità disarmante) io non ho aperto un blog perché adoravo scrivere.

No signori mi spiace deludervi.

Quando scrivo un pezzo mi assalgono millemila dubbi, e si materializzano sulle mie spalle due fantasmini, uno ha la faccia della mia maestra delle elementari che mi dava sempre benino nel dettato e l’altra quella del mio primo fidanzato che non si è mai capacitato di come io abbia fatto a prendere voti alti al tema della maturità… va beh lui era un coglione ma a me lo spettro del non saper scrivere è rimasto.

Ma allora mi direte voi perché cavolo fai la blogger?

Perché io adoro viaggiare! Perché parlerei per ore, mesi, anni interi di viaggi e perché adoro, nel mio piccolo essere di aiuto a chi sta per intraprendere un viaggio. E perché mi piace riflettere su ciò che mi ha dato viaggiare e scrivere è un modo per farlo. Prima lo facevo tra le pagine della mia guida di viaggio o sul taccuino che portavo con me ora lo faccio qui, sul mio spazio bianco virtuale.

Io ho un blog di viaggi perché sono convinta che viaggiare sia una cosa che fa crescere, che ti cambia e che rende il mondo più bello. Perché vorrei che tutti prendessero coraggio per prendersi e portarsi via. 

Quindi alla luce di tutto ciò molto spesso mi costringo a scrivere. A me scrivere comporta fatica, per me non è così naturale come per altri, ma è una fatica che faccio volentieri vincendo le reticenze e la paura del giudizio.

Perché quando poi qualcuno ci scrive “grazie a voi ho deciso di partire” io sono felice, felicissima. O quando ci dicono “vi seguiamo sempre e vorremmo viaggiare col nostro bimbo come fate voi” allora capisco che sono sulla strada giusta anche se quando scrivo faccio fatica, ma va bene così, allontano i miei fantasmi, accendo il computer e ricordo a me stessa perché il 6 gennaio del 2011 ho deciso di aprire questo blog.

p.s io sono l’esempio che quando ci diciamo “non posso” in realtà ci stiamo dicendo “non voglio“. Vi invito a fare questo giochino, se c’è qualcosa che vi frena, se c’è qualcosa che vorreste fare ma pensate di non poterlo fare provate a sostituire posso con voglio, pronunciatelo ad alta voce e vedete che effetto vi fa. Molto probabilmente, come a me è capitato tante volte, capirete che in realtà si può fare perché volere è potere!

Ed ora buon venerdì sera, vado a bermi uno spritz!

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12 commenti

  • Rispondi giugno 5, 2015

    Gilda

    Io ho aperto il blog xchè stavo passando un periodo molto brutto per vari problemi e avevo bisogno di qualcosa attraverso il quale sfogarmi (non necessariamente scrivendo le paturnie che mi affliggevano) e anche di un modo x passare nottate interminabili in cui accudivo la mia cagnetta malata.
    alla fine il peggio è passato,ma il blog l’ ho tenuto.

    Un bacio
    Gilda di http://www.nonpuoesserevero.blogspot.com

  • Rispondi giugno 5, 2015

    Francesca

    Io sul perché ho aperto il mio blog ci ho riflettuto parecchio e ne ho anche scritto. L’ho aperto perché mi serviva. Mi ha aiutata in un momento complesso.
    La domanda vera è perché continuo a scriverci, anche adesso. Ora che la “terapia” non mi serve più! 😉
    Su questo ci sto ancora riflettendo. Amo viaggiare e come te essere di aiuto a chi vorrebbe farlo ma a volte c’è tanto tempo dietro. Tempo che spesso manca e mi pare di sottrarre ad altro, a mio figlio, al mio compagno… E ci sono giorni che mi chiedo se ne vale la pena. Poi altri giorni è diverso.
    Insomma… Mi interrogo… 🙂 Per questo mi fa piacere leggere post come il tuo! 🙂

    • Rispondi giugno 6, 2015

      Elisa e Luca

      Cara Francesca sapessi quanto ci interroghiamo anche noi se ne valga o meno la pena 🙂
      Alessandro ma davvero anche tu ti costringi a scrivere? Leggendoti non l’avrei mai detto!
      Cara Ilaria quanto mi trovo d’accordo, fermare le emozioni con un’immagine che a volte descrive più di mille parole!
      Paola noi ci dobbiamo rivedere presto, prestissimo 🙂
      Antonella ma allora non sono l’unica che fa così fatica a scrivere!
      Gilda benvenuta

  • non sei la sola!

    versione al maschile:
    non ho aperto il blog perchè adoravo scrivere.
    “Perchè cavolo fai il blogger allora?”
    Perchè adoro viaggiare!

