Bolzano è vittima di una strategia di marketing

Bolzano è vittima di una strategia di marketing.

Anche Lugano lo è. Ma io questo weekend ero a Bolzano per la mia visita annuale, quindi della strategia di marketing di Lugano parlerò in seguito: parliamo di quella di Bolzano, adesso.

Ho vissuto a Bolzano e mi ci sono trasferita da Rimini nel luglio del 2009, alla faccia di tutti quelli che mi guardavano con occhi sbarrati come se avessi preso una decisione socialmente inqualificabile.

Tutti vittime della strategia di marketing.
Il marketing dittatoriale vuole farci credere che Bolzano sia solo ed esclusivamente balconi come merletti con cascate di gerani e tedeschi in vacanza con scarponcini da trekking in estate; in inverno invece che ci sia il ben noto mercatino e i turisti tedeschi di cui sopra che sorseggiano vin brulé indossando maglioni di dubbio gusto.

Ciò è vero, ed è innegabile la potenza del messaggio che sicuramente ha fatto quello che doveva fare, cioè attirare beneducati turisti amanti della vita all’aria aperta e persone interessate all’artigianato locale. La strategia non fa una piega, ma non posso non essere un po’ arrabbiata con lei che fa sembrare Bolzano come un paese ad uso esclusivo di appassionati di montagna e gente che cena alle 18.

È lì che la strategia di marketing ha colpito: ha fatto finta che il resto non esistesse obbligandomi a sostenere gli sguardi compassionevoli di chi mi vedeva lasciare Rimini.
La Strategia ha ignorato che Bolzano è un centro vivissimo, pieno di giovani, di localetti pieni dalle 11 del mattino a notte fonda.

Prendi un sabato mattina qualunque e passa in piazza delle Erbe, guardati i banchi di fiori, di salumi e di formaggi e poi sguscia in via Streiter: quando vedi un assembramento, sei davanti ai Carrettai. Tutto quello che devi fare è entrare, versarti autonomamente la tua caraffa di vino e farti un piatto di tartine.

cosa visitare a Bolzano

Se al pomeriggio sei ancora sobrio, sappi che a Bolzano c’è il Museion, un museo di arte moderna la cui struttura futuristica non ha nulla a che vedere con i balconi merlettati. A distanza di una micro passeggiata in falso piano (così non dovete credere di essere lì a fare trekking) c’è il Castello del Mareccio (non sempre visitabile, ma provate… o chiamate prima) da una parte o il Monumento della Vittoria sul viale principale oltre il ponte sulla Talvera. Questo l’hanno finito di restaurare solo quest’anno e hanno creato un percorso espositivo per conoscere la storia di Bolzano e l’eredità pesante che è stata lasciata a Bolzano durante le dittature fascista e nazionalsocialista dal 1918 al 1945.

Se volete vedere cos’altro è rimasto alla città di questo periodo, potreste addentrarvi nella Bolzano residenziale (quella che la Strategia vi cela!!!) fino al Tribunale, anche questo fresco di restauro e in pieno stile … suo, diciamo. Lo vedrete anche a cavallo, novello Marco Aurelio, sul basso rilevo che domina la piazza. Risalendo verso il centro, percorrendo via Orazio e infilandovi nel percorso pedonale di vicolo Murri sbucate davanti al primo locale che ho conosciuto a Bolzano, Il Picchio.

A qualsiasi ora ci arriviate ci troverete qualcuno ad ostruire la porta d’entrata o nella veranda. L’ultima volta ci ho trovato un Caol Ila in edizione limitata che non riuscivamo più a trovare. Poi torna in centro: il Nadamas in piazza delle Erbe io non ho mai saputo a che ora chiudesse la notte.

photo credit: torremountain via photopin cc

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3 commenti

  • Rispondi dicembre 2, 2014

    natasha

    Cara Giorgia… non sono mai stata a Bolzano e l’idea che ne avevo è proprio quella che hai descritto! Adesso, grazie a te, penso che la inserirò in uno dei miei itinerari!!
    Grazie mille per l’articolo!!! Molto bello 🙂

  • Rispondi settembre 7, 2015

    acasadiclara

    ho scoperto Bolzano da (molto) grande quando con il mio figlio piccolissimo andammo al Renon per le vacanze di Pasqua. purtroppo. se l’avessi scoperta da giovane ci sarei andata ad abitare anche io. A parte il caldo che c’è d’estate (ma posso sopportarlo) trovo che sia una città bellissima e davvero molto vivace. Ogni volta che devo andare via, soffro. E sì che sono un tipo mediterraneo! Mi piace così tanto che quasi tutte le volte che andiamo in Alto Adige poi ci fermiamo una mattina o un pomeriggio a Bolzano. Quanto mi manca mannaggia !!!!

    • Rispondi settembre 11, 2015

      Giorgia

      Ciao! Grazie per il tuo commento! ^^ Se ami Bolzano, ma non il caldo, ti consiglio di andarci tra fine ottobre e inizio novembre, durante il Torgellen!

E' nata qualche anno fa, in un bel giorno di giugno, all’orario giusto per un Martini dry. Premonizione? La prima volta che ha guardato dal finestrino di un aereo le è parso di aver sempre guardato le luci della città dall’alto. Dejà vu … o premonizione. (O manie di grandezza?) Viaggia per lavoro e per piacere, per mangiare e per amore.