Street food palermitano: 4 segreti da tenere in conto

Buongiorno cari lettori lo special guest di questo mercoeldì si chiama Vito e scrive per il blog travel365, ama definirsi siciliano purosangue ed è proprio in Sicilia che ci porta oggi, fra i segreti dello street food palermitano. Non è la prima volta che sul blog parliamo di questa città, ricordate l’articolo di Francesco sui mercati della città?  Buona lettura.

Secondo Forbes, la nota rivista americana, Palermo è la quinta città al mondo nella top ten delle “Cities for Street Food” e prima in Italia, premiata per la varietà delle sue speciali pietanze. Come ogni classifica che si rispetti, anche questa è stata duramente criticata, in primis dai napoletani, “nemici di sempre” (il capoluogo campano storicamente contende alla città siciliana il primato entro i confini nazionali) il cui paese non figura nemmeno in classifica…

Per questo motivo ho deciso di fornirvi alcune indicazioni per comprendere a pieno l’importanza dello street food per un vero “Palermitano doc” abituato a vivere la propria città in tutte le sue sfaccettature.

La prelibatezza “storica” dello street food palermitano

Sopra si faceva riferimento alla varietà delle pietanze “street” che sono valse alla città l’ingresso nella top five. In effetti, è un dato di fatto: tra “panelle e crocchè”, “arancine”, “sfincione”, “pani ca meusa”, “quarume” e “stigghiole”; c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

E non devono fare neppure tutto questo ribrezzo, dal momento che neppure figurano nella top ten degli orrori da gustare, nonostante una puntata del famoso show televisivo si sia svolta proprio qui.

Tra l’altro ognuna di queste specialità ha una storia secolare da raccontare. Le panelle, ad esempio, risalgono al periodo della dominazione araba e vanno assolutamente mangiate in mezzo alla mafalda ricoperta di “cimino”(seme di sesamo).

Il famosissimo “pani ca meusa” o meglio ancora “miévusa” era originariamente un piatto povero consumato dalla comunità ebraica presente nel medioevo. La nascita della “arancina” (attenzione ad arancinA e non arancinO, mica siamo Catanesi noi…) è invece uno degli argomenti maggiormente dibattuti in Sicilia: in sostanza ogni grande città ne rivendica la paternità.

street food palermitano

L’importanza della location

Innanzitutto bisogna puntualizzare una cosa: il posto dove mangi fa la differenza!

Quasi tutti i migliori “paninari”, “meusari” o “stigghiolari” si trovano nei quartieri storici di Palermo. Vi assicuro che un panino con le panelle mangiato seduto ad un tavolo in casa perde davvero tanto in termini di sapore e gusto rispetto allo stesso panino mangiato per le vie della città o magari nei mercati della Vucciria e di Ballarò, luoghi storici della città, presenti in ogni itinerario turistico che si rispetti!

Il carisma di chi prepara le pietanze

Un altro fattore determinante è come vengono preparate le pietanze. In effetti non è importante se il panino (o quel che sia) venga preparato in un luogo pulito o con prodotti di prima qualità (anzì, queste sono cose a cui il vero Palermitano non presta neanche attenzione) più che altro ciò che conta è chi lo ha preparato.

street food palermitano

Spesso infatti ci si reca dallo “chef” di fiducia, quella persona che conosci da sempre e che chiami per nome. Il carisma di chi serve in strada lo street food è spesso il valore aggiunto che permette ai più “bravi” di emergere tra tutti costruendosi una vera e propria schiera di “fan” più che una rete di clienti.

E’ il caso di “Rocky” Basile e Nino “u ballerino”, protagonisti di una delle puntate del noto programma televisivo “Street food heroes”.

Il valore culturale per la gente: “la milza è una questione di cuore”

“La milza è una questione di cuore”, questo è quanto si legge sul sito ufficiale di Nino “u ballerino”, incoronato re del “pani ca meusa”. Difatti per il popolo di Palermo il cibo da strada ha un significato del tutto particolare.

Amore per le radici, la cultura ed i sapori, di una città che troppo spesso viene bistrattata dalle stesse persone che la abitano… è impossibile spiegare quali sensazioni suscitano questi fantastici piatti tipici, ad ogni modo, sappiate che ogni palermitano nutre per queste meraviglie culinarie un’amore viscerale che trascende la semplice golosità.

 

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2 commenti

  • Rispondi novembre 27, 2014

    Alessandro @ Girovagate

    tempismo perfetto! Domani partiamo per Palermo e un giro tra i mercati e il cibo da strada non ce li toglie nessuno 🙂

    • Rispondi novembre 27, 2014

      Elisa e Luca

      ragazzi ma che spettacolo, siete sempre in giro! mitici 🙂 ci vediamo ad Amsterdam

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.