Il Neot kedumim biblical reserve in Israele e le matrioske

Premessa indispensabile. Sto scrivendo in volo e questa notte non credo di aver dormito più di tre ore. Probabilmente questo mio stato mentale alterato influenzerà le righe che seguiranno, ma non è detto in maniera negativa, anzi a ben pensarci potrebbero uscire parole più vere, senza filtro.

In volo veritas.

Le persone sono delle matrioske che contengono mondi, che contengono altri mondi e così via. Di questi esseri umani non se ne incontrano tutti i giorni, anzi a volte se uno non è fortunato o non presta l’attenzione dovuta è capace di vivere un’esistenza intera senza incontrarne nessuna. Però il bello della vita è che non si è mai sicuri di nulla, nemmeno delle persone in cui ci imbatteremo nell’arco della nostra giornata. Fatto sta che comunque viaggiare in giro per il mondo aumenta notevolmente la percentuale delle possibilità di questi incontri ravvicinati.

Questa volta è capitato in Israele. Io, Elisa e il nostro piccolo Manina abbiamo trascorso sette giorni in Terra Santa, tra Mar Morto, Gerusalemme e Tel Aviv. E’ stato proprio nel trasferimento tra queste due città che abbiamo visitato il Neot kedumim park biblical reserve, creato per ospitare alberi e fiori citati tra le pagine della Bibbia.

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Ci si è presentata Miriam laor, la direttrice del parco, che in un praticamente estivo pomeriggio di Aprile ci avrebbe fatto da guida.

Dopo aver lasciato a malincuore una delle città più affascinanti e mistiche che esistano sulla faccia della Terra (leggasi Gerusalemme) l’idea di visitare un parco naturalistico non entusiasmava né me né Elisa. Dannata presunzione. Poi, esauriti i convenevoli di presentazione, parola dopo parola è scattata la magia.

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La vellutata voce di Miriam accompagnata dal suo sorriso dolce ci ha introdotto in un mondo fatto sì di piante e fiori ma non solo. Miriam ha prestato voce a ogni fiore, filo d’erba e ramoscello che hanno iniziato a raccontare la loro storia legata ad episodi della Bibbia, e come per magia il parco ha preso vita davanti ai nostri occhi. Lo scopo del Neot kedumim park biblical reserve è quello di rendere la Bibbia un qualcosa di reale, di riportarla alla sua origine e cioè di ricreare il legame con la terra.

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Aspetto che nel corso dei decenni è andato man a mano svanendo, sia per quanto riguarda il testo sacro che l’uomo. Le parabole erano racconti fatti di elementi terreni utilizzati per spiegare alle persone comuni il messaggio divino, altrimenti incomprensibile.

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Miriam ci ha mostrato un pozzo cisterna originale dell’epoca e ha spiegato l’importanza e il valore che aveva l’acqua in un territorio arido come quello. Il pozzo inteso come luogo di aggregazione, dove venivano conclusi affari, dove si raccontavano storie o dove nascevano storie d’amore.

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Il pomeriggio stava volgendo al termine e io mi ero allontanato per tenere compagnia a Manina nel suo sport preferito e cioè il p-ppà sciassci quacqua (trad. papà dài che buttiamo un’infinità di sassi in questo laghetto), quando voltandomi verso gli altri mi sono accorto che Miriam ed Elisa si trovavano a qualche metro da me, sedute su un muretto di pietra.

Non potevo sentire ciò che si stavano dicendo, ma gli occhi di mia moglie erano lucidi di commozione, o per meglio dire stavano cercando di arginare quello che sarebbe potuto diventare un pianto a dirotto. Quasi fosse anch’essa una scena tratta dall’Antico Testamento. Come dicevo un po’ più in sù, persone che contengono mondi che contengono altri mondi. Una donna dai modi gentili che porta in sé storie antiche, antichissime che a loro volta racchiudono sentimenti che una volta mostrati toccano le corde del nostro profondo essere. Non basterebbe questo modesto post per spiegare quello che si sono dette, ma vi posso solo dire che Elisa, quella ragazza seduta sul muretto con gli occhi pieni di lacrime, l’ho sposata perché ha la capacità di emozionarsi con tutta se stessa quando incontra queste persone speciali.

Che figo, nelle cuffiette stanno passando i Counting Crows che suonano la mia canzone preferita in assoluto, Oh la la dei Faces.

Basta parole è ora di fare la nanna, mancano ancora parecchie ore di volo. Per arrivare dove? In Repubblica Dominicana. Spero di essere fortunato anche là come lo sono stato in Israele con qualche incontro speciale di cui scrivervi.

Prometto però che se dovesse succedere lo farò con almeno sette ore di sonno alle spalle! Giuro.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.