    Eccomi, sono un altro che si costringe a scrivere ma che non smetterebbe mai di parlare (e scrivere) di viaggi 🙂

  • Rispondi giugno 5, 2015

    Ilaria

    Cara Elisa,
    che emozione leggere questo tuo post e rendermi conto di quanto siano condivisibili le tue parole. Proprio settimana scorsa ho fatto delle riflessioni simili: per me scrivere viene al secondo posto. Piuttosto che fermare un’ emozione scrivendo, mi viene d’ istinto farlo attraverso una fotografia. Eppure quando leggo un blog di viaggi, mi elettrizzo. E quando torno a casa da un viaggio con gli occhi pieni delle meraviglie che ho visto, allora scrivo. Scrivo per condividere con gli altri, perché ognuno di noi dovrebbe vederle certe cose almeno una volta nella vita. Un blog è un contenitore di emozioni.

    E lascia perdere i tuoi fantasmini: tu il dono della scrittura ce l’hai eccome! 🙂

  • Rispondi giugno 6, 2015

    Paola_scusateiovado

    Ma che amore sei? 🙂
    Si vede che quei 100 km li valevi tutti 🙂
    La verità è che a volte ti costringi a scrivere perché la soddisfazione arriva dopo, in quei grazie dagli sconosciuti o nel rileggerti a distanza di tempo.
    Mi ha colpita la tua ultima riflessione, perché è così maledettamente vero:spesso le persone si mettono da soli i pesi alle caviglie, ma ancora prima di partire.
    Ti abbraccio forte e ti aspetto per il secondo round!

  • Rispondi giugno 6, 2015

    Antonella

    Ciao, Elisa!! Mi ha fatto piacere leggere questo post: io ho sempre odiato scrivere (della serie che stavo malissimo il giorno prima del tema in classe:P), e mai avrei pensato di aprire un blog, di trascorrere intere giornate a scrivere e, soprattutto, di far leggere ad un pubblico quello che avevo scritto. Se ci penso ancora non riesco a crederci! Ma come dici tu, dopo anni di dubbi e incertezze, il desiderio di condividere esperienze di viaggio ha prevalso e mi sono lanciata in questa avventura che, anche se difficile e impegnativa, può regalare grandi emozioni!
    Stasera, leggendo questo post, mi sono sentita meno sola e più sicura: il grande amore per la scrittura (che in me è totalmente assente) è presente in quasi tutti i profili dei blogger, e spesso mi sono domandata se sarai riuscita a far bene come loro. Di fronte a questa tua rivelazione e al tuo bellissimo blog, ho capito che l’amore per i viaggi, quello vero, è la cosa più importante, l’unica che conta in questo emozionante lavoro! <3

  • Rispondi giugno 6, 2015

    Ernesto de Matteis

    fdklgòàjhbàgfjbàtrjbùsfdS§FkjsfGkh

    …eh beh!, certo…
    Bel tema ti sei scelto, Amichetta mia…
    Si fa quel che si vuole.
    Libero arbitrio…
    Tutto il resto è pippe del secondo millennio post Gesù di Nazareth…
    Sicchè…

    Sii felice!

  • Secondo me scrivi benissimo! Ti avranno traumatizzata a scuola sicuramente…
    Io adoro scrivere, ed è uno dei motivi principali per cui ho aperto il blog. Però ci vuole costanza, è un esercizio, e un po’ ci si forza sempre… Mi sembra altrettanto lecito, anche, che ci siano cose di cui uno preferisce non scrivere, o non scrivere subito. Non si può condividere sempre tutto e comunque. I post non scritti, poi, e solo immaginati sono sempre i più belli!

    • Rispondi giugno 8, 2015

      Elisa e Luca

      cara Silvia tu adori scrivere e leggere, Elisa più la seconda che la prima 🙂

  • Ti adoro Eli <3

    • Rispondi giugno 8, 2015

      Elisa e Luca

      lo sai vero che la cosa è reciproca Valentina cara????

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.