Uluru kata tjuta national park: la montagna magica australiana

Uluru kata tjuta national park per me è la “Montagna Magica”: una botta dritta allo stomaco, gli occhi che si spalancano per farne entrare tutta la sua  maestosità, il sentirsi piccoli davanti a quell’immagine vista e rivista in fotografie e documentari, ma che garantisco, appena la scorgi da lontano, ti conquista con le sue forme, ti seduce con i suoi colori, ti ammaglia solo come qualcosa di Magico sa fare.

Siamo nel Red Centre australiano, a 445 km da Alice Springs, in pieno territorio aborigeno, all’interno dell’Uluru-Kata Tjuta National Park; l’area è in gestione congiunta tra Parks Australia  e gli antichi proprietari, gli Anangu, popolo aborigeno originario di queste zone.

Uluru National park

Semplicemente potrei scrivere che Ayers Rock è un monolite lungo 3,6 km, alto 348 m, “appoggiato” nel pianeggiante e silenzioso red centre australiano (che ne nasconde i due terzi sotto di se).

Sinceramente credo che rappresenti molto di più: gli Anangu lo considerano un vero e proprio monumento lasciato dagli dei creatori del mondo per ricordare agli umani la loro immensità; a me ricorda incredibilmente quell’immagine del libro il “Piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupéry, quella che potrebbe sembrare il disegno di un cappello, ma in verità è l’immagine di un boa, che sta digerendo un elefante…

Nel Piccolo Principe si legge “i bambini devono spiegare sempre tutto ai grandi….” ecco che forse gli Anangu posso cercare di spiegare a noi che cosa rappresenta veramente Uluru.

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Uluru kata tjuta national park: cosa vedere

Per comprendere al meglio la Magia del luogo, consiglio di iniziare la visita al Cultural Centre all’interno del parco stesso e prenotare una visita con guide Anangu (www.ananguwaai.com): potrete partecipare ad escursioni organizzate di diversa durata ed in differenti momenti della giornata;  sarà davvero speciale ed indimenticabile percorrere quei sentieri ascoltando (in lingua madre tradotte simultaneamente in inglese da un ranger) le leggende di questo popolo antico.

Doveroso riportare che, per ragioni puramente turistiche, la salita adUluru rimane aperta (in condizioni meteo favorevoli) e la decisione di affrontarla, o no è rimandata al viaggiatore stesso.

Ricordiamoci, inoltre, che si tratta di un trekking difficoltoso e pericoloso e che qualcuno, tutti gli anni, ci lascia la vita. Siete veramente sicuri di volerla ancora affrontare?

Ah, dimenticavo: nonostante gli Anangu chiedano rispetto  verso la loro terra e non parlino di maledizioni specifiche associate alla scalata diUluru, al Cultural Centre troverete un raccoglitore (bello grosso!!) pieno di lettere scritte da turisti di tutto il mondo. Si tratta delle “sorry rocks“: sono lettere di scuse di persone che ritengono di essere state perseguitate dalla sfortuna dopo essere salite su Uluru, o dopo aver sottratto pezzi di roccia e sabbia….non so voi, io continuo a vederci un certa “Magia”…

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Ayers Rock: come arrivare

In volo: voli diretti dalle principali città australiane atterrano all’aeroporto di Connellan, distante 24 km circa da Uluru
In automobile: Yulara dista 441 km da Alice Springs, il viaggio su strada asfaltata richiede circa 4-5 ore.

Ayers Rock: dove dormire

Unica soluzione possibile d’alloggio è al villaggio di Yulara (www.ayersrockresort.com).

L’ Ayers Rock Resort si trova a 20 km da Uluru e comprende 4 alberghi, appartamenti in affitto, un lodge, un campeggio ed un ostello.

Gli unici servizi della regione (distributore di benzina, negozi di alimentari, una banca, ristoranti, servizi di emergenza) si trovano a Yulara; non esistendo alternative, i prezzi non si possono definire economici.

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Ayers Rock: cosa fare

L’ Uluru-Kata Tjuta National Park comprende oltre ad Ayers Rock, anche i Monti Olgas (circa a 30 km ad ovest di Uluru) che sicuramente meritano una visita; è aperto tutti i giorni, dalle 5 alle 21 da novembre a marzo e dalle 6.30 alle 19.30 da aprile ad ottobre. Il ticket d’entrata vale tre giorni e costa circa 25$ (ingresso gratuito per i minori di 16 anni).

Ecco un breve elenco delle attività disponibili; troverete tutte le informazioni dettagliate per pianificare il viaggio, compresa la prenotazione delle attività, su www.environment.gov.au/parks/uluru :

– visitare il Cultural Centre

– osservare Uluru e Kata Tjuta (monti Olgas) all’alba e al tramonto

– passeggiare alla base di Ayers Rock sui vari sentieri disponibili

– escursioni culturali a piedi con guide Anangu (www.ananguwaai.com).

– birdwhatching
– escursioni a dorso di cammello

– voli panoramici

Prima della partenza scaricate su www.environment.gov.au/parks/uluru  la mappa dei vari percorsi fattibili (disponibile anche in italiano) e le app del parco (visitor guide app e birds app), vi saranno utilissime per pianificare la visita nel dettaglio.

Per una serata speciale vi consiglio la cena Sound of Silence: cenerete all’aperto, nel bush australiano, indimenticabile sarà la vista su Uluru al tramonto. La serata si concluderà con l’osservazione delle stelle e la spiegazione del cielo da parte di astronomi esperti.

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8 commenti

  • Dico solo, che meraviglia *_*

    • Rispondi novembre 3, 2014

      Silvia

      Davvero Valentina, una indimenticabile MERAVIGLIA… Ci sei stata? Grazie del commento.

  • Rispondi ottobre 31, 2014

    goodnightandtravelwell

    Un luogo magico, un gioco di colori unico: il rosso che stacca sull’azzurro pieno del cielo è davvero impagabile.

    • Rispondi novembre 3, 2014

      Silvia

      Davvero impagabile…..e poi la luce australiana è qualcosa di speciale, abbagliante….Noi siamo stati fortunatissimi, il cielo ci ha regalato anche qualche nuvoletta a completare il quadro…

  • Meraviglioso!
    Non sapevamo delle -sorryrocks-
    attezione a portare a casa qualche souvenirs 😀

  • Rispondi novembre 3, 2014

    Silvia

    Grazie ragazzi!
    Eh sì, bisognerebbe avere rispetto sempre ed ovunque della Natura, ma qua si rischia forte, la Montagna Magica non perdona!!!!

  • Rispondi novembre 7, 2014

    Maria

    Un posto davvero magico, ci sono stata durante il mio viaggio whv in Australia! Anch’io ho provato un grande rispetto nei confronti degli aborigeni, per loro è atto oserei dire blasfemo scalare l’uluru, e quindi va rispettato (come ogni cosa sacra del resto).

    • Rispondi novembre 10, 2014

      Silvia

      Che piacere Maria che anche tu condivida la mia visione, credo che sia importante diffondere questo messaggio di “rispetto”….. Molti, purtroppo, arrivano ad Uluru credendo che la scalata sia doverosa..
      Grazie di essere passata.

Innamorata moglie ed orgogliosissima mamma dal 2013, adora ogni aspetto del viaggio: le piace sognarlo, organizzarlo viverlo e ricordarlo....Attenta, precisa e forse anche troppo prudente e scrupolosa, viaggia per passione, per curiosità, perché il viaggio è pura vita e conoscenza. Adora la natura, gli immensi spazi aperti, la montagna, gli alberi, la fotografia, le terse giornate d'autunno, lo sport e la nutella!