Metsovo: come innamorarsi dell’insolita Grecia

Ci sono quei posti che alla lunga fanno la differenza.

Della serie appena arrivato ti guardi intorno e non è che ne rimani proprio travolto dalla bellezza dirompente. Però nel corso del soggiorno piano piano hai l’impressione di starci proprio bene e concluso il viaggio, a distanza di più di un mese lo ricordi come uno dei momenti più belli.

Ok, sono partito quasi delirando, ma il paese di Metsovo, nell’estremo oriente dell’Epiro, a due passi da Tessaglia e Macedonia, è esattamente questo.

metsovo epiro

Famosa per essere una località di montagna, con impianti sciistici, ha visto negli anni aumentare la sua popolarità, vista anche la sua posizione strategia, sulla strada che congiunge Igoumenitsa e Ioannina a Salonicco. Si trova nel bel mezzo della foresta Valia-Kalda, parte nord del parco nazionale Pindos. Questa regione è considerata come una delle migliori a livello di salute ecologica di tutta Europa, ed è habitat ideale per orsi bruni e rare specie di mammiferi e uccelli.

Se poi ci mettete pure che gli abitanti coltivano vigneti in mezzo a questo paradiso naturalistico e ne fanno del buon vino e che a Metsovo c’è la seconda pinacoteca nazionale a livello d’importanza il gioco è fatto.

Il vino viene prodotto dal 1732 nella cantina Katogi Averoff, che prende il nome dal suo fondatore e illustre cittadino di Metsovo: Evangelos Averoff. La cantina, che si trova sotto al bellissimo omonimo resort, è stata recentemente restaurata e il gioco di luci con la quale è stata abbellita rende la sua visita un’esperienza davvero suggestiva.

katogi averoff metsovo

katogi averoff metsovo

katogi averoff metsovo

Il vino che più ho apprezzato è stato il Traminer, l’unico bianco prodotto qui, forse condizionato anche dal racconto della guida che ci ha detto che gli orsi bruni che popolano la zona ne vanno ghiotti e io mi sono immaginato quanto debba essere dura (e pericolosa) la vita dei vendemmiatori.

orso metsovo epiro

A dir poco sorprendente la presenza di una delle pinacoteche più importanti dell’intera Grecia, anche questa nata da Evangelos Averoff, personaggio a cui Metsovo deve gran parte della sua bellezza. Nata attorno alla collezione privata di Averoff, ora la galleria ospita centinaia di opere tra dipinti e sculture dei maggiori artisti greci.

gallery averoff

gallery averoff

A pochi passi dalla galleria è possibile visitare l’abitazione storica del barone Tosizza costruita nel 1661 e restaurata nel 1956. Le stanze di questa immensa abitazione e gli antichi oggetti che custodiscono raccontano la storia di un paese che non esiste più, di persone che per trascorrere i lunghissimi sette mesi invernali trascorrevano tutto il tempo in un’unica stanza.

La famiglia di una volta però era costituita dai nonni, genitori e figli, quindi vi lascio immaginare la nostra faccia nell’udire che per sette, e dico sette mesi queste persone dovessero convivere in uno spazio di nemmeno quindici metri quadrati.

Tosizza

Ma il bello arriva al calare del sole. Il paese si fa praticamente fantasma, o almeno le strade. Le uniche luci sono quelle delle finestre dei due o tre bar e ristoranti di Metsovo. Ed è lì dentro che avvengono i miracoli. E per me il miracolo non è un film muto, ma un avvenimento fatto di persone, musica e danza. Terminata la cena vengono spostati tavoli e sedie, imbracciati gli strumenti e accesi gli amplificatori. Le facce dei musicisti e le note che escono dai loro strumenti raccontano di secoli di storia, di popoli che si sono mischiati tra loro e che non rispecchiano i confini che la politica ha voluto stabilire geograficamente.

Qui l’Islam sembra dietro l’angolo, Tirana e Istanbul sembrano paesi confinanti, qui non esiste la Grecia, non esiste l’Europa, esiste solo un popolo. Noi arriviamo al ristorante che sarà tipo l’una di notte attirati dalla musica. Entriamo un po’ intimoriti ma irresistibilmente rapiti. I proprietari e i pochi avventori ci guardano un po’ sorpresi, forse pensando volessimo cenare a quell’ora, ma subito dopo ci fanno accomodare e anzi dopo pochi minuti ci coinvolgono nella danza.

Più che una danza è un girotondo di tacco e punta, che da lentissimo diventa sempre più veloce, in cui chi partecipa si abbraccia e si sorride con grazia. La cosa bella è che è un ballo semplice e che quindi coinvolge tutti, creando complicità e una sorta di fratellanza.

Il video che segue l’ho fatto un po’ di nascosto perché era talmente un momento magico che quasi mi vergognavo a rovinarlo con un oggetto come fuori luogo come un ipad.

Però ho pensato fosse troppo bello perché svanisse nella mia memoria.

Per me quella di quella notte a Metsovo è la musica più bella che abbia mai udito.

Poi che Metsovo non sia la città più bella della Grecia poco importa, io un pezzettino di cuore in quel ristorante ce l’ho lasciato.

 

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3 commenti

  • Rispondi gennaio 8, 2015

    dueingiro.blogspot.it

    Ce ne avevano già parlato molto bene di questa zona della Grecia e tu non fai che confermarcelo. Davvero super interessante!

  • Rispondi gennaio 8, 2015

    Roberta

    Ecco, questi sono i posti che mi fanno innamorare sul serio… l’avete raccontato benissimo, bravi :*

  • Rispondi gennaio 15, 2015

    Luca

    Non sapevo nulla di questa zona del mondo, mi hai messo curiosità. La vignetta con l’orso mi ha fatto proprio ridere 🙂

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.