Zurigo e il gusto per l’arte tra Giappone e Dadaismo

Se ripenso alla mostra temporanea “Inspiration Japan” allestita nel Kunsthaus, il museo di arte moderna di Zurigo, l’unica immagine che mi viene in mente è quella di un fulmine a ciel sereno. Ok, che il Giappone e la sua arte visiva suscitino un forte fascino sul sottoscritto non è una novità (almeno per me). O per lo meno, usando un’iconografia cara al paese del Sol Levante, un fascino ad ondate. E ultimamente ne sono travolto, tant’è vero che un giorno sì e uno no sospiro di fronte ad Elisa la solita frase “Oh comunque sarebbe troooppo bello andare in Giappone“.

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Tornando alla mostra mettici anche che tra gli autori esposti elencati nel sottotitolo della locandina ci sia il mio amatissimo Van Gogh. E mettici pure che oltre a Vincent ci siano anche un sacco di quadri del movimento impressionista, che quando ne ho visti così tanti al Museo D’orsay stavo letteralmente scoppiando a piangere come un bambino. Va bene, non ci state capendo niente, ma per me l’arte è passione, a volte travolgente come in questa mostra.

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Zurigo e l’arte: al Kunsthaus “Inspiration Japan”

Inspiration Japan racconta del rapporto artistico, o per meglio dire della rivoluzione culturale che è avvenuta quando nella seconda metà del XIX secolo il Giappone aprì le sue frontiere al commercio estero e grazie a questa scelta l’Occidente fu letteralmente inondato dal suo immaginario, completamente vergine.

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Il primo punto di contatto si ebbe durante le esposizioni universali di Parigi, nel tardo ‘800. Ecco quindi l’incontro con i pittori del nascente movimento impressionista, Monet su tutti, ma anche Renoir e Degas. Nell’esposizione Inspiration Japan vengono affiancati le stampe originali dei grandi maestri giapponesi alle tele dei pittori della scuola francese e grazie a questa scelta è possibile vedere come i soggetti, il tratto e persino i colori abbiano delle somiglianze, a volte al limite del plagio.

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Van Gogh e Gauguin rimangono letteralmente stregati e profondamente influenzati, tant’è che il loro modo di dipingere non sarà più come prima.

Ma non è solo il mondo artistico occidentale a subire questa rivoluzione perché il fenomeno non è a senso unico. Anche gli artisti giapponesi assorbono come spugne ciò che di nuovo viene da Ovest, come la prospettiva, in precedenza totalmente assente nella loro tecnica di disegno.

I miei occhi brillavano osservando sotto le teche di vetro del museo le stampe rilegate di Hiroshige e Hokusai, vere e proprie antenate degli odierni fumetti.

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Zurigo e l’arte: Kunsthaus Zurich informazioni

Sarà possibile visitare la msotra “Inspiration Japan” fino al 10 maggio. Il Kunsthaus Zurich però non è solo mostre temporanee. Le altre sale del museo, create nel corso dei vari decenni (davvero suggestiva l’ala in cemento anni ’70) ripercorrono la storia dell’arte dal rinascimento fino ai giorni nostri, tra immagini sacre, celebri scatolette di passata di pomodoro ed enormi tele di pop art. Si trova in Heimplatz 1, per informazioni potete consultare il sito web www.kunsthaus.ch. Chi viaggia coi bambini tenga d’occhio il servizio “art education” che prevede laboratori e workshop su prenotazione.

Zurigo e l’arte: 100 anni del movimento Dadaista

A proposito di arte, forse non tutti sanno che a Zurigo è nato il movimento dadaista. Un movimento artistico e culturale nato durante la prima guerra mondiale che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici. Il movimento ha stravolto le convenzioni dell’epoca, rifiutando la logica ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l’umorismo. L’anno prossimo cade il centenario del dadaismo e a Zurigo prenderanno vita mostre, iniziative e performance per celebrarlo, io andrò di sicuro, venite?

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2 commenti

  • Che belle quelle stampe tutte in fila! Sembrano tante finestre 🙂

    • Rispondi aprile 22, 2015

      Elisa e Luca

      Davvero! Finestre su un mondo che rapisce e non ti lascia più andare.

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.