Viaggio nelle Fiandre alla scoperta della miglior birra artigianale

Non è per niente facile scrivere di Fiandre e birra. Cioè apparentemente non dovrebbe esserci niente di più facile, tanto è radicata la cultura, o per meglio dire, l’arte brassicola in questa piccola regione. Per chi come me è un grande amante della birra di qualità le Fiandre rappresentano un vero e proprio paradiso, fatto di un’infinità di birrifici. E descrivere a parole, mettere nero su bianco che cos’è il paradiso richiede doti che solo in pochi, il buon Dante in primis, possiedono.  #tbnet #tastefiandre

Se non sapete di cosa stia parlando perché finora avete sempre ritenuto la birra una bevanda da bere ghiacciata, direttamente dalla bottiglia, insieme alla pizza e che una marca vale l’altra allora siete parecchio fuori strada.

fiandre e birra

photo credits visitflanders.com

Le Fiandre e i diversi tipi di birra

La parola “Fiandre” nel mondo della birra significa storia secolare, in cui persone comuni, industriali e frati trappisti hanno affinato le tecniche produttive creando tra le migliori birre al mondo.

Il primo aspetto che colpisce è la varietà. Quasi una trentina sono i tipi di birra che vengono prodotti da un’infinità di birrifici nel territorio delle Fiandre seguendo quattro stili: bassa fermentazione, alta fermentazione, fermentazione spontanea e mista.

Mentre i primi due metodi sono riscontrabili anche i altri paesi (la bassa è quella della pilsner, forse la birra più bevuta al mondo), la fermentazione spontanea e quella mista sono tipicamente belghe. In quella spontanea la fermentazione non avviene con l’aggiunta di lievito ma mettendo a contatto il mosto del lambic, questo il nome di queste birre, con l’aria aperta.

birra e fiandre

photo credits visitflanders.com

I lambic vengono prodotti prevalentemente nella zona sud – ovest di Bruxelles grazie alla microflora presente perfetta per questa tecnica. Il loro sapore risulta acido, e sembra quasi essere l’anello di congiunzione tra il mondo della birra e quello del vino. Assolutamente da provare, una vera e propria rivelazione!

La fermentazione mista invece prevede che una birra prodotta con alta fermentazione venga messa in botte di legno per almeno un anno e mezzo, nella quale avviene una fermentazione lattica. Sul finale viene aggiunta una birra più giovane. Le birre che vengono prodotte con questo metodo hanno tutte un aroma avvolgente e un corpo pieno dal tasso alcolico importante.

Se prendendo una cartina delle Fiandre ci si mettesse a segnare tutti i birrifici con un pennarello probabilmente la regione scomparirebbe sotto i nostri occhi. Dal confine francese fino al porto di Anversa sembra quasi che in ogni paese, dietro ogni porta si nasconda un birrificio.

Da Anversa a Bruxelles, una tradizione birraia senza fine

Uno dei maggiori birrifici nazionali e sicuramente il più antico e importante di Anversa è De Koninck. Attivo fin dal 1883 il birrificio situato nel centro storico della città rappresenta uno dei suoi simboli. Tre le birre prodotte: la De Koninck, la De Koninck Winter e la Triple d’Anvers. La prima è un’ambrata dalla resa beverina grazie al finale luppolato, la seconda una birra prodotta nel periodo invernale che rientra del filone tipico delle birre natalizie dal gusto bilanciato tra amaro, dolce e il sapore della tostatura del malto scuro e infine una triple, birra tipicamente belga, che ad una gradazione importante affianca un gusto fruttato con una punta di luppolato.

Fiandre e birra

visitflanders.com

Altro fiore all’occhiello delle birre delle Fiandre è la Duvel di Puurs nella provincia di Anversa. Jan-Léonard Moortgat ed eredi dal lontano 1871 hanno dedicato la loro vita alla creazione della ricetta per la birra perfetta. Sono partito scrivendo questo articolo parlando di “paradiso”, e mi ritrovo alla fine a scrivere del diavolo. Del diavolo? Certo, cosa pensavate significasse duvel? Diavolo in fiammingo! Il perché nasce dalla frase pronunciata in maniera entusiasta da chi bevve la birra quando finalmente, dopo anni di assidua ricerca, fu realizzata la ricetta definitiva “Questa birra è un vero diavolo!”. La Duvel rappresenta una dei punti di riferimento di molti birrai e appassionati per il suo gusto perfettamente equilibrato tra dolce e amaro, il colore dorato e il tasso alcolico importante. Una sorta di enciclopedia della birra delle Fiandre racchiusa in un bicchiere.

Le Fiandre rappresentano un mondo che non si finisce mai di scoprire, dove tradizione e voglia di creare si mischiano creando una miscela che conquista e della quale non si è mai sazi.

Proprio come le sue birre.

Salute!

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6 commenti

  • Rispondi maggio 25, 2015

    Spezio

    Questo post, di sera a quest’ora è proprio un crimine! 😛 Adesso voglio prendere un aereo ed andare nelle Fiandreeeeeee! Voglia di birraaaa!

  • Rispondi maggio 26, 2015

    Marika Laurelli

    La Duvel!
    Non capisco nulla in fatto di birre ma la conosco! Forse l’ho bevuta a Bruxelles e qualcuno l’avrà nominata 😀

    • Rispondi maggio 26, 2015

      Elisa e Luca

      Marika le birre artigianali sono super, appena ci vediamo corso accelerato e un bacione a te

  • Rispondi maggio 27, 2015

    Fabionodariphoto.com

    Io amo le Fiandre… Proprio per la birra… 🙂

  • Rispondi giugno 28, 2015

    Lisecharmel

    Uno dei miei sogni di viaggio è visitare le abbazie del Belgio per provare le loro birre. 🙂
    Voi cosa avete abbinato alla visita dei birrifici turisticamente parlando?

    • Rispondi giugno 30, 2015

      Elisa e Luca

      Senza dubbio Bruge, Gent, Bruxelles e Anversa.
      Se ti interessa nella parte dedicata al Belgio trovi vari post su cosa vedere.
      Ci piace molto quella zona e vi torneremo anche quest’anno.
      Se vai facci sapere!

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.