Vivere in Cina, l’esperienza di Francesco ed Annalisa

Sapere com’è vivere in Cina è una di quelle cose che mi incuriosiscono tantissimo! La lingua, la cultura, tutto è così diverso che credo sia un’esperienza veramente affascinante. Ho conosciuto Francesco tanto tempo fa quando ancora andavo a scuola, io all’epoca ero una specie di prof e lui un alunno.

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e lui è diventato cittadino del mondo. Mi ha contattata quasi un mese fa per dirmi che insieme alla sua compagna Annalisa ha aperto un blog sateliteforeverorbiting e mi ha raccontato delle sue incredibili esperienze di viaggio e di vita. Super curiosa gli ho chiesto di raccontarci cosa vuol dire vivere in Cina e ne è uscita questa bella intervista!

vivere in Cina

1. Cosa vi ha spinti a partire per la Cina?

La voglia di scoprire e conoscere il mondo. Quando inizi a viaggiare è difficile fermarsi e a noi è capitato proprio così. Io tornavo da una esperienza di 6 mesi di studio in Svezia, mentre Francesco tornava da un soggiorno studio in Irlanda.

La Cina da tempo rappresentava un sogno per entrambi. Avevamo letto libri sull’Oriente e avevamo iniziato entrambi a studiare la lingua in un corso universitario. Quando c’è stata la possibilità di partire e trasferirci a Shanghai per 3 mesi e svolgere un tirocinio in una azienda abbiamo fatto le valige e affrontato le varie peripezie per ottenere il visto.

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2. Come è stata la fase di ambientamento in Cina?

La fase iniziale di ambientamento, dobbiamo ammettere, è stata molto dura. A partire dalle innumerevoli vicissitudini al consolato cinese di Milano per l’ottenimento del visto lavorativo. Oggi il governo cinese ha intensificato molto i controlli e non concede più molti visti lavorativi a personale straniero.
Una volta arrivati poi le difficoltà sono state molte.
Non eravamo mai stati in Asia ed eravamo pronti a trovarci in un mondo completamente estraneo al nostro, dal punto di vista culturale, sociale e linguistico, ma l’impatto è stato forte.

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Pur conoscendo un poco la lingua, a Shanghai parlano un dialetto molto diverso dal mandarino che insegnano a noi occidentali e con l’inglese molto spesso non riuscivamo a comunicare con la gente del posto. La barriera linguistica è dunque stata la difficoltà di ambientamento maggiore, che ci siamo portati avanti per tutta la nostra permanenza (la nostra prima vera conversazione in cinese l’abbiamo avuta solo molto tempo dopo con un tassista di Pechino appena lasciato Shanghai!)

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3. Vivere in Cina quali sono le difficoltà che avete incontrato e le cose belle che vi sono rimaste nel cuore?

Come ci hanno ripetuto spesso persone che vivono in Cina, “In Cina tutto è possibile, ma nulla è semplice”. Come accennato, la difficoltà più grande è la lingua, pochissimi parlano l’inglese e per integrarsi davvero con la popolazione cinese è consigliabile la conoscenza della lingua cinese. Per il resto abbiamo trovato inizialmente diverse difficoltà ad affrontare le piccole cose quotidiane che a noi in Italia sembrano semplici ma una volta che arrivi in un paese straniero ti accorgi della complessità.

Ad esempio acquistare un biglietto del treno, o prendere un taxi in città, attraversare un incrocio in alcune zone di Shanghai…! Il tempo per gli spostamenti in Cina si dilata, non solo per le lunghe distanze ma perché devi calcolare ogni possibile inconveniente.

vivere in Cina

Una volta che sei disposto ad accettare con il sorriso tutto questo, è fatta.

La Cina è un paese dalle mille contraddizioni. Se a Shanghai ti trovi sul Bund ad osservare i grattacieli futuristici della città, e ti sposti di pochi passi, puoi trovarti improvvisamente in una “baraccopoli” dove vendono il pesce sul marciapiede. La cosa bella è anche questa, anche in una città come Shanghai, che agli occhi dei turisti o i businessmen di passaggio, può apparire come una NY d’Oriente, sono rimaste zone autentiche.

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Anche se il governo cinese fa di tutto per rinnegare il passato, demolendo e ricostruendo intere zone, il popolo cinese rimane quello che è: un popolo accogliente, generoso, caotico e gentile.
Una tra le cose positive che ci sentiamo di affermare per tutti quelli che vogliono partire per la Cina è che lo straniero viene sempre accolto con grande entusiasmo e premura. Abbiamo girato tanto per Shangahi, Pechino e Hangzhou e anche in sobborghi periferici e ci siamo sempre sentiti sicuri e accolti dalla popolazione locale e questo, quando si viaggia, è un aspetto da non sottovalutare.

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4. Shangai mi ispira tantissimo, ci date qualche consiglio per visitarla?
Leggendo su vari forum di viaggi ci siamo spesso imbattuti in commenti come “Shanghai non è vera Cina” oppure “In due giorni si visita, dopo che hai visto lo skyline dal Bund non c’è altro da fare”.

Shanghai è una città dalle mille sfaccettature, conta una popolazione di 24 milioni di abitanti e come tutte le metropoli è una città da vivere. Certo non è una città come le grandi capitali europee in cui non puoi dire di essere stato se non visiti la classica lista dei 10 o più monumenti che ne hanno fatto la storia. Sicuramente il popolo cinese ha rinnegato il passato e non ha mai compreso la mentalità più europea di conservare i luoghi delle sue origini e Shanghai ne è un chiaro esempio.

vivere in Cina

Ma se dedicherai più tempo e pazienza a Shanghai, questa saprà ripagarti: che sia un panorama mozzafiato dei grattacieli illuminati di notte o un anziano che accende una candela nel Tempio di Jing’an o un ambulante che la mattina presto si apposta sotto gli uffici per venderti una ciotola di noodle.

Vivere in Cina: riflessioni finali

La Cina ci è rimasta inevitabilmente nel cuore. L’odore di ravioli al vapore agli angoli delle strade, il fermento elettrizzante che si respira quando si esce di casa la mattina, la genuinità dei bambini che giocano nei cortili che ti osservano con i loro sorrisi timidi e curiosi, i profili delle pagode che si affacciano delicatamente in mezzo ai moderni grattacieli… Shanghai è tutto questo.
La Cina, a discapito del suo nome, non prevede vie di mezzo: ci sono giorni in cui la ami e altri in cui ti fa sentire spaesato, tuttavia una volta lasciata, il sentimento che ci pervade è un senso di nostalgia che ci piace chiamare “Mal d’Asia”.

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5 commenti

  • Rispondi gennaio 29, 2015

    barbara

    la cina resta il sogno da sempre, non a caso pratico una disciplina orientale ::)

    • Rispondi gennaio 29, 2015

      Elisa e Luca

      che dici andiamo insieme 🙂

  • Rispondi febbraio 13, 2015

    goodnightandtravelwell

    La Cina è un mondo talemnte lontano “dal nostro” che faccio davvero anche solo ad immaginare come sia viverci. Leggere questo post è stato molto interessante.

  • Rispondi aprile 27, 2015

    valeriacastiello

    Il fatto che sia uno dei posti più inquinati del mondo, non è stato un limite per voi? Io non ci sono mai stata, e nel mio immaginario associo Shangai a questa immagine http://www.disneybymark.com/wp-content/uploads/2013/01/shanghai-1.jpg Mi sbaglio?

    • Rispondi aprile 28, 2015

      Elisa e Luca

      Occorre chiedere ai nostri due special guest come è andata su questo aspetto… vediamo cosa rispondono!

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